Finalmente, dopo un agosto molto caldo e secco, è giunta la prima vera perturbazione atlantica che ha alleviato parzialmente la siccità, regalando a tutto il nord una buona dose di acqua. Accompagnata a quest’ultima, si è notato un deciso calo termico in pianura con massime al di sotto dei 20°C, mentre in montagna è tornata a cadere la neve anche al di sotto dei 2000 m, specialmente nel cuneese. Vi proponiamo ora un’analisi di questo peggioramento.


30-31 agosto

Il 31 agosto, dalla serata, giunge finalmente sul Nord-Ovest la perturbazione che ha portato il vero cambio di circolazione. Come riportato nella carta del modello americano GFS qui sopra, notiamo una discesa di aria fredda e instabile verso il bacino del Mediterraneo centrale. L’abbassamento della saccatura artica è stata favorita da una risalita calda africana verso l’Europa orientale e la penisola scandinava. L’aria fredda, come spesso accade, è ”entrata” sulla nostra regione attraverso la porta del Rodano (è passata idealmente dalla valle del Rodano, a ovest dell’arco alpino) e ha creato successivamente una ciclogenesi sul Mar Ligure. Il minimo depressionario si è poi spostato verso sud, apportando maltempo anche sul centro-sud dell’Italia. Gli effetti sul Piemonte e Liguria in realtà si erano già avuti dalla serata del 30, con alcuni fenomeni temporaleschi soprattutto tra Alessandrino e Genovesato. In particolare un temporale autorigenerante tra lo spartiacque ligure e quello alessandrino aveva accumulato a Fraconalto (AL) oltre 120 mm, di cui 108 mm in 3 ore [grafico], in una zona che comunque riesce a reggere facilmente questi apporti pluviometrici vista anche la sua media pluviometrica annua superiore ai 1500 mm. Purtroppo, a causa di correnti da SW troppo tese in quota, il passaggio del prefrontale sulle pianure, che ci aspettavamo proprio per la sera di giovedì 30, è stato decisamente improduttivo. In quest’immagine elaborata dall’Arpa Piemonte in base ai dati pluviometrici (relativi al 30) delle varie stazione della rete dislocate sul territorio piemontese, notiamo bene che gran parte delle zone di pianura sono rimaste all’asciutto, mentre gli accumuli più alti sono distribuiti sull’Appennino alessandrino, per l’autorigenerante citato in precedenza.

Nella mattinata di venerdì 31, si sono avuti alcuni veloci rovesci in spostamento verso nord-est, che avrebbero dato vita ad intensi temporali su Lombardia e Triveneto. Dal pomeriggio i fenomeni si intensificano nuovamente, estendendosi anche alla pianura. Contemporaneamente si assiste ad un notevole calo termico; un dato piuttosto interessante viene registrato dalla stazione amatoriale di San Chiaffredo-Busca a 490 m sull’alta pianura cuneese che, alle 15, si ritrova sotto a scrosci d’acqua intensi con una temperatura appena al di sotto dei +12°C! Intanto anche lo zero termico e la quota neve calano sulle Alpi Marittime e Cozie scendendo rispettivamente fino a 1750 e 1700 m, valori piuttosto bassi per il periodo! Anche le montagne valdostane sono interessate dai fenomeni, anche se più deboli, con la quota neve che scende progressivamente nel pomeriggio fino a 2300 m.

Sotto una cartina mostra fin a che punto sono scese le temperature durante la serata del 31 agosto in Piemonte, registrate dalle stazioni pubbliche dell’Arpa. Sono segnalati i valori che più spiccano fra gli altri: dai -14.3°C in alta quota sul massiccio del Rosa, ai +7.6°C sull’Alta langa cuneese. Notiamo anche una grande differenza tra il Basso Piemonte ed il Nord, in particolare la parte orientale, dove ancora si toccano valori intorno ai +20°C. Inoltre si può osservare anche un alto dato nel Torinese, di +18.2°C, il più elevato della provincia, in Val di Susa a Pietrastretta a 520 m, poichè il fondovalle era interessato da venti di foehn, con conseguente umidità dell’aria piuttosto secca, vicina al 20%.

Nel pomeriggio i temporali colpiscono principalmente le valli montane del Cuneese: qui siamo ad Acceglio, Viviere (CN), intorno ai 1700 m, imbiancata da alcuni centimetri di grandine.

La quota neve cala velocemente, raggiungendo quota 1800 m poco sopra all’abitato di Chianale (CN) in Val Varaita intorno alle ore 16. (Foto: Simone Mondino).

Mentre poco più in su della frazione, sulla strada verso il Colle dell’Agnello (2748 m), la nevicata incomincia subito ad intensificarsi e presto ad attecchire al suolo. (Foto: Simone Mondino).

Vengono segnalati fiocchi marci fino a 1500-1400 m poco sopra Limone Piemonte (vedi webcam sotto con le piste imbiancate dai 1700 m). La ricomparsa della neve a queste quote ci ha lasciato particolarmente sorpresi poichè la settimana precedente si toccavano valori massimi quasi da record, dovuti all’eccezionale ondata calda. Erano state raggiunte temperature anche di +18/+20°C a 2500 m, mentre ad una decina di giorni di distanza è arrivato in modo piuttosto brusco l’autunno. Questo sta a testimoniare l’elevata continentalità di queste zone!

Anche in Valle d’Aosta la neve fa la sua prima comparsa. In questa giornata, la quota neve inizialmente si trova intorno ai 2800 m, specialmente sui settori di confine, dove già al mattino cadono i primi fiocchi. A cominciare dalla serata cala fino a 2400 m. Ecco uno scatto della webcam del Colle Bettaforca a 2720 m (Valle di Gressoney), grazie al quale notiamo la temperatura negativa e virghe nevose a sud:

Panorama spettacolare dal Passo Salati (2971 m). Intorno alle 13.30 si ha un rapido rovescio di neve che imbianca velocemente, grazie alla temperatura intorno ai -2°C. Successivamente la webcam ritrae le virghe possenti a sud, mentre la neve caduta in precedenza fonde:

Dalla serata la QN cala fino a 2400 m, imbiancando anche Plan Maison a 2566 m (comprensorio Cervinia-Valtournenche), come testimonia questo scatto:

Ma nell’ultimo giorno dell’estate meteorologica non solo in Piemonte ed in Valle d’Aosta si rivede la neve a queste quote, ma anche in Lombardia dove già in giornata ai 2758 m del Passo dello Stelvio si accumulano circa 40 cm di manto al suolo.

1 settembre
Il primo giorno d’autunno meteorologico si dimostra come tale, viste le tipiche piogge deboli/moderate che hanno coinvolto anche la pianura, facendo registrare accumuli modesti, più alti nel Cuneese con punte oltre ai 60 mm. Le temperature si rivelano inoltre piuttosto basse specialmente nei valori massimi, sottomedia per il periodo in tutta la regione. (Elaborazione Arpa Piemonte).

In pianura tuttavia non manca il sole che fa capolino nelle ore pomeridiane tra le nubi anche se per pochi momenti, regalando però piacevoli effetti ottici, come questo arcobaleno catturato a Castelnuovo Don Bosco tra le colline del Monferrato astigiano.

Intanto continua a nevicare sulle Alpi piemontesi e tra l’1 del il 2 le nevicate sono abbondanti, specialmente nella Granda, dove anche oggi si vedono leggere imbiancate fin dai 1600 m; tuttavia dal pomeriggio la quota neve sarà in costante aumento fino ad arrestarsi intorno ai 3000 m due giorni dopo. In questa foto possiamo notare l’intensificazione dei fenomeni nevosi, associati a forti raffiche di vento non lontano dalla cima del Colle dell’Agnello. Qui già nel primo pomeriggio si sono raggiunti i 10 cm al suolo. (Foto: Flavio Cappellano).

Questi gli accumuli registrati da alcuni nivometri automatici ad ultrasuoni dell’Arpa tra l’1 ed il 2 settembre:

  • Colle dell’Agnello 2685 m: 45 cm
  • Gardetta 2337 m: 41 cm
  • Colle della Lombarda 2305 m: 23 cm
  • Diga del Chiotas 2020 m: 4 cm
  • Argentera 1680 m: 2 cm
  • Limone Pancani 1875 m: 2 cm
  • Rifugio Mondovì 1760 m: 1 cm

Intanto in Vallè questa è la situazione: la mattina successiva ci sono circa 5 cm a Plain Maison a 2566 m, accumulati con temperature negative (intorno ai -2/-3°C) ed intensità debole/moderata:

Durante la notte la neve non è scesa a Cervinia (2025 m), imbiancando la conca dai 2200 m circa. Alle 8.30 del mattino, si ha una pausa dei fenomeni e la copertura nuvolosa si alza, lasciando intravvedere le cime imbiancate, come dimostra lo scatto di questa webcam:

Cime imbiancate dai 2000 m circa, grazie alle precipitazioni più intense, anche in Val di Gressoney, ecco lo scatto della webcam del Colle Bettaforca:

Intanto Luca Leucci si trovava proprio in Valle d’Aosta, in Valtournenche. Da Buisson (1126 m) è partito in macchina ed è salito a Cervinia (2025 m), dove ha trovato una bella nevicata. Questo brusco calo della quota neve è stato favorito dall’arrivo di un nucleo precipitativo dalla Pianura Padana. Alle 11 la neve cadeva anche a Cervinia, dove è stata registrata la minima di +1.7°C. In paese c’era solamente un leggero velo, mentre imbiancava bene dai 2100 m, circa 1-2 cm di neve a Cielo Alto, a 2180 m, dove termina la strada asfaltata. A Plan Maison cadono altri 5 cm, portando l’accumulo giornaliero oltre i 10 cm. Salendo i primi fiocchi comparivano già dai 1800 m, con temperatura di 3.5°C. Ecco le foto; qui si trova sulle piste a 2080 m ca, che scendono da Plan Maison:

Vista verso l’abitato di Cervinia, a 2025 m:

Qui si nota l’intensità della nevicata in contrasto con i palazzi:

Ecco altre foto che testimoniano la nevicata:

E per concludere, ecco il panorama verso le cime che si stavano scoprendo. Lungo il versante di questa montagna scende la pista di rientro che collega gli impianti ai residence:

Passato l’ultimo rovescio il sole fa capolino tra le nubi e nel tardo pomeriggio offre un bellissimo paesaggio innevato. La sera si presente completamente serena, mentre nella giornata successiva giungeranno altri rovesci, nevosi dai 2300 m. Ecco alcuni scatti delle webcam.

Plan Maison – 2566 m:

Colle Bettaforca – 2720 m:

Colle Sarezza – 2620 m:

Ecco ora alcune foto scattate sempre da Luca Leucci nel pomeriggio, nei dintorni di Chamois (AO). In questa di seguito potete osservare il panorama verso sud; illuminato dall’ultimo sole, vediamo sulla destra l’abitato di Torgnon, mentre sullo sfondo sono collocate alcune cime imbiancate, tra le quale spicca l’Emilius (3559 m):

In questa invece osserviamo il Cervino (4478 m), montagna simbolo della Valtournenche, e tutta la sua balconata imbiancata dai 2700 m.

Infine ecco un paesaggio da cartolina! Ecco l’abitato di Chamois (AO) a 1815 m, con sullo sfondo le cime imbiancate (costiera di Balanselmo con diverse cime fra i 3700 m e i 3900 m). Particolare è il contrasto tra il bianco della neve, il cielo azzurro e i prati che stanno ingiallendo:

3 settembre
Quest’ampia immagine satellitare ci mostra la situazione nel primo pomeriggio del 3 settembre in tutta Europa: la depressione incentrata sulla Sardegna sta colpendo davvero duro in varie parti del Mediterraneo. In particolare notiamo una cella a V sull’Adriatico (cerchiata in giallo) che è stata stazionaria per alcune ore nello stesso punto ma fortunatamente in mare; a sud della Sicilia invece si iniziano a formarsi le prime intense celle temporalesche a sud della Sicilia (freccia rossa), che causeranno un’alluvione lampo su Malta.

La prima mattinata si rivela uggiosa tra le colline alessandrine, tipica d’autunno: a Pietra Marazzi le precipitazioni permangono deboli essendo al limite superiore del flusso precipitativo della ritornante.

Nel Cuneese i fenomeni si intensificano e la cumulata giornaliera è ragguardevole, di seguito un breve elenco degli accumuli più elevati nelle 24 h:

  • Colle della Lombarda: 177 mm
  • Diga del Chiotas: 162 mm
  • San Giacomo di Demonte: 154 mm
  • Certosia di Pesio: 149 mm
  • Entraque, Diga la Piastra: 142 mm
  • Terme di Valdieri: 140 mm

Questa la distribuzione delle precipitazioni in tutta la regione. (Elaborazione Arpa Piemonte).

Gli elevati accumuli caduti in poche ore causano un ingrossamento dei ruscelli e torrenti in discesa dai versanti montani, complice anche alla fusione della neve fino a 3000 m caduta i giorni precedenti.  Questo provoca locali allagamenti. Questa la situazione in Valle Gesso al Rifugio Valasco (1764 m), sopra le Terme di Valdieri. (Foto: pagina FB “Amici del Rifugio Valasco”).

Gli effetti si vedranno poche ore dopo in pianura con l’ingrossamento dello Stura di Demonte, che a Fossano raggiunge il livello ragguardevole di quasi 3 metri, oltre la piena ordinaria, rimanendo sopra questa soglia anche la giornata seguente senza causare però alcun disagio. Più tranquilla la situazione degli altri corsi d’acqua, dove la piena è stata più moderata. Nel bacino del fiume Tanaro questa è stata ben al di sotto dell’ordinarietà, grazie agli apporti decisamente più modesti in ambito appenninico.


4 settembre
Le ultime piogge si avranno nella nottata tra il 4 ed il 5 settembre, portando il totale del peggioramento fino a superarei 300 mm localmente nella provincia di Cuneo; tuttavia già tra il pomeriggio e la serata precedente sul Basso Piemonte si avranno le prime schiarite e ci sarà la comparsa di qualche isolato nucleo temporalesco, come questo Cumulonimbus Calvus ripreso da Busca (CN), mentre sulla punta più settentrionale del Verbano la giornata sarà asciutta come anche le due prima: questa infatti è stata la zona meno interessata dal peggioramento con accumuli anche inferiori ai 50 mm. (Foto: Giorgio G.).

Luca Leucci & Paolo Faggella

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