Breve articolo riguardante uno dei primi temporali della stagione 2015.

 

Lo scorso 6 maggio 2015 abbiamo assistito al primo temporale veramente intenso della stagione 2015, una supercella LP molto forte che dalla città di Torino si è spostata verso sud-est fino ad arrivare alle porte di Asti, dove si è dissolta in poco tempo. La situazione barica a livello europeo presenta subito alcune caratteristiche ottime per la formazione di temporali. Fin dai primi del mese l’Italia e il bacino del Mediterraneo sono protetti da un notevole anticiclone di origine africana, responsabile di temperature oltre la media mensile. Ad Asti le massime raggiungono e superano i +25°C, mentre il giorno 6 la massima è di +26.4°C con una umidità relativa minima del 49%. Nella carta a 500 hPa che segue è possibile notare come l’alta pressione a partire dal giorno 5 abbia subito una traslazione verso est, lasciando parzialmente esposte a correnti fresche da nord-ovest le regioni occidentali del nord Italia.

A 850 hPa si notano ancora meglio i contrasti tra le due masse d’aria sul nord: oltralpe l’aria fredda è veicolata verso l’Italia da una depressione con centro sulla Gran Bretagna: l’isoterma +7°C (a 850 hPa, cioè circa 1450 m in libera atmosfera) lambisce la Valle d’Aosta, mentre sull’Italia centrale e meridionale è in atto una poderosa risalita di aria calda dall’Africa con la +25°C a 1500 m circa in Sicilia e una +20°C diffusa su tutto il sud:

Grazie al caldo dei giorni precedenti nella pianura Piemontese è presente un quantitativo di energia (intorno ai 1600-1700 di Cape), pronta a essere sfruttata per i temporali. Intorno alle 17.30 alla periferia nord di Torino si sviluppa un temporale notevole, che rigenera subito verso sud e si organizza, diventando in poco tempo una supercella. Osservando il radar è possibile capirlo perchè è presente un V-notch, che viene mantenuto per molti scatti; ciò indica dunque che la cella è molto potente.

Il V-notch è un particolare eco del radar che dà molti indizi sulla natura del temporale che si sta osservando. Esso si manifesta come un’area a forma di V in cui le precipitazioni sono molto meno intense rispetto al centro del temporale, caratterizzata cioè da scarsa riflettività al radar. Si trova generalmente nella direzione avanzante del temporale, nel nostro caso a nord-est. Tale particolare nasce a causa dei forti venti in quota che si scontrano con la torre principale del temporale e provocano una deviazione laterale delle particelle di acqua e ghiaccio, conferendo la caratteristica forma a V. Tale fenomeno indica che la corrente ascensionale del temporale (chiamata Updraft) è talmente forte da non subire deformazioni degne di nota da parte dei venti in quota. In molti casi il fenomeno del V-notch indica che il temporale in questione è una supercella, proprio come quello che vi stiamo descrivendo; a lato è riportato uno scatto del radar Arpa in cui si nota molto bene tale eco.

Una volta organizzato il temporale anzichè seguire la direzione dominante delle correnti in quota (da sud-ovest a nord-est) comincia ad avanzare verso sud-est, entrando nella provincia di Asti. Ecco la sua magnifica struttura ben visibile nella parte destra dello scatto della webcam di Cavour (TO):

Di seguito due scatti del satellite con il temporale ben visibile:

I settori della provincia che sono stati colpiti si trovano a nord della città. Dalle centraline dell’Arpa Piemonte spiccano 12.4 mm a Buttigliera d’Asti (raffica massima di 57.6 km/h a causa di un modesto downburst), 5.2 mm a Tonengo, 3.2 mm a Montechiaro e 1.0 mm a Castell’Alfero. Dalla rete agrometeo invece si evidenziano 10.2 mm ad Albugnano, 7.8 mm a Castelnuovo Don Bosco, 7.4 mm a Cocconato, 0.6 mm a Moncalvo e Penango e 0.4 mm a Castagnole Monferrato. Tra le stazioni amatoriali segnaliamo 27.8 mm a Castelnuovo Don Bosco e 5.3 mm a Piovà Massaia. Possiamo dunque affermare che, eccetto per Castelnuovo paese, nessuna di queste zona sia stata veramente colpita in pieno dal temporale, bensì si sia trovata ai margini del nucleo principale, il quale può aver prodotto accumuli ipotizzabili nell’ordine di 30-50 mm localmente.

Il temporale si dirige verso Asti, ma ad appena 5 km dalla città subisce una rapida dissoluzione, a causa del marino, un vento che soffia solitamente sul nostro territorio, responsabile in questo caso del collasso della cella. Di seguito alleghiamo il percorso del temporale visto dal radar, cui si nota anche il V-notch di cui abbiamo parlato precedentemente. Seguirà la formazione di altre due celle a sud di Torino, ma anche queste si dissolveranno dopo poco tempo:

Infine proponiamo alcuni scatti veramente notevoli di Valentina Abinanti, che insieme ad altri chaser, ha seguito l’evoluzione della cella nel nord Astigiano. Qui ci troviamo a Cossombrato, nel nord della provincia:

Quest’ultima è invece realizzata a Castell’Alfero, poco a nord di Asti, durante gli ultimi momenti di vita della cella: si sarebbe infatti dissolta in poco tempo.

 

Luca Leucci & Paolo Faggella

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