Maggio 2012: estrema variabilità meteorologica

Ancora una volta il Piemonte ci ha mostrato i suoi caratteri di spiccata continentalità, registrando prima un clima afoso con temperature superiori ai +30°C e poi scendendo, dopo pochi giorni, a valori prossimi allo zero, che hanno causato brinate mattutine, dando un aspetto inusuale alle campagna piemontesi per questo periodo di fine primavera. Molto raramente si vedono nella seconda parte del mese gelate tardive, soprattutto negli ultimi anni, dove si è soliti andare verso un costante aumento termico; infatti possiamo affermare che è stato senz’altro l’episodio di gelo (temperatura <=0°C) più tardivo degli ultimi 25 anni ed uno fra i più tardivi dall’inizio dello scorso secolo, in quanto spesso questi si verificano durante la prima decade del mese. Per quanto riguarda la pluviometria questo maggio 2012 è stato davvero particolare: si sono susseguite numerose perturbazioni con forti temporali, ad Asti hanno portato l’accumulo mensile a raddoppiare la media pluviometrica del mese stesso!

 

1-2 maggio 2012: prima perturbazione dall’Atlantico.
Abbiamo già trattato questo importante evento e potete trovare tutto in questo esauriente articolo, in cui vengono descritte anche le ultime due giornate del mese di aprile: 29-30 aprile e 1-2 maggio 2012: periodo estremamente instabile!

4-5-6 maggio
Dopo l’intenso peggioramento del 1° maggio, questo mese si conferma essere instabile portando nuova instabilità a metà della prima decade, con forti temporali. I primi fenomeni temporaleschi si hanno nel pomeriggio del 4 maggio; dalla webcam seguente posizionata sulla Rocca di Cavour (TO), possiamo osservare dei rovesci sulla pianura torinese.

Dopo il forte temporale avvenuto ad inizio serata tra Villanova Canavese e Grosso (TO), caratterizzato da forti raffiche di vento annesse ad una grandinata, che hanno anche rotti i vetri e la porta d’ingresso di un negozio, durante la notte del 5 se ne abbatte un altro ancora più violento, che fa registrare i suoi maggiori effetti a Vauda Canavese, località molto vicina al luogo dov’era avvenuto l’episodio temporalesco della sera precedente, causando locali allagamenti. Alle 4 del mattino si ha una violenta grandinata . La testimoniano queste foto sotto scattata a Vauda Superiore. (Fonte foto: link).

Vengono rilevati 40 mm da una stazione meteo amatoriale, posta in questo paese ed al mattino sono presenti ancora accumuli di grandine discontinui fino a 30-40 cm. (Fonte foto: link).

Nel corso della giornata si formano altri temporali anche se meno intensi, tuttavia non mancheranno locali grandinate. In queste due splendide foto possiamo ammirare uno dei diversi temporali che si sono formati sul territorio piemontese; qua ci troviamo nel territorio vercellese. Nella prima si distingue bene la formazione di una Shelf Cloud, mentre nella seconda notiamo la polvere alzata dall’avanzamento del Gust Front del temporale. (Foto: Alessandro Tarable).

Intanto sulle Alpi la quota neve scende al di sotto dei 2000 m, andando in serata ad imbiancare il paese di Sestriere (TO) a 2035 m.

Nel resto del Nord-Ovest avvengono altri episodi di rilievo durante questa giornata. Al mattino nel Mar Ligure davanti a Genova si forma una tromba marina (Waterspout), tuttavia fenomeno non inusuale soprattutto in questa zona. Dal mare si è però spostata sulla costa entrando nel porto, dove per fortuna non ha fatto molti danni facendo cadere alcuni container. (Fonte foto: link).

Mentre le vie di Milano vengono imbiancate da una grandinata pomeridiana, che da alla città un aspetto invernale. (Fonte foto: link).

In Piemonte si hanno altri temporali nella giornata del 6 maggio, tuttavia meno intensi rispetto a quelli dei giorni precedenti. In particolare c’è ne stato uno che tra le 20.00 e le 20.15 nel Vercellese occidentale ha generato un landspout tornado (non mesociclonico) classificato come un EF0 perciò con venti inferiori ai 137 km/h, solo un’ora prima era stato avvistato un funnel molto pronunciato ad est di Vercelli e tra le 18 e le 19 anche tra Torinese e Cuneese. Il landspout ha avuto “vita” breve di circa 15 minuti dalla formazione del cono alla sua dissipazione, ed è passato lentamente nei campi a sud di Tronzano Vercellese. Non si sono avuti danni nè a cose nè a persone. (Foto: Daniele Spinello).

Ecco un video che mostra il tornado prima e durante la sua dissipazione: Tromba d’aria a Tronzano Vercellese

Ritroviamo anche un fenomeno molto interessante e abbastanza raro in questo maggio 2012: la nebbia. E’ stata osservata in due giorni differenti, il 3 e il 7 maggio. In particolare in quest’ultimo giorno è durata fino alle 10 del mattino nonostante la forte insolazione. Nello scatto del sat qui sotto riportato osserviamo alcuni banchi di nebbia anche tra Torinese e Vercellese e anche uno nel Biellese. Il cerchio rosso invece evidenzia i banchi di nebbia insidiati nelle valli astigiane e anche sulla nostra città.

12 maggio 2012

E’ la giornata più calda di tutto il mese, con temperature che durante il pomeriggio salgono facilmente oltre la soglia dei +30°C, creando sensazioni di afa per l’umidità alta. Questa veloce ondata calda che, dopo l’episodio del 30 marzo, ci ha regalato il primo vero assaggio d’estate, è dovuta ad un lingua infuocata, proveniente dal Nord-Africa che lambisce il Nord-Italia e parte del Centro con una +15 a 850 hPa. Tuttavia temperature del genere non sono nulla d’eccezionale, soprattutto negli ultimi tempi, dove abbiamo visto un costante aumento termico caratterizzato da numerosi episodi di caldo record. Nell’ultimo ventennio spicca il maggio 2009, quando tra il 24 ed il 25 del mese si toccarono +33.8°C ad Asti, +33.2°C a Torino alla stazione di riferimento della città posta all’Istituto di Fisica (punte fino a +34.6°C nel resto del centro urbano), ben +36.6°C nell’infuocata piana alessandrina ad Alessandria Lobbi, ma il valore più alto, nell’altrettanto rovente Valle Belbo, fu di +37.4°C a Nizza Monferrato (AT). Vedendo questi dati capiamo perchè il valore massimo registrato in Piemonte di +33.1°C ad Alessandria Lobbi non stupisce affatto, tuttavia è l’umidità a degnare la nostra attenzione poichè ha registrato valori minimi compresi tra il 40 ed il 50%, portando il Punto di Rugiada (Dew Point) a oltrepassare per la prima volta in quest’anno la soglia dei +20°C, toccando il massimo di +21.7°C ad Asti. La sensazione di afa è già presente al mattino, ma prosegue anche nelle ore serali e si fa sentire ancor più a causa della calma di vento. Il grafico sottostante ci mostra l’andamento della temperatura e del Punto di Rugiada a Viatosto nella zona nord della città di Asti; dopo una temperatura minima di +13.7°C si è saliti fino ad una massima di +32.2°C.

Diverse le punte comprese tra +32 e +33°C, soprattutto nella pianura piemontese settentrionale, come a Vercelli che fa segnare una massima di +32.6°C, registrate tuttavia con un’ampia copertura nuvolosa che ha reso il cielo nelle ore pomeridiane tra il parzialmente ed il nuvoloso. Nella nostra provincia spicca il dato di Montechiaro (AT) con +32.3°C, mentre a Torino la massima è stata di +30.1°C dopo una minima elevata di +19.4°C. Tra le Langhe ed il Monferrato solo in media-alta collina la giornata è risultata un po’ più gradevole grazie alla presenza di un leggero vento di foehn che ha portato l’umidità a calare fino a valori intorno al 30 / 35%, mentre nel Torinese il foehn ha soffiato su tutta la pianura con raffiche che hanno raggiunto i 45 km/h e ha portato l’umidità a calare fino al 25 / 30%; valori ancor più bassi ad alta quota. In quota la giornata più rovente non è il 12 ma bensì l’11 maggio quando si registrano valori massimi davvero notevoli, di seguito ne citiamo alcuni:

  • Gran Vaudala (TO) 3272 m: +8.3°C
  • Passo del Moro (VB) 2820 m: +13.4°C
  • Rifugio Gastaldi (TO) 2659 m: +16.3°C
  • Bocchetta delle Pisse (VB) 2410 m: +17.5°C

Ci sono poi +5°C registrati dalla stazione dell’Arpa Piemonte posta sul Rifugio Capanna Margherita a 4560 m sul Monte Rosa, i quali tuttavia con tutta probabilità non sono corretti.

Il 13 maggio si ha un notevole calo termico, infatti le massime nelle ore pomeridiane non superano i +20°C, ma nel Torinese si toccano nelle prime ore notturne a causa del foehn che soffia ancora in modo moderato-forte, il quale si calmerà solamente poco prima di metà nottata: addirittura vengono raggiunti i valori eccezionali di +26.0°C all’Istituto di Fisica di Torino con il 39% d’umidità e +25.8°C a Nichelino sud (TO) con il 26% di umidità. Il peggioramento previsto per questa giornata non si dimostra molto produttivo, infatti tra mattina e pomeriggio si formano solo pochi temporali non molto intensi lungo la pedemontana torinese in estensione verso le immediate pianure e successivi rovesci in veloce transito lungo le pianure orientali, Astigiano e Cuneese.

Usciamo un momento al di fuori dall’Italia per parlare di ciò che è avvenuto nell’area dei Balcani il 14 maggio poichè è davvero molto notevole. A Sarajevo a 511 m in Bosnia-Erzegovina la temperatura, dai +28°C di due giorni prima, è crollata fino a +0.3°C il 14, portando una nevicata tra la sera del 13 e la mattina del 14 con ben 9 cm di accumulo. Era dal 1962 che non accadeva che la città rimanesse imbiancata nel mese di maggio. Possiamo comprendere molto bene l’evento visualizzando il seguente breve video: December in Sarajevo on May 14th


15-16-17 maggio 2012

Tra il 15 ed il 16 del mese penetra nuovamente il foehn in modo decisamente più violento rispetto all’episodio avvenuto tra il 12 ed il 13, infatti vengono raggiunti 106 km/h in Val di Susa a Pietrastretta (TO) a 520 m, comunque abituata a questi episodi così intensi, mentre l’umidità in pianura diminuisce fino a toccare localmente il 10%. Forti venti anche in Liguria dove venie registrata una raffica di ben 131 km/h agli 860 m del Monte Fasce (GE). Dal 15 al 17 avviene un graduale ma decisa diminuzione delle temperature minime mentre rimangono pressochè stazionarie quelle massime. Le valli e conche astigiane al mattino si dimostrano le più fredde in tutta la pianura piemontese in entrambe le tre giornate, seguite però subito da altre località di pianura con minime più alte di pochi decimi. Il 15 maggio a Cortandone a 202 m nelle valli astigiane del Monferrato viene raggiunto il valore minimo di +3.5°C, mentre il giorno successivo si hanno le prime leggere e locali brinate, non a caso Castell’Alfero (AT) a 140 m in Valle Versa scende a +2.0°C. Ecco come si presentava quel giorno il panorama verso W/NW dalla chiesa di Viatosto in collina a 211 m nella zona nord della città di Asti: possiamo ammirare il cielo terso ed una visibilità eccellente che ci permette di distinguere chiaramente la catena alpina con la cima che spicca del Monviso alto 3841 m (nella foto leggermente a sinistra).

La mattina del 17 maggio (la cui carta a 500 hPa vediamo sopra) è la più fredda ed il valore minimo di pianura in tutto il Nord-Italia si è avuto a Cortandone (AT) a 202 m, che riesce anche a scendere leggermente in negativo registrato una minima di -0.2°C, subito seguita da Pralormo (TO) a 295 m con -0.1°C. Anche altrove si scende notevolmente: in Lombardia si toccano -0.1°C a Sabbio Chiese (BS) a 315 m sul fondovalle del Fiume Chiese ed in Liguria -1.8°C a Sassello (SV) a 385 m, località che però si trova in una conca nell’Appennino Ligure e sicuramente non in una zona di pianura. Ecco una foto scattata nella gelida Val Rilate, fra le zone più fredde di tutta la pianura piemontese, a 133 m ad 1 km dalla periferia NW della città di Asti alle 7 di quel giorno, quando il sole era già sorto da poco meno di un’ora. La brina resiste ancora nelle zone d’ombra ma solo dove l’erba, già alta tipica di fine primavera, è più bassa; qui riconosciamo chiaramente le orme lasciate dalle ruote di un trattore.

Ampia è la differenza tra la varie zone di Asti: si va da una minima di +4.7°C nel centro urbano a +2.3°C nell’estrema periferia nord della città. Vediamo ora l’elenco di temperature minime inferiori e pari a +2°C registrate il 17 maggio in Piemonte e nelle conche appenniniche dell’entroterra ligure:

  • Calizzano (SV) 650 m: -2.0°C
  • Sassello (SV) 385 m: -1.8°C
  • Rezzoaglio (GE) 700 m: -1.8°C
  • Loco di Rovegno (GE) 610 m: -0.9°C
  • Bardineto (SV) 710 m: -0.8°C
  • Cortandone (AT) 202 m: -0.2°C
  • Pralormo (TO) 295 m: -0.1°C
  • Verolengo (TO) 163 m: 0.0°C
  • Piano S. Erminio (AT) 219 m: 0.0°C
  • Castell’Alfero (AT) 140 m: +0.1°C
  • Ceva (CN) 410 m: +0.2°C
  • Nizza Monferrato (AT) 138 m: +0.3°C
  • Mondovì (CN) 422 m: +0.4°C
  • Montechiaro d’Asti (AT) 200 m: +0.9°C
  • San Damiano d’Asti (AT) 154 m: +1.1°C
  • Villanova Canavese (TO) 375 m: +1.7°C
  • Sezzadio (AL) 110 m: +1.8°C
  • Mombaldone (AT) 187 m: +1.9°C
  • Masserano (BI) 243 m: +1.9°C
  • Asti nord (AT) 175 m: +2.0°C

 

Segnaliamo infine i -25.4°C registrati sul Monte Rosa alla Capanna Margherita a 4560 m da una stazione dell’Arpa Piemonte, valore che risulta essere un record per il mese di maggio da quando, nel 2002, è in funzione.

Riportiamo ora di seguito un estratto dei dati del maggio 1928 quando nell’astigiano si toccarono valori molto bassi, simili a quelli registrati il 17 maggio:

In Piemonte questi valori non risultano essere dei record mensili, ma sono comunque valori di tutto rispetto infatti non si scendeva sotto lo zero nel mese di maggio dal 1997 quando si toccarono -0.5°C a Verolengo (TO) 163 m il giorno 9. Solo l’anno scorso ci si è avvicinati parecchio alla soglia negativa scendendo fino a +1.5°C a Piano S. Erminio (AT) 219 m; non sono nemmeno record decadali, poichè nel Novecento ci furono episodi di gelo tardivi nella seconda decade del mese di maggio poco più intensi di quello avutosi nel 2012. Un esempio lo può offrire il maggio del 1928 la cui pagina, ricavata dagli Annali dell’Apat mostrante gli estremi termici avuti in alcune stazioni tipiche del bacino padano, vediamo sopra. Tra le diverse località troviamo Nizza Monferrato nell’Astigiano in Valle Belbo a 137 m dove si è avuta una minima di -0.7°C il 12 del mese, inferiori perciò ai -0.2°C di Cortandone avuti sempre nella stessa decade. Tuttavia, l’episodio di gelo del 2012, si è rivelato uno fra i più tardivi dell’ultimo secolo, infatti nella tabella sopra a Nizza l’ultimo si è avuto il giorno 13 con 0.0°C. Non sappiamo con certezza se c’è stato dall’inizio del Novecento ad oggi un episodio di gelo ancora più tardivo di questo del 2012, poichè potrebbero essere presenti altri dati che non siamo riusciti a reperire, ma possiamo affermare con certezza che è stato uno fra i più tardivi del XX secolo e sicuramente il più tardivo degli ultimi 25 anni.

Mentre il nord-ovest si trovava sotto flussi favonici, cieli sereni e temperature minime quasi record sul nord-est invece transitavano nuclei precipitativi, grazie ad alcuni sfondamenti di perturbazioni. La neve così è tornata a cadere a quota molto basse, fino a 800-900 m circa. Ecco alcune webcam del 16 maggio che lo dimostrano;questa dalla Val Gardena a 1200 m circa, un paesaggio da cartolina!

Predazzo, quota 1036 m:

Ed infine Livigno. Nel primo scatto vediamo l’intera valle del paese alpino, mentre nel secondo ci troviamo a Trepalle, a 2130, che registra una temperatura minima intorno ai -8°C.


20-21 maggio
Dopo una relativa pausa nella seconda decade del mese, ecco che il nostro territorio viene nuovamente interessato dall’instabilità. La giornata più “movimentata” è il 21 maggio quando ad Asti vengono accumulati 41 mm che sommati ai 17 del giorno precedente fanno 58 mm come totale evento. Altrove gli accumuli più elevati sono stati registrati nel Pinerolese, grazie allo stau, che ha fatto accumulare 85 mm a Pinerolo e nei dintorni di Torino con 95 mm a Rivoli e 85 mm a Castagneto Po; infine buona passata anche sull’alta pianura cuneese dove spicca il dato di Fossano di 94 mm. La sera del 20 la quota neve incomincia a scendere notevolmente: ecco una visuale dal Rifugio Jervis a 1732 m in Val Pellice (TO), prima che venga avvolto dall’oscurità della notte.

La mattina del giorno seguente la neve scende fino a 1300 m, imbiancando di pochi centimetri l’impianti di Praly a 1470 m in Val Germanasca (TO).

Ottimo è l’accumulo di 25 cm di neve farinosa al Rifugio Selleries a 2023 m in alta Val Chisone (TO), con una minima di -1°C, altri 10 cm saranno accumulati nel corso della giornata.

Anche altrove questo peggioramento apporta diverse decine di centimetri di neve fresca: ben 50 cm in sole 24 ore tra le 12 del 20 e le 12 del 21 maggio al Rifugio Gastaldi a 2659 m (TO) in Val di Ala, 52 cm alla Diga del Chiotas (CN) e 53 cm alla Gardetta (CN) 2337 m, mentre l’altezza al suolo tocca i 317 cm la mattina del 22 maggio ai 2820 m del Passo del Moro nel Verbano. Ed ecco il paesaggio al Rifugio Valasco (CN) a 1764 m in Valle Gesso, sopra le Terme di Valdieri, dove appena il giorno prima vi erano all’incirca una trentina di centimetri di neve fresca al suolo, fra gli accumuli più alti a tale quota in questo peggioramento (fonte foto: link).

In pianura le temperature massime si sono mantenute basse al di sotto dei +15°C, in provincia di Asti spiccano in particolare i +11.8°C fatti registrare a Montaldo Scarampi a 298 sulle colline astigiane del Monferrato a sud del fiume Tanaro e della città di Asti.

 

23-24 maggio                                                              

Il Nord-Ovest viene interessato da una nuova improvvisa e veloce ondata di caldo di matrice nord-africana, che porta le temperature a superare nuovamente i +30°C com’era già successo il 12 del mese, dopo che appena 2 giorni prima la neve era scesa a 1300 m e le massime in pianura non avevano superato di molto i +10°C. Tra le due è il 24 (la cui carta a 500 hPa vediamo sopra) la giornata più calda, tuttavia rispetto al 12 maggio in questo caso il clima è meno afoso, grazie al tasso d’umidità più basso. Ad Asti, dopo aver raggiunto +30.3°C il 23, il giorno successivo vengono toccati +31.7°C, temperatura di pochi decimi inferiore a quella registrata il 12 del mese, mentre a Torino +30.2°C di massima. Anche in quota si hanno valori decisamente elevati: il 23 in Val d’Ala la massima è stata di +25.1°C ad Ala di Stura (TO) a 1006 m e +20.6°C a Balme (TO) a 1410 m dove appena 2 giorni prima si aveva avuto una leggera imbiancata. Ecco un’immagine del Progetto Meteo Canavese (che comprende solo stazioni amatoriali) il quale mostra le massime avute nella parte settentrionale della provincia torinese il 24 maggio.
25 e 27 maggio
Due giorni caratterizzati ancora da una forte instabilità su gran parte della regione. Nel pomeriggio del 25 si forma un’importante cella temporalesca sulla pianura cuneese in spostamento verso N/NW; il radar evidenzia un nucleo da fondoscala. La zona tra Carmagnola e Carignano viene interessata da un nubifragio annesso ad una forte grandinata. Molto bello il cielo a S dove c’era l’incudine del temporale su cui si potevano osservare delle bellissime formazioni di Cumulonimbus Mammatus; possiamo ammirare questa formazione nuvolosa temporalesca nella foto sottostante scattata a Ceva (CN) (fonte foto: link).

Mentre ecco la cella vista dal satellite quando ormai si era spostata su Torin,o poco prima l’oscurità della sera avvolgesse l’Italia: notiamo un Overshoting Top in corrispondenza del NW della provincia di Asti.

Parte dell’area urbana del capoluogo torinese viene interessata, in particolare il quartiere Crocetta dove il rain rate tocca un massimo di 202 mm/h e si hanno diversi momenti di grandine che imbianca le strade del quartiere come mostra questa foto. L’accumulo finale è di 47 mm (fonte foto: link).

Durante il corso della serata si formano altri nuclei temporaleschi, uno in particolare nel Canavese dove viene maggiormente interessato il paese di Front (TO), che accumula ben 66 mm seguito da Vauda Canavese con 57 mm. Dal grafico pluviometrico dell’Arpa notiamo che l’intensità media oraria della pioggia è “uscita dal grafico” superando perciò i 50 mm di media oraria, si può ipotizzare che il rain rate massimo sia stato compreso tra 150 e 200 mm/h.

Il 27 maggio è l’ennesimo ma anche l’ultimo giorno del mese caratterizzato da temporali. Una cella temporalesca si forma nei pressi di Torino e dopo aver interessato il capoluogo si sposta verso il Monferrato astigiano, apportando un intenso diluvio anche sulla città di Asti, tuttavia senza grandine e con poco vento che ha toccato solamente 27 km/h (nella zona nord della città). Gli accumuli variano sensibilmente a seconda delle zone del capoluogo astigiano: si va dai 23 mm della zona nord ai 41 mm del Borgo Tanaro, zona sud, distante 4 km in linea d’aria dalla prima.

Tirando le somme il mese di maggio ad Asti chiude notevolmente sopra media pluviometrica: l’accumulo mensile ammonta a 165 mm (zona nord della città), mentre nel quartiere Don Bosco si registrano 171.3 mm in totale, valori ben superiori, anche se non eccezionali, rispetto alla media di 70.3 mm nel periodo 1961-90. A Torino +18.2°C è la temperatura media del mese a fronte dei +16.8°C di media nel trentennio di riferimento 1961-90. Vengono accumulati 130 mm su una media (1961-90) di 114 mm (+14% di discostamento). Ricordiamo che dal 1803 ad oggi il mese di maggio più piovoso è stato il 1810 con ben 564 mm, mentre il meno piovoso il 1955 con soli 3.6 mm. Sotto vediamo un grafico esplicativo che mostra i quantitativi accumulati in ogni mese di maggio dall’inizio della serie pluviometrica fino ai giorni nostri (Elaborazione grafico: Nimbus, SMI).

 

Paolo Faggella & Luca Leucci

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