Carta dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al suolo tra il 5 ed il 6 settembre 2019: una goccia fredda si fa strada attraverso la Valle del Rodano ed irrompe nel Mediterraneo causando instabilità diffusa al Nord-Italia.

 

Tra il 5 ed il 6 settembre la discesa di una goccia fredda in quota (-18°C a 500 hPa) sul Nord-Italia e la temporanea formazione di un minimo di bassa pressione al suolo sul Mar Ligure hanno creato i presupposti per un intenso passaggio perturbato che si è tradotto in 6/8 ore di temporali intensi sul Basso Piemonte, concentrati per lo più nella serata del 5 settembre. Un nucleo particolarmente intenso interessa la città di Alba e le sue colline: nubifragi e grandinate che causano esondazione di rii e torrenti e la compromissione della vendemmia ormai prossima.

Animazione radar tra le 16.30 e le 19.30: si può apprezzare la nascita sulla pianura cuneese del temporale che si evolverà in una linea di multicelle andando dapprima a colpire in maniera intensa l’Albese con nubifragi e grandinate, per poi spostarsi lungo la Valle Belbo Astigiana e la pianura alessandrina.

Il nucleo temporalesco insiste in particolar modo tra i comuni di La Morra, Barolo, Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Diano d’Alba e Treiso: in quest’area l’eccezionale quantità d’acqua scaricata in poche decine di minuti è responsabile dell’esondazione di diversi corsi d’acqua della rete idrografica minore che mettono in crisi la viabilità. Il picco precipitativo viene registrato da una centralina meteo della rete privata Pessl Instruments sulle colline di Grinzane Cavour: qui cadono 70.8 mm in 1 ora, 100 mm in 2 ore e 139.4 mm in 6 ore grazie al passaggio di ulteriori temporali (seppur di minore intensità) in serata.

Grafico con le precipitazioni orarie tra le ore 17 del 5 settembre e l’1 del 6 settembre a Grinzane Cavour, epicentro del temporale. Cadono 70.8 mm in 1 ora, 100 mm in 2 ore e 139.4 mm in 6 ore: quest’ultimo valore è probabilmente uno dei più elevati degli ultimi decenni, superiore – nel medesimo arco temporale – anche al novembre 1994 (94.4 mm/6 ore a Treiso il 5/11/1994). Tuttavia risulta inferiore rispetto ai massimi storici noti in zona, pari a 160 mm/6 ore a Verduno e 222 mm/6 ore a Castiglione Falletto, misurati il 4 settembre 1948 in occasione di una disastrosa alluvione.

Stima della cumulata oraria (17.05-18.05) elaborata dal radar: il colore violetto nella zona di Alba indica valori di 50-70 mm/h.

Estesi allagamenti si verificano ad Alba lungo Corso Langhe e nelle vie limitrofe a causa dell’esondazione del Rio Misureto che in quel tratto è costretto a scorrere in un alveo estremamente ristretto tra i muri delle case ed è intubato al di sotto della strada. A seguito del forte nubifragio, la piccola sezione del corso d’acqua non era in grado di contenere la grande quantità di acqua e fango in discesa dalle colline.

Fango e detriti trasportati dal Rio Misureto ad Alba, qui ripreso a monte di Corso Langhe: appena il rio entra in città la sua sezione diminuisce drasticamente. Il suo alveo cementificato e privo di vegetazione accentua ancor più l’ondata di piena (fonte: gruppo Telegram ”Meteo Monferrato, Langhe e Roero”).

Vista dal satellite della zona in cui il Rio Misureto scorre attraverso la città: in azzurro è segnato il corso d’acqua e la sua direzione da monte verso valle, in rosso l’area di Corso Langhe in cui passa al di sotto di strade ed abitazioni (elaborazione di Fabio Borgogno).

Sono numerosissimi i video giunti da Corso Langhe a seguito dello straripamento del Rio Misureto che ha reso la strada un vero e proprio fiume di fango. Estesi allagamenti si segnalano anche a Gallo Grinzane a causa dell’esondazione del torrente Talloria dovuta probabilmente al cedimento di un muro a protezione delle abitazioni che delimita l’alveo. Abbiamo raccolto le riprese più spettacolari nel video seguente: al minuto 00:30 è visibile il punto in cui il Rio Misureto, obbligato a transitare al di sotto di Corso Langhe, fuoriesce dal suo stretto alveo e si riversa in strada.

Altre incredibili foto (fonte: lavocedialba.it) da Gallo Grinzane (CN): qui è crollato il muro arginale lungo il corso del torrente Talloria causando l’allagamento del centro di Gallo (vedi video sopra al minuto 1:01).

Allagamenti ad Alba in corso Langhe (foto a sinistra) e Gallo d’Alba (foto a destra, fonte: ideawebtv.it).

In collina, oltre ai disagi causati dalle colate di fango, la grandine causa gravi danni alle vigne ormai pronte alla vendemmia con la perdita parziale del raccolto in numerosi comuni. Fortunatamente il diametro dei chicchi non supera i 2 cm, nonostante ciò le grandinate risultano ugualmente distruttive continuando per alcune decine di minuti: i danni maggiori vengono osservati fra Diano d’Alba e Mango, mentre le colline del Barolo vengono colpite solo marginalmente.

8Terribili scatti a Diano d’Alba (CN) dopo il temporale (foto di Alessandro Marengo): nelle prime due foto son ben visibili i danni agli acini, mentre nella terza sottostante le viti sono quasi totalmente defogliate a causa della furia della grandine (fonti foto: Mario Sandri, Luisella Taretto e lastampa.it).


Scenari incredibili anche nelle vigne a Mango (CN): nella foto soprastante si può apprezzare la dimensione dei chicchi, per lo più di diametro ridotto (1-2 cm), ma in grado comunque di causare seri danni ai vigneti dell’Albese.

La violenza della grandine a Diano d’Alba, sullo sfondo un vigneto duramente colpito.

 

Accumuli notevoli di grandine a Gallo Grinzane (CN), severamente colpita dal temporale.

 

Nel corso della serata nuovi intensi temporali vanno ad interessare in particolar modo il Roero e la Val Borbore. Gli scrosci scaricano fino a 47.4 mm in un’ora a Castellinaldo, così da causare l’improvvisa piena di alcuni rii: in particolar modo il Rio Riddone è responsabile di diversi danni tra i comuni di Corneliano d’Alba e Guarene. Nei pressi del cimitero di Corneliano la furia dell’acqua delle sue acque ha eroso diversi metri di terreno ed interrotto la sul fondovalle di Guarene, tra le frazioni di Bassi e Racca, è responsabile dell’allagamento di abitazioni, scantinati, garage, cortili e negozi.

Animazione radar tra le 19.55 e le 21.45 locali: un nuovo intenso temporale insiste tra Cuneese ed Astigiano. Ad Asti cadono circa 20 mm in mezz’ora, nell’Albese altri 40 mm in due ore si aggiungono ai già eccezionali accumuli a seguito del temporale del tardo pomeriggio portando così il totale pluviometrico oltre i 100 mm. Tuttavia sono le colline del Roero le più colpite in questo frangente con nuovi allagamenti a causa dei picchi di precipitazione oraria prossimi ai 50 mm.

Una delle numerose fulminazioni nube-nube osservabili durante la serata del 5 settembre (foto di Stefano Salvatore)

Erosione spondale ad opera del Rio Riddone nel comune di Corneliano d’Alba (CN): cedono alcuni metri della strada campestre che corre parallela alla Strada Provinciale 10 per Sommariva Perno e vengono danneggiate le condotte della fognatura che attraversano la zona, oltre ad un palo della linea telefonica (fonte foto: lavocedialba.it).

Piena del torrente Borbore a San Damiano d’Asti tra la tarda serata del 5 settembre e la notte successiva a seguito degli intensi nubifragi che scaricano 60 mm in due ore a monte. Le precipitazioni seppur notevoli non sono eccezionali, tuttavia il sistema temporalesco colpisce un’area relativamente estesa che comprende tutto il bacino dell’Alta Valle Borbore causando così una piena contemporanea di tutti i piccoli rii affluenti del torrente. Il livello idrometrico tocca 2.48 m, appena una decina di centimetri inferiore rispetto al livello di guardia (2.6 m).

Ecco gli accumuli più notevoli misurati tra Langhe e Roero il 5 settembre (millimetri caduti in circa 6 ore):

  • 139.4 mm a Grinzane Cavour (70.8 mm/1 ora)
  • 106.4 mm a Diano d’Alba (67 mm/1 ora)
  • 100.4 mm a La Morra
  • 86.8 mm a Barolo
  • 86 mm a Serralunga d’Alba
  • 78.8 mm a Castellinaldo
  • 75.8 mm a Treiso
  • 74.8 mm a Baldissero d’Alba
  • 73.4 mm a Vezza d’Alba
  • 71.8 mm a Canale
  • 71.6 mm a Piobesi

Millimetri di pioggia caduta il 5 settembre stimati dall’elaborazione radar: evidente la linea precipitativa con accumuli di 50-100 mm (colore violetto) che si estende dalla pedemontana cuneese (Dronero) fino al Pavese (Voghera) passando per l’Astigiano e l’Alessandrino. I picchi precipitativi più elevati, superiori ai 100 mm, si registrano nell’Albese, ma anche sulla pianura cuneese cadono fino a 98 mm a Fossano Boschetti, senza tuttavia particolari disagi grazie a valori orari non superiori ai 32 mm.

 

Paolo Faggella & Luca Leucci

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