Si tratta di una delle più importanti ondate di freddo sull’Italia settentrionale degli ultimi decenni per quanto riguarda la prima metà del mese, per le nevicate fino a quote basse (<500 m) nelle Valli Alpine e per gli accumuli considerevoli. Per alcune località sono stati superati alcuni primati relativamente recenti per gli accumuli durante nevicate precoci. Notevoli sono stati i danni alla vegetazione a causa degli alberi ancora fogliati… tutto questo sarà analizzato in questo articolo! NB: si ringraziano tutti gli utenti del forum meteonetwork per le loro importanti segnalazioni!

Analisi barica Europa

Tra il 9-10 ottobre la situazione in Europa è davvero particolare: in pieno Oceano Atlantico assistiamo ad una imponente risalita dell’Anticiclone delle Azzorre verso l’Islanda e la Groenlandia meridionale. Questo movimento della figura altopressoria favorisce una discesa di aria artica verso le medie latitudini e quindi verso il Mediterraneo occidentale: Italia, Francia e Germania in primis. L’aria fredda scorrendo sulla terra ferma e sfruttando l’elevato gradiente termico verticale sarà in grado di creare le condizioni per un fronte perturbato in arrivo da ovest, seguito da aria decisamente più secca. Gli effetti sono chiari: mentre il Piemonte meridionale sarà in ombra pluviometrica (cioè le Alpi formano una barriera naturale che ripara certe zone dalle precipitazioni) e sarà interessato solo da un fronte temporalesco in discesa da NW verso SE, tutto l’arco Alpino e le zone pianeggianti del nord est a partire dalla Lombardia saranno interessate da fenomeni temporaleschi intensi con un rapido calo della quota neve, fino a livelli di fondovalle (anche sotto i 500 m).

Il giorno seguente si verifica un cut-off della saccatura, cioè il flusso che la alimenta viene interrotto e quindi la goccia fredda si isola, garantendo ancora tempo perturbato. In particolare avremo un maggiore coinvolgimento con fenomeni in risalita da sud del Canavese, Valle d’Aosta orientale e Valsesia. La neve si spingerà fino a 600-700 m con accumuli considerevoli oltre i 1000 m. Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre avremo una ripresa del maltempo a causa di un fronte perturbato in arrivo da ovest verso le Alpi, il classico sfondamento, cioè una perturbazione atlantica che impatta contro le Alpi: i fenomeni saranno più intensi in Valle d’Aosta occidentale e lungo la dorsale di confine con Francia e Svizzera. La depressione centrata inizialmente sulla Francia settentrionale andrà a colmarsi nei giorni successivi.

 

Prima parte del peggioramento: 10 ottobre
Fin dal mattino il peggioramento si manifesta con una copertura nuvolosa via via più compatta al Nord, mentre il meridione comincia a risentire degli effetti della rimonta calda, in risposta da sud alla saccatura fredda entrante. Una fra le prime zone del Nord-Ovest ad essere colpita dalla perturbazione è stata la Valle d’Aosta occidentale (mentre oltralpe, in Svizzera ed in Francia, la quota neve era in continuo calo fino a 600-700 m). Ecco la webcam del Piccolo San Bernardo a 2188 m: già nelle ore centrali della giornata la quota neve cominciava a calare fino a 2000 m!

Contemporaneamente tutte le zone Valdostane di confine cominciano ad essere imbiancante dai 2000 m ca, anche se i fenomeni saranno piuttosto limitati; dal tardo pomeriggio entrerà il foehn che inibirà eventuali precipitazioni e il cielo si rasserenerà. In concomitanza con la fine delle nevicate assistiamo all’entrata del fronte freddo da NW, che provoca un brusco calo della temperatura, anche di 7-8°C! Ecco un nuovo scatto del Piccolo San Bernardo, una volta esauriti in fenomeni: notare la temperatura indicata (in basso), che ha già oltrepassato i -5°C.

In Piemonte l’entrata del fronte freddo sarà segnata da fenomeni temporaleschi di forte intensità specialmente su novarese, vercellese e alto astigiano/alessandrino. La quota neve si manterrà su Torinese e Canavese a 2000 m circa; ecco un grafico del Monte Fraiteve a 2701 m, che ci mostra il crollo verticale della temperatura:

Come già accennato, i primi temporali nasceranno sull’Alto Piemonte; in particolare dobbiamo ricordare un violento temporale che si è abbattuto su Borgomanero (NO) con gradine e pioggia torrenziale e annesso crollo termico! Ecco i grafici della stazione meteo dell’Arpa Piemonte posta in città (abbiamo evidenziato sia il calo termico, sia l’accumulo pluviometrico):

L’Arpa ha rilevato circa 114 mm di pioggia con una calo termico da +14°C a +10°C. La stazione meteo della rete Meteonetwork (situata sempre a Borgomanero) ha registrato 91.2 mm di pioggia e un crollo termico fino a +9.9°C. Compaiono anche altri dati pluviometrici davvero notevoli rilevati da altre stazioni in provincia di Novara, che sono state colpite dallo stesso temporale: Invorio 83.6 mm, Meina 138,4 mm e Paruzzaro con 121 mm. Ecco come si presentavano la sera le strade di Borgomanero, dopo il violento temporale:

L’elevato gradiente termico e l’aria fredda in entrata origineranno poi una Dry Line (linea temporalesca seguita da aria più fredda e secca) con moto NW – SE, che attraverserà tutto la pianura settentrionale coinvolgendo anche Asti, dove la temperatura scenderà fino a +11°C, grazie ai 5 mm accumulati. Ecco i maggiori accumuli tra Astigiano ed Alessandrino: 22.1 mm a Novi Ligure (AL), circa 20 mm accumulati sulle colline a nord di Casale Monf.to, 15.6 mm a Montechiaro d’Asti (AT), 10 mm a Pietra Marazzi (AL) a 200 m. Qui di seguito riportiamo l’animazione del radar Arpa che ci mostra le zone colpite della linea temporalesca.

Tuttavia il Piemonte, come abbiamo già detto prima, è rimasto fuori dalla vera perturbazione, la quale ha colpito maggiormente la Lombardia orientale e il Trentino, a partire dal tardo pomeriggio. Proprio a causa dell’entrata violenta dell’aria fredda, tra le 19 e le 20 viene segnalato a Rasura (SO) a 910 m, un violento temporale, prima grandinigeno e poi anche nevoso, con la temperatura che alle 20.30 toccava i +2.7°C. A Livigno, conosciuta anche per le sue grandi potenzialità con queste configurazioni, assistiamo, con le prime precipitazioni, ad un netto calo termico: alle 18.21 la temperatura registrata a Trepalle (frazione di Livigno a 2130 m) era di +1.2°C, alle 18.39 raggiungeva -1.4°C grazie anche ad una forte nevicata (successivi aggiornamenti: ore 19.12 -3.1°, ore 22.00: -5.0°C, ore 23.27: -6.1°C). Ecco di seguito uno scatto della webcam del Passo Foscagno a 2291 (ore 19) e un confronto delle webcam di Trepalle in due orari diversi.

Alle 21.30 viene segnalata neve a Sacco (SO) in Valtellina a 700 m, ma la temperatura continuerà a scendere! Alle 23.30 a Castionetto (SO) a 580 m si registra pioggia mista neve, mentre a Sondrio città la temperatura si attesta a +4.6°C con 43.2 mm caduti. Durante tutta la notte le precipitazioni continueranno anche piuttosto forti e la Valtellina sarà la valle maggiormente premiata dal peggioramento. Ecco la webcam di Grosio (SO) a 650 m la mattina successiva:

La neve cadrà anche a Castionetto con +0.7°C durante la prima mattinata (segnalazione utente forum MNW). La stazione di Sondrio città a 290 m della rete Meteonetwork registra una minima +1.7°C alle 02.00 con precipitazioni e dal forum stesso giungono segnalazioni di accumulo anche in città. Nelle altre valli mediamente la quota neve calerà fino a 800-900 m, come anche è avvenuto per il Trentino Alto Adige.
Ecco quindi alcuni accumuli misurati la mattina successiva in Valtellina e nella altre valli maggiormente colpite:

Passo dello Stelvio (SO) – 2758 m: 80 cm
La Vallaccia (SO) – 2650 m (Livigno): 70 cm
Campo Moro (SO) – 2000 m (Valmalenco): 30 cm
Prato Valentino (SO) – 1950 m: 20 cm
Aprica Magnolta (SO) – 1950 m: 30 cm
Pescegallo (SO) – 1850 m (Valgerola): 60 cm
Livigno (SO) – 1800 m: 55 cm
Scè di sotto (SO) – 1750 m (Valfuva): 45 cm
Campo Franscia (SO) – 1550 m (Valmalenco): 20 cm
Arale (SO) – 1450 m: 60 cm
Valfurva (SO) – 1350 m: 40 cm
Bormio (SO) – 1225 m: 15 cm
Tartaro (SO) – 1200 m: 30-35 cm
Gerola (SO) – 1050 m (Valgerola): 30 cm

Soprattutto a bassa quota, sotto i 1500 m, la neve ha creato numerosi danni, a causa dell’eccessivo peso e degli alberi ancora fogliati. Molti sono quindi caduti in strada interrompendo la stessa o anche sui tralicci dell’alta tensione, lasciando numerosi centri abitati senza energia elettrica. Ecco alcune foto, scattate in Valgerola, dall’utente Valgerola del forum Meteonetwork.

Oltre i 1700-1800 m, la neve era piuttosto leggera, essendo caduta con temperature negative: ecco una foto di Livigno, che ci mostra i 50 cm ed oltre caduti nel centro abitato.

Un altro scatto che ci mostra la bellissima valle di Livigno coperta dallo spesso manto nevoso, a nevicata conclusa!

E per concludere, proponiamo l’immancabile immagine del Passo dello Stelvio a 2758 m! Notare i circa 75-80 cm caduti e le macchine totalmente sepolte dalla neve, una manna per il ghiacciaio!


Seconda parte del peggioramento 

-11 ottobre
Dopo la sferzata temporalesca da NW verso SE, gradualmente è arrivata aria più fresca e secca, a cominciare da Piemonte e Valle d’Aosta. In queste due regioni il fohen ha fatto la sua comparsa seccando molto l’aria, specialmente nelle vallate occidentali, e, una volta placato, le temperature sono scese fino a pochi gradi dallo 0°. Ricordiamo i +1.7°C a Mondovì (CN) e Pralormo (TO), +2.3°C di Villanova Solaro (CN) mentre ad Asti le stazioni amatoriali in zona Don Bosco e zona ospedale registrano minime di +5.2°C e +3.9°C.

A partire dal pomeriggio assistiamo alla formazione di temporali, dapprima nella valli torinesi. Questi temporali, insieme ad un flusso più umido proveniente da sud alle medie quote, destabilizzano ulteriormente l’aria e facilitano la nascina quindi di nuovi nuclei a macchia di leopardo. La quota neve subisce un deciso calo fino a 1600 m nel torinese, anche se i fenomeni si sposteranno subito lungo una direttrice N-S. Ecco la webcam del Sestriere (TO) a 2020 m durante un rovescio di neve (notare l’accumulo irrisorio a causa del veloce spostamento dei nuclei precipitativi):

Tuttavia i principali modelli matematici prevedevano le maggiori precipitazioni fra Valle d’Aosta meridionale e orientale (Valtournenche, Val d’Ayas, Val di Gressoney e Val di Champorcher) e Ossola (in particolar modo Valsesia) per Stau da sud. Nelle suddette zone le prime precipitazioni si avranno a partire dal tardo pomeriggio, dopo un avvio a singhiozzo. Ecco un bellissimo scatto della webcam di Pian Pera a 2307 m in Val d’Ayas: notare le virghe di neve (fasci bianchi sospesi in aria).

Intanto in pianura, il sistema temporalesco, nato nel torinese, evolverà ulteriormente fino ad arrivare a sfiorare la città di Asti. In provincia risultano ben colpite Montechiaro che accumula 23.2 mm mentre la temperatura scende fino a +8.1°C e Castelnuovo Don Bosco dove cadono 16.2 mm. Successivamente la linea temporalesca traslerà definitivamente verso nord andando a colpire le zone sopracitate. Ecco una sequenza del radar intorno alle 24, quando la quota neve era in netto calo, fino a 1000 m in Valle d’Aosta e fra 800-900 m in Valsesia.

La mattina successiva in Valle d’Aosta orientale la neve ha imbiancato a partire dai 700 m circa, andando a depositare un manto piuttosto consistente oltre i 1000 m. Ecco alcuni dati delle principali località della Valtournenche (della quale abbiamo dati certi):
– Antey Saint Andrè (1047 m): 25 cm
– Casa Luca L. (1126 m): 30 cm
– A Torgnon (1350 m) cadono circa 30 cm con una temperatura minima di +0.2°C (foto: Victor Perrin):

Conca di Chamois (media Valtournenche):
– In paese a Chamois (1815 m) cadono 35 cm
– Al Lago Lod (2018 m) il grafico del nivometro riportato di seguito registra 50 cm (22 mm accumulati)  come altezza massima:

– Fontana Fredda (2472 m): 55 cm. Ecco uno scatto della webcam collocata in cima al colle che mostra tutta la media/alta valle del Cervino innevata: 

– Cervinia (2025 m): essendo questa località posta nella parte più alta della valle, il fattore orografico ha inciso molto: le precipitazioni hanno avuto più difficoltà nel raggiungere il paese e quindi l’accumulo è decisamente più basso: circa 20 cm accumulati (= 9.6 mm). Ecco una foto dell’abitato la mattina del 12/10 realizzata da Matteo Cermelli:

– Plan Maison (2566 m): 37 cm. Questa località si trova lungo la dorsale, 500 m più in alto di Cervinia ed ha beneficiato maggiormente dello stau da sud. Ecco uno scatto della webcam che ci mostra i giochi di luce con la neve la mattina seguente:

Accumuli notevoli sono stati registrati anche nelle altre due valli orientali, val di Gressoney e val d’Ayas. Ecco qualche dato: Gabiet (2379 m): 37 cm, Ayas Aventine (2080 m): 20 cm, Gressoney La Trinitè (1642 m): 20 cm. Ecco uno scatto della webcam del Passo Salati (2971 m) sullo spartiacque fra Valle d’Aosta e Ossola: da notare sono i fenomeni temporaleschi sullo sfondo.

Tuttavia le zone valdostane che hanno fatte registrare i maggiori accumuli sono le vallate del Gran Paradiso e in generale la parte meridionale della regione. Ricordiamo:
Cogne – Grand Crot (2279 m): 49 cm (temp minima: -6.5°C)
Cogne Lillaz (1613 m): 48 cm (temp minima: -2.1°C)
Fenis – Lavodilec (2250 m): 48 cm (temp minima: -7.2°C)
Champorcher – Rifugio Dondena (2181 m): 34 cm (temp minima:-6.3°C)

Accumuli decisamente minori si sono avuti in Val di Rhemes (10 cm a 1800 m) e in Valsavarenche (17 cm ai 2147 m di Orveille) e anche nelle vallate occidentali (zone del Bianco) dove sono caduti mediamente 15-20 cm oltre i 2000 m.

Situazione migliore in Valsesia, dove la quota neve calerà fino a livelli di fondovalle, anche al di sotto dei 600 m. Il nivometro dell’Arpa Piemonte posto a Formazza a 2475 m rileverà 60 cm al suolo e 45 cm di evento, 53 cm sono rilevati dal sensore al rifugio Zamboni sopra Macugnana a 2070 m, mentre al Passo del Moro a 2868 m vengono accumulati 50 cm (vedi nivometro qui di seguito) con una temperatura minima che sfiorerà i -12°C!

Notevole anche il dato di Pila Valsesia che accumula circa 5 cm di neve pesante a 686 m di quota; in valle accumuli si sono riscontrati dai 550 m. Dal 1989 la nevicata più precoce a Pila si era avuta il 23 ottobre 2003 con appena 1 cm, perciò questo ottobre ha stabilito un nuovo record per gli ultimi decenni. E’ probabile che un evento del genere non si registrasse in Valsesia dal 10 ottobre del 1974. Dunque uno scatto della webcam di Pila durante la mattina successiva quanto alla luce del sole la neve incominciava a fondere.

-12 ottobre
Tuttavia l’ondata di maltempo non si concluderà velocemente, in quanto il tempo nel bacino del Mediterraneo sarà condizionato ancora per qualche giorno dalla depressione che andrà a colmarsi a nord delle Alpi. La strada verso l’Italia rimane sbarrata quindi alle perturbazioni. Dal primo pomeriggio dell’11 ottobre si ha un repentino peggioramento del tempo nuovamente su Valle d’Aosta e su Verbano-Ossola. Infatti avremo il classico sfondamento di una perturbazione in arrivo da NW, che andrà ad impattare contro l’arco alpino. Questa volta la zona maggiormente premiata sarà la Valle d’Aosta occidentale insieme a tutta la dorsale di confine fra Svizzera e Francia. Le precipitazioni riprenderanno quindi, spostandosi da ovest verso est. La neve comincia a cadere inizialmente oltre i 1500 m, per poi abbassarsi durante la nottata fra l’11 e il 12 a 1100 m (limite della neve a casa di Luca L. a 1126 m). Buona neve cadrà anche a Cervinia che accumulerà 15 cm con temperature comprese fra -2 e -4°C. Ecco uno scatto di Luca L. nel pomeriggio dell’11 ottobre a Cervinia (2025 m), durante l’inizio della nevicata:

Come già accennato prima, la valle d’Aosta occidentale è stata maggiormente premiata. Mentre sulle zone orientali la quota neve si attestava intorno ai 1200 m,qui la neve cadeva a partire dai 700 m, imbiancando da 800 m. Degno di nota è l’accumulo rilevato dal nivometro di Courmayeur Ferrache (2290 m) che accumula circa 30 cm, fino ad arrivare a 61 cm al suolo!

Dalla mattinata il cielo si aprirà definitivamente, lasciando spazio al sole. Ecco, per concludere il nostro reportage, tre foto di Luca L. scattate in Valtournenche, precisamente nella conca di Chamois, rispettivamente a 2018 m, 2230 m e 2250 m:

Confronto con recenti ondate di freddo ad Ottobre
L’ondata di quest’anno spicca non tanto per le temperature minime, comunque sotto media, raggiunte in pianura ed in quota, quanto più per il fatto che la neve si sia spinta piuttosto in basso, come abbiamo già detto in precedenza nell’articolo, fino a 300 m in Valtellina e 600 m in Valsesia. Negli anni recenti abbiamo avuto irruzioni fredde simili che ci hanno portato temporaneamente ad una situazione quasi invernale.

1997, 29-30 ottobre: avvenuta comunque nella terza decade, ma è da ricordare per i notevolissimi estremi termici raggiunti al Nord e le nevicate a bassa quota al Centro-Sud. Dopo i primi roventi giorni con punte che toccarono i +28/30°C in pianura (valori record allora, poi superati nel 2011) si ha una prima irruzione da NE, che porta le prime deboli gelate stagionali al piano. Successivamente il ”bel paese” viene interessato da un momentaneo ritorno dell’Anticiclone che garantisce tempo mite, ma nella seconda metà della terza decade dal Nord-Europa scende una forte irruzione d’aria polare, che porterà nevicate fin sui 300/500 m sull’Appennino Centrale (più di 5 cm ad Avellino a 353 m) e fiocchi sporadici al Nord con minime record: in Piemonte il minimo viene raggiunto nella località astigiana di San Damiano (154 m) con ben -8.9°C la mattina del 30 ottobre!CFS Reanalysis alle 00Z del 29 ottobre 1997 a 500 hPa (sinistra) ed a 850 hPa (destra).

2003, ottobre: le prime avvisaglie si avvertono già il 6 del mese con minime che sfiorano lo zero al piano (+0.2°C il minimo a Castell’Alfero 140 m); subito dopo, il 9, un episodio di foehn porta le massime a valori notevoli, fino a +26 / +28°C. Una nuova debole irruzione dal 15 fa scendere nuovamente le temperature: da qui a fine mese abbiamo qua e là alcune gelate e tempo a tratti anche perturbato con neve anche a quote medio-basse (1 cm a Pila Valsesia a 686 m il 23) e massime che tra il 26 ed il 31 si mantengono a tratti diffusamente al di sotto dei +10°C in pianura!

2007, 19-22 ottobre: un primo impulso si ha il 19 quando si registrano le prime minime negative della stagione, ma la vera irruzione arriverà il 21 e porterà neve a quote di bassa collina su Emilia Romagna ed Alto Adriatico (con fiocchi fino in pianura sotto i temporali più intensi in alcune zone), mentre al Nord-Ovest si scende fino a -3 / -4°C al mattino dello stesso giorno. Nevicate si hanno anche nel Sud in particolare in Campania fin sui 600 m!CFS Reanalysis alle 00Z del 21 ottobre 2007 a 500 hPa (a sinistra) ed a 850 hPa (a destra).

2008, 4-5 ottobre: episodio modesto, ma notevole perchè provoca gelate piuttosto precoci in pianura. In Piemonte spiccano i -0.9°C di Verolengo (TO, 163 m), ma diverse sono le località ad essere scese di pochi decimi sotto lo zero. Questa risulta essere solo una piccola parentesi, in questo mese complessivamente risulterà molto mite ed anticiclonico.CFS Reanalysis alle 00Z del 4 ottobre 2008 a 500 hPa (a sinistra) ed a 850 hPa (a destra).

2012, 28-31 ottobre: solo un anno fa, a fine mese, una forte irruzione porta precocemente la neve a quote quasi pianeggianti al Nord: la mattina del 28 è imbiancata la Valtellina dai 250 m (a Sondrio 10 cm); una perturbazione dall’Atlantico poi il 31, grazie al cuscino che si mantiene ancora sul Basso Piemonte, farà nevicare fin sui 300-350 m tra Cuneese ed Astigiano (1 cm a Cuneo e 5 cm a Ceva).

Vedi i seguenti articoli per maggiori informazioni: http://www.datimeteoasti.it/27-28-e-31-ottobre-primo-assaggio-dinverno/ e http://www.datimeteoasti.it/fine-ottobre-2012-primo-assaggio-dinverno-2-parte/CFS Reanalysis alle 00Z del 28 e alle 18Z del 31 ottobre a 850 hPa.

Luca Leucci e Paolo Faggella

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