Reportage maltempo 15-16 marzo 2011

I disagi provocati dal peggioramento del 15-16 marzo sul Basso Piemonte La furia dell’acqua come si può dimenticare… alcuni potranno aver ricordato il disastro del novembre 1994 durante le ore di paura della mattina del 16 di marzo. Sono scesi circa 80 mm in 48 ore, ma sugli Appennini ne sono caduti il quadruplo: in alcune zone si sono superati i 300 mm di accumulo in 48 ore! Per quanto riguarda il Basso Piemonte la provincia più colpita dalla pioggia è stata l’Astigiano, con zone che hanno accumulato oltre 100 mm in 48 ore, in particolare nel nord della provincia come a Tonengo, ma l’accumulo maggiore si è avuto a Castelnuovo Don Bosco 300 m con 105 mm in 32 ore e ben 56.7 mm tra le 00 e le 08 del 16 marzo e infine circa 115 mm in 48 ore. Comunque i danni si sono avuti non solo nell’Astigiano, ma anche nel Torinese e soprattutto nell’Alessandrino. Ecco qua due grafici degli accumuli più alti registrati sugli Appennini. Qui di seguito a Piampaludo 882 m nel Savonese vicino al confine con la provincia astigiana e cuneese: 315 mm in 3 tre giorni e 161 mm in 24 ore il 16 marzo.

Qui invece Cairo Montenotte 564 m Inferiore sempre nel Savonese, con oltre 260 mm caduti in tre giorni e 138 mm in 24 ore.

Ed è stato soprattutto a causa della grande acqua caduta sugli Appennini e la neve che è fusa a causa della quota neve, che poi nel pomeriggio del 16 marzo è salita a 2000 m per poi ridiscendere a 1500 m circa a fine peggioramento. Veniamo ai danni provocati dal maltempo. La zone con più problemi sono state l’Astigiano e l’Alessandrino, nonostante in quest’ultimo siano caduti solo 50 mm ma il vero problema è stato, come già detto, la pioggia caduta a quota più elevate, che ha ingrossato a sua volta enormemente i fiumi.

Partiamo con la parte meno colpita: il Torinese. Ci sono stati degli allagamenti, però ridotti nella pianura Torinese appena oltre il confine con la provincia Astigiana. Allagamenti a causa del fiume Banna a Poirino e a Santena, ecco qua due grafici dell’Arpa Piemonte dai quali si nota chiaramente la piena del fiume in questi due punti: la Banna a Poirino, altezza massima raggiunta di 6.5 metri quindi 0.5 metri sopra la piena straordinaria per oltre 30 ore.

La Banna a Santena, massima altezza raggiunta di 5.75 metri, 0.25 metri oltre la piena straordinaria per 6 ore.

Veniamo all’Astigiano. Alcuni smottamenti (quelli certi sono 4) nella zona nord della provincia, proprio vicino a Castelnuovo Don Bosco, la più colpita della nostra provincia. Tutti che si sono sviluppati tra il mattino e la sera del 16 marzo. Inoltre è esondato proprio in quelle zone il piccole torrente Triversa, senza creare però grandi problemi. Più problemi ha creato invece il Torrente Versa che è esondato in vari punti: a Montechiaro d’Asti 200 m, a Portacomaro 130 m dove si è dovuta chiudere la tangenziale perchè l’acqua aveva invaso le corsie. E’ esondato anche nella periferia di Asti allagando i campi, qui sotto una foto dell’acqua del Versa il mattino del 16 marzo in Corso Alessandria. Come potete vedere il livello dell’acqua era quasi a quello della strada, era stata chiamata una ruspa per togliere i rifiuti che si erano accumulati sotto il ponte. Ecco qui seguito il torrente nel momento di massima piena a metà mattina del 16 marzo. (Fonte foto: La Stampa)

Ad Asti il Tanaro è salito di 4 metri senza problemi però, ecco il grafico qui sotto. 1.5 metri sopra la piena ordinaria.

Poi ci sono stati allagamenti tra Vaglierano e San Damiano d’Asti a causa delle fuoriuscita del Borbore, perciò sono state chiuse anche delle strade, foto qui sotto.

Inoltre a S. Marzanotto c’è stata una frana.

Allagamenti anche ad Incisa Scapaccino, dove l’acqua è entrata nelle vie del paese. A Nizza Monferrato e Castelnuovo Belbo ci sono state anche delle frane, a causa del fiume Belbo. Qui sotto l’acqua ad Incisa e il grafico del Belbo a Castelnuovo.

Il Belbo a Castelnuovo 8 ore sopra la piena straordinaria, massima altezza di 5.8 metri, 0.3 metri oltre la piena straordinaria.

Ed ora l’Alessandrino. Qui molta acqua che arrivava dagli Appennini ha ingrossato i fiumi, creando gravi problemi per la popolazione e allagamenti, che però non si sono risolti come è successo per Astigiano e Torinese nel pomeriggio del 16 marzo, ma sono continuati anche durante la notte a causa del livello dei fiumi che non diminuiva ma aumentava. Qui sotto due grafici dove si può notare per quanto tempo sono stati in piena i fiumi Alessandrini. Il Bormida ad Alessandria, altezza massima di ben 8 metri, 1.5 oltre la piena straordinaria per quasi 20 ore!

Il Tanaro a Montecastello, altezza massima di 7.3 metri, 1.3 metri oltre la piena straordinaria per 24 ore!

Quindi a causa di questo ci sono stati campi allagati da 2 metri d’acqua e si è dovuta evacuare la popolazione da alcuni paesi lì vicino come Sale.


Luca Leucci & Paolo Faggella

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