10-11 aprile 2012: ritorna la neve in bassa collina

Senz’altro non è stato un evento particolarmente notevole, infatti assolutamente non si può paragonare, per citarne una, alla nevicata del 17/04/1991, in quanto in quella occasione la neve interessò gran parte della Pianura Padana mentre in questo peggioramento solamente alcune zone ristrette del Piemonte, ma comunque considerevole dato che la dama è andata ad imbiancare l’area pedemontana e le Langhe del Cuneese fino a 300 m di quota, le Langhe astigiane a 400 m e le colline alessandrine a 250 m; di certo non è un evento che si ripete ogni anno ma mediamente solo 1-2 volte ogni decennio. Non è nevicato a quote così basse solamente in Piemonte, ma anche nell’entroterra ligure dove si sono avuti accumuli dai 400 m nel Savonese e dai 250 m nel Genovesato.

Analisi didattica
Possiamo vedere la situazione barica alle 00Z dell’11 aprile 2012 sulla carta a 500 hPa posta di fianco che ci mostra la perturbazione atlantica responsabile di questo rapido peggioramento ed un minimo posizionato sul Mar Ligure. La neve è riuscita a scendere così in basso per merito dei rimasugli d’aria fredda affluita sul nostro paese durante il ponte di Pasqua che è stata intrappolata nelle conche piemontesi costruendo così un cuscinetto freddo, ma un grazie va dato anche alle precipitazioni risultate intense che assieme al rovesciamento d’aria fredda in quota (+0°C a 850 hPa) hanno permesso alle precipitazioni di risultare nevose anche in bassa collina. Già il giorno di Pasqua in Romagna era nevicato a soli 300 m ed oggi invece è stata la volta del Piemonte e successivamente, tra le ore pomeridiane e serali, anche del Trentino e della Lombardia dove la neve è scesa fino a  400-500 m.


Analisi dell’evento con dati e foto
Già prima del peggioramento si prevedeva che questo fosse stato rapido, con una durata non superiore alle 24 ore, ma tutt’altro che irrisorio, e che la neve potesse scendere a quote interessanti per il periodo, ma le potenzialità del Cuneese e dell’Alessandrino hanno ancora una volta stupito tutti.

Con l’arrivo a metà pomeriggio delle precipitazioni che si sono rivelate subito moderate e localmente anche forti, il calo dapprima molto lento è divenuto più rapido sia sul Cuneese (in particolare nelle valli settentrionali ovvero la Valle Maira, Stura e Varaita) che nel Torinese. Altrove, per i fenomeni ancora molto deboli o addirittura assenti, la diminuzione termica era molto più lenta, specialmente sull’Alessandrino. Ecco che, come mostra questo scatto della webcam di Crissolo (CN) a 1318 m in Valle Po alle 16.30, le precipitazioni sono subito a carattere nevoso e dopo pochi minuti imbiancheranno il suolo grazie alle temperature scese già sotto lo zero e all’intensità nevosa divenuta più intensa.

Dopo all’incirca mezz’ora dall’inizio delle precipitazioni si sono accumulati già 3 cm ai 1450 m degli impianti sciistici di Sampeyre (CN) in Val Varaita.

La quota neve, con l’arrivo dei primi fenomeni, diminuisce subito considerevolmente, perciò alle 18.00 è già scesa sotto la soglia dei 1000 m, infatti le precipitazioni diventano nevose andando ad imbiancare i tetti delle case del paese di Sampeyre (CN) a 976 m.

La neve accumula alla medesima quota nel Torinese poco dopo; di seguito uno scatto della webcam di Ala di Stura (TO) a 1080 m pochi minuti dopo che le precipitazioni da pioggia erano tramutata in neve.

Con l’inizio della serata la neve scende già al paese di Viù (TO) a 760 m nella omonima valle.

Così avviene anche nel Cuneese quando i fiocchi alle 20.30 erano ormai scesi sotto ai 600 m solamente però in Val Maira e Varaita, altrove la quota neve era ancora leggermente più alta e scenderà nelle ore successive. Di seguito potete vedere la webcam di Villar San Costanzo (CN) a 609 m, paese situato allo sbocco della Val Maira verso l’alta pianura cuneese. Grazie all’intensità forte delle precipitazioni nevose si riesce a formare in poche decine di minuti una patina al suolo nonostante la temperatura sia ancora positiva anche se non di molti decimi come possiamo dedurre visualizzando il grafico successivo che mostra l’andamento termico registrato tra il 10 e l’11 aprile (oltre che dei 3 giorni successivi) dalla stazione meteo dell’Arpa Piemonte posta a 575 m nel paese più vicino a pochi chilometri, ovvero Dronero (CN).

Nella seconda parte della serata il calo termico si fa sentire anche nelle valli cuneesi meridionali mentre resta quasi stabile nel Torinese. Nella Valsesia e Val d’Ossola a causa delle precipitazioni che continuano ad essere deboli e solo a tratti moderate, la discesa termica rimane continua per tutta la nottata, ma abbastanza lenta. Al primo mattino qui la neve riesce ad imbiancare fino a 600 m; ecco uno scatto della webcam di Pila Valsesia (VC) a 686 m che ha totalizzato 2 cm con una minima di +0.2°C, mentre in cima alla valle ad Alagna Valsesia a 1196 m il nivometro dell’Arpa Piemonte ha rilevato un accumulo di 20 cm.

Di seguito invece la webcam situata a 533 m nel paese di Crodo (VB) in Val d’Ossola: qua possiamo notare i boschi imbiancati poche decine di metri più in alto, infatti la stazione meteo amatoriale posizionata qui ha rilevato una minima di +1.2°C, mentre quella dell’Arpa Piemonte a 560 m già solamente +0.5°C. In particolare qua le precipitazioni sono state piuttosto deboli, infatti l’accumulo è stato di soli 17.8 mm, se fossero state anche solo moderate probabilmente la neve sarebbe potuta scendere fin sotto ai 500 m.

Nel Torinese anche nelle valli di Viù, Ala, Grande e Locana ci sono leggeri accumuli mediamente da circa 600 m, in Val di Susa invece da 500-550 m dato che nella notte a Susa (TO) a 505 m la minima è scesa fino a toccare il valore di +0.6°C. Questa è Viù (TO) a 760 m a fine evento. Grazie all’asta nivometrica posta alla sinistra della webcam possiamo dedurre che sono caduti 2 cm.

La città di Cuneo a 534 m si risveglia sotto un leggero manto bianco di 2 cm che ricopre i tetti delle case del centro storico, ma appena in periferia viene registrato un accumulo di 7 cm su tavoletta. Sotto uno scatto di una delle webcam poste nel centro città.

Poco distante dal capoluogo cuneese, Vignolo a 670 m, totalizza 6,5 cm su tavoletta. Possiamo ammirare una webcam che inquadra insieme a Cervasca proprio questo paese.

La neve, come già scritto all’inizio dell’articolo, nel Cuneese è caduta fino a 300 m in Valle Tanaro e Valle Pesio, infatti la stazione meteo dell’Arpa, posta nei pressi di Carrù sul torrente Pesio a 275 m vicino alla confluenza con il Tanaro, ha registrato una minima di +0.7°C, perciò non si può nemmeno escludere che si sia avuta un’imbiancata fino a questa quota. Lo zero termico localmente è sceso fino a 400 m, non a caso la stazione di Ceva a 410 m tocca il valore di -0.1°C e 0.0°C quella posizionata a 415 m vicino al paese di Rodello nelle Langhe albesi. Non molto lontano, a Dogliani a 335 m, vengono rilevati 2 cm circa, nella valle sotto al paese di Castino a 300 m, poco distante dalla provincia astigiana, 0.5 cm su tavoletta, mentre sul tetto delle Langhe agli 896 m di Mombarcaro, la temperatura scende fino a -1.6°C in mattinata. Di seguito possiamo vedere una foto scattata nel centro città di Mondovì a 416 m dove su tavoletta l’accumulo è stato di 4 cm e la minima è scesa a +0.2°C, mentre nella vicina Pianfrei a 470 m si è avuto un accumulo di 6 cm. (Foto: Gabriele Gallo).

In quest’altra scattata nel quartiere alto di Mondovì, Piazza a 550 m, possiamo ammirare due momenti dell’11 aprile: prima e dopo la nevicata. (Foto: Alex Lanza).

A Ceva (CN) a 388 m l’accumulo è stato di circa 5 cm, di fianco si può osservare uno scatto mattutino della webcam dell’autostrada A6 Torino-Savona posizionatanei pressi della città. Nel resto del Cuneese la quota neve non è scesa molto rispetto alla serata del giorno precedente, infatti si è fermata a 600 m in Valle Po, e a 450-500 m agli sbocchi della Val Varaita, Maira e Grana dove si sono avuti accumuli nell’immediata alta pianuraadiacente alle valli: a Busca loc. San Chiaffredo a 490 m il pesante accumulo di neve bagnata non ha superato i 2 cm su tavoletta. Gli splatters si sono avuti fino a quota pianeggianti dove al mattino pioveva con temperature intorno a +4 / +5°C: segnalati ad Alba (CN) a 172 m, Acqui Terme (AL) a 156 m, ma anche nella periferia di Torino, mentre è stata imbiancata la sommità della collina torinese: da 600-650 m, proprio qui la stazione meteo all’Osservatorio di Pino Torinese a 608 m ha registrato una minima di +2.0°C.

Sulle colline astigiane a sud della città di Asti al primo mattino è stata segnalata pioggia mista a neve a 300 m, infatti la temperatura a Montaldo Scarampi a 298 m è scesa fino a +2.5°C, qui la neve ha imbiancato dai 400 m ma è scesa fondendo però al suolo probabilmente fino a 350 m in isolate zone. Un’altra stazione dell’Arpa posizionata al Bric della Guardia sopra il paese di Castagnole Lanze (AT) vicino al confine con la provincia di Cuneo ha toccato una minima di +1.1°C, leggermente meglio è stata la prestazione avutasi nelle adiacenti colline albesi dove Treiso a 376 m ha  rilevato un valore minimo di +0.5°C e, come già detto precedentemente, a 415 m la stazione di Rodello è scesa fino a 0.0°C, mentre lo zero termico nell’Astigiano si è posizionato intorno ai 600 m. Nel breve articolo a lato, tratto dal quotidiano ”La Stampa” sulla pagina di Asti, possiamo vedere una foto di Roccaverano a 759 m con una breve descrizione dei pochi disagi che ha portato la nevicata in alta collina. E’ stato necessario l’intervento dei mezzi spazza neve per rendere praticabili le strade. La vicina stazione meteo posizionata sulle pendici del Bric Puschera a 765 m ha rilevato -0.7°C di minima. 

Passiamo ora all’Alessandrino, la provincia piemontese dove la neve è scesa più in basso di tutte le restanti zone, fino a 200 m in Valle Scrivia, con leggere imbiancate però da 250 m presso i paesi di Vignole Borbera ed Arquata Scrivia; la stazione meteo dell’Arpa situata in quest’ultimo paese a 325 m ha rilevato una minima di +0.9°C. A sinistra possiamo vedere i fiocchi dalla webcam dell’autostrada A7 Milano-Genova posizionata nella zona nord di Vignole Borbera ad una quota inferiore di 250 m. A metà mattina c’è stato un temporale sull’occlusione del sistema nel momento in cui esso si allontava proprio da queste zone. Non è stato molto intenso ma sono stati segnalati tuoni forti ed ha assunto carattere nevoso. Sulle colline ovadesi a 350 m di quota sono stati misurati a fine nevicata 3.5 cm, invece a quote più elevate si totalizzano fino ad un massimo di 9 cm registrati alle Capanne Marcarolo a 780 m con -0.2°C di minima.

Passando all’entroterra ligure possiamo affermare che anche qui la neve ha imbiancato fino a 250 m nella stessa Valle Scrivia ed nella valle Stura. Sotto osserviamo uno scatto di una webcam dell’autostrada A7 Milano-Genova posizionata a sud di Isola del Cantone (GE) a 298 m pochi chilometri prima di passare il confine ed entrare nell’Alessandrino. Qui, come anche nella provincia di Alessandria durante la notte c’è stato un vero crollo della temperatura di 4°C in poche ore che ha portata la neve a questa quote nel primo mattino. A Rossiglione (GE) a 289 m si è toccata una temperatura minima di +0.2°C. Sui rilievi ad est della Valle Scrivia le precipitazioni si sono rivelate a carattere temporalesco con temporali anche nevosi anche forti con grandinate. Spostandoci ad ovest della Valle Stura ed entrando nella provincia di Savona troviamo la neve a quote leggermente più alte, non al di sotto dei 400 m. Agli 836 m del Monte Poggio viene toccata una minima di -0.3°C con poco meno di 10 cm, accumulo confermato dal nivometro a pochi chilometri dal lato alessandrino al Ponzone Bric Berton a 778 m che ha rilevato 6 cm. Di seguito possiamo vedere uno scatto della webcam di Millesimo (SV) a 440 m durante la fitta nevicata mattutina con la neve che dopo pochi minuti imbianca già le superfici.

A Calizzano (SV) paese a 645 m sono caduti 5 cm con una minima di -0.6°C.

Gli accumuli in quota sono stati quantomeno interessanti, tenendo conto della rapidità delle precipitazioni che si sono avute nelle aree montane del Torinese e Cuneese in un orario compreso prevalentemente tra le 16 circa dell’11 e le 08 circa del 12 aprile. Nel Cuneese, come anche nell’interno Piemonte, l’accumulo più alto lo fa registrare la Diga del Chiotas (CN) a 2020 m dove un nivometro dell’Arpa ha rilevato ben 52 cm come altezza di neve fresca massima, seguono Palanfrè-Gias Chot (CN) 1625 m e Acceglio Collet (CN) a 2010 m con 44 cm e Argentera (CN) a 1680 m con 33 cm. Nella vicina Bersezio a 1624 m rispetto a quest’ultima località si sono misurati in paese all’incirca 40 cm. Ecco una foto scattata proprio tra le vie del paese, situato nella valle dove scorre lo Stura di Demonte, la mattina dell’11 aprile appena dopo la fine dei fenomeni (fonte foto: link).

Un’occhiata ancora alle Alpi torinesi dove anche qui gli accumuli sono stati considerevoli come possiamo notare vedendo lo scatto della webcam agli impianti sciistici di Prali a 1455 m in Valle Germanasca al mattino dell’11 aprile quando qui ancora stavano terminando le ultime precipitazioni.

In Val di Ala ai 1432 m di Balme si sono accumulati su tavoletta 21 cm, di seguito una fotografia scattata nel primo pomeriggio in questo paese immerso tra le Alpi Graie (fonte foto: link).

Di seguito i vari millimetri accumulati nei due giorni nei capoluoghi piemontesi.

  • Alessandria, loc. Lobbi 90 m: 14.4 mm – 15.6 mm
  • Asti sud, loc. Tanaro 117 m: 12.6 m – 18.2 mm
  • Biella 405 m: 11.0 mm – 20.8 mm
  • Cuneo 575 m: 16.6 mm – 16.2 mm
  • Novara Agogna 146 m: 13.2 mm – 34.8 mm
  • Torino centro, Giardini Reali 239 m: 10.6 mm – 11.4 mm
  • Verbania, loc. Pallanza: 10.6 mm – 37.2 mm
  • Vercelli 132 m: 12.2 mm – 26.8 mm

Nel pomeriggio dell’11 aprile è presto rasserenato in tutto il Piemonte regalando così un soleggiato pomeriggio di metà aprile abbastanza fresco con temperature massime leggermente al di sotto della media del periodo, ma che ha permesso alla neve caduta a quote collinari di sciogliersi velocemente e anche a quella a quote più elevate di assestarsi notevolmente. Concludo l’articolo con questa stupenda fotografia, scattata a fine pomeriggio dopo le ampie schiarite, nella quale possiamo ammirare il paesaggio attorno a Pietra Marazzi a 200 m, luogo dello scatto di tale immagine, posto sulla dorsale del Monferrato che si protende nella pianura alessandrina. (Foto: Matteo Robbiano).

 

Paolo Faggella

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