Ancora una volta il Piemonte ci ha mostrato i suoi caratteri di spiccata continentalità, registrando prima un clima afoso con temperature superiori ai +30°C e poi scendendo, dopo pochi giorni, a valori prossimi allo zero, con brinate mattutine. Molto raramente si registrano nella seconda parte del mese gelate tardive, soprattutto negli ultimi anni, dove si è soliti andare verso un costante aumento termico. Per quanto riguarda la pluviometria questo maggio 2012 è stato davvero particolare: si sono susseguite numerose perturbazioni con forti temporali, ad Asti hanno portato l’accumulo mensile a raddoppiare la media pluviometrica del mese stesso!

1-2 maggio 2012: prima perturbazione dall’Atlantico.
Abbiamo già trattato questo importante evento in un altro articolo, nel quale vengono descritte anche le ultime due giornate del mese di aprile 2012: CLICCA QUI.

4-5-6 maggio
Dopo l’intenso peggioramento del 1° maggio, questo mese si conferma decisamente instabile portando forti temporali. I primi fenomeni temporaleschi si hanno nel pomeriggio del 4 maggio; dalla webcam seguente posizionata sulla Rocca di Cavour (TO), possiamo osservare alcuni rovesci sulla pianura torinese.

Dopo il forte temporale con grandine avvenuto ad inizio serata tra Villanova Canavese e Grosso (TO), durante la notte del 5 maggio un nuovo nucleo interessa i centri sopracitati, con i maggiori effetti a Vauda Canavese, dove si segnalano locali allagamenti. Alle 4 del mattino si osserva una violenta grandinata. Di seguito alcune foto scattate a Vauda Superiore. (Fonte foto: link).

Vengono rilevati 40 mm presso una stazione meteo amatoriale, al mattino sono presenti ancora accumuli di grandine discontinui fino a 30-40 cm. (Fonte foto: link).

Nel corso della giornata si formano altri temporali, anche se meno intensi, con locali grandinate. Nelle seguenti due splendide foto possiamo ammirare uno dei diversi temporali formatosi nel vercellese. Nella prima si distingue bene la formazione di una Shelf Cloud, mentre nella seconda notiamo la polvere sollevata dall’avanzamento del Gust Front del temporale. (Foto: Alessandro Tarable).

Intanto sulle Alpi, il giorno 5, la quota neve scende al di sotto dei 2000 m, andando in serata ad imbiancare il paese di Sestriere (TO) a 2035 m.

La giornata del 5 maggio fa registrare altri fenomeni atmosferici degni di nota: durante la mattinata nel Mar Ligure davanti a Genova si forma una tromba marina (Waterspout), fenomeno tuttavia non inusuale per queste zone. Tale tromba d’aria successivamente trasla dal mare sulla costa entrando nel porto, dove per fortuna non causa molti danni. (Fonte foto: link).

Spostandoci a Milano, la città viene imbiancata da una notevole grandinata durante il pomeriggio:

In Piemonte altri temporali si formano durante la giornata del 6 maggio, tuttavia meno intensi rispetto a quelli dei giorni precedenti: merita menzione uno di essi formatosi tra le 20.00 e le 20.15 nel Vercellese occidentale, generando un landspout (tornado non mesociclonico) classificato come EF0, perciò con venti inferiori ai 137 km/h (solo un’ora prima era stato avvistato un funnel molto pronunciato ad est di Vercelli e tra le 18 e le 19 anche tra Torinese e Cuneese). Il landspout ha avuto “vita” breve, circa 15 minuti dalla formazione del cono alla sua dissipazione ed è transitato lentamente nei campi a sud di Tronzano Vercellese. Non si sono avuti danni nè a oggetti nè a persone. (Foto: Daniele Spinello).

Ecco un video che mostra il tornado prima e durante la sua dissipazione: Tromba d’aria a Tronzano Vercellese

Ritroviamo anche un fenomeno molto interessante e abbastanza raro in questo maggio 2012: la nebbia. E’ stata osservata in due giornate differenti, il 3 e il 7 maggio. Nello scatto del satellite del 7 maggio riportato di seguito osserviamo alcuni banchi di nebbia anche tra Torinese, Vercellese e Biellese. Il cerchio rosso invece evidenzia i banchi di nebbia insidiati nelle valli astigiane e anche sulla nostra città.

12 maggio 2012

E’ la giornata più calda di tutto il mese, con temperature che durante il pomeriggio salgono facilmente oltre la soglia dei +30°C, creando sensazioni di afa per l’umidità alta. Questa veloce ondata calda che, dopo l’episodio del 30 marzo, ci ha regalato il primo vero assaggio d’estate, è dovuta ad un lingua infuocata, proveniente dal Nord-Africa che lambisce il nord-Italia e parte del centro con una +15 a 850 hPa (circa 1500 m).

Tuttavia temperature simili non sono nulla d’eccezionale, soprattutto negli ultimi anni, quando abbiamo sperimentato un costante aumento termico caratterizzato da numerosi episodi di caldo record a maggio, a causa del riscaldamento globale. Nell’ultimo ventennio spicca il maggio 2009: tra il 24 ed il 25 del mese si toccarono +33.8°C ad Asti, +33.2°C a Torino alla stazione di riferimento della città posta all’Istituto di Fisica (punte fino a +34.6°C nel resto del centro urbano), ben +36.6°C nell’infuocata piana alessandrina ad Alessandria Lobbi; il valore più alto spetta alla Valle Belbo con ben +37.4°C a Nizza Monferrato (AT).

Durante la giornata del 12 maggio il valore più alto registrato in Piemonte spetta ad Alessandria Lobbi, con ben +33.1°C: in virtù degli esempi citati sopra non si tratta di un record. Questa ondata di caldo stupisce soprattutto l’umidità, che in pianura si attesta su valori percentuali fra 40 ed il 50%, portando il Punto di Rugiada (Dew Point) ad oltrepassare per la prima volta dall’inizio del 2012 la soglia dei +20°C (massimo di +21.7°C ad Asti). La sensazione di afa è già presente al mattino del 12 maggio, ma prosegue anche nelle ore serali e viene avvertita ancor più a causa della calma di vento. Il grafico sottostante ci mostra l’andamento della temperatura e del Punto di Rugiada presso il nostro osservatorio a 500 m da Viatosto, nella zona nord della città di Asti; dopo una temperatura minima di +13.7°C si è risaliti fino ad una massima di +32.2°C.

Diverse le punte massime comprese tra +32 e +33°C nella pianura piemontese settentrionale, come nel caso di Vercelli che fa segnare una massima di +32.6°C, registrata tuttavia con un’ampia copertura nuvolosa. Nella nostra provincia spicca il dato di Montechiaro (AT) con +32.3°C, mentre a Torino la massima è stata di +30.1°C, dopo una minima elevata di +19.4°C.
Tra le Langhe ed il Monferrato solo in media-alta collina la giornata è risultata più gradevole grazie alla presenza di un leggero vento di fohen, che ha portato l’umidità a calare fino a valori intorno al 30 / 35%, mentre nel Torinese il foehn ha soffiato su tutta la pianura con raffiche che hanno raggiunto i 45 km/h e ha portato l’umidità  fino al 25 / 30% (valori ancor più bassi sui rilievi). In quota la giornata più rovente non è il 12 ma bensì l’11 maggio, quando si registrano valori massimi davvero notevoli, di seguito ne citiamo alcuni:

  • Gran Vaudala (TO) 3272 m: +8.3°C
  • Passo del Moro (VB) 2820 m: +13.4°C
  • Rifugio Gastaldi (TO) 2659 m: +16.3°C
  • Bocchetta delle Pisse (VB) 2410 m: +17.5°C

Da segnalare anche la massima di +5°C registrata dalla stazione dell’Arpa Piemonte sul Rifugio Capanna Margherita a 4560 m sul Monte Rosa, i quali con tutta probabilità non sono corretti.

Il 13 maggio si osserva un notevole calo termico: le massime nelle ore pomeridiane non superano i +20°C in pianura, ma nel Torinese si toccano valori notevoli nelle prime ore notturne a causa del fohen, che soffia ancora in modo moderato-forte; si registrano addirittura +26.0°C all’Istituto di Fisica di Torino con il 39% d’umidità e +25.8°C a Nichelino sud (TO) con il 26% di umidità. Il peggioramento previsto per questa giornata non si dimostra molto produttivo, infatti tra la mattina e il pomeriggio si formano solo pochi temporali non molto intensi lungo la pedemontana torinese in estensione verso le immediate pianure e successivi rovesci in veloce transito lungo le pianure orientali, fra Astigiano e Cuneese.

Usciamo un momento al di fuori dall’Italia per parlare di ciò che è avvenuto nell’area dei Balcani il 14 maggio, poichè davvero molto notevole. A Sarajevo a 511 m in Bosnia-Erzegovina la temperatura è crollata dai +28°C registrati il giorno 11, fino a +0.3°C il giorno 14, con il ritorno della neve tra la sera del 13 e la mattina del 14 maggio in città (ben 9 cm di accumulo). Una nevicata nel mese di maggio non veniva osservata dal 1962. Possiamo comprendere molto bene l’evento visualizzando il seguente breve video: December in Sarajevo on May 14th


15-16-17 maggio 2012

Tra il giorno 15 ed il giorno 16 del mese il foehn torna ad interessare il nord-ovest, in modo decisamente più violento rispetto all’episodio avvenuto tra il 12 ed il 13: infatti si raggiungono 106 km/h in Val di Susa a Pietrastretta (TO) a 520 m, comunque abituata a questi episodi così intensi, mentre l’umidità in pianura diminuisce fino a toccare localmente il 10%. Forti venti anche in Liguria dove viene registrata una raffica di ben 131 km/h agli 860 m del Monte Fasce (GE).

Dal 15 al 17 maggio si osserva inoltre una graduale ma decisa diminuzione delle temperature minime, mentre rimangono pressochè stazionarie le massime. Le valli e conche astigiane all’alba si dimostrano le più fredde di tutta la pianura piemontese, in tutte e tre giornate: il 15 maggio a Cortandone a 202 m nel Monferrato viene raggiunto il valore minimo di +3.5°C, mentre il giorno successivo si hanno le prime leggere e locali brinate; non a caso a Castell’Alfero (AT) a 140 m in Valle Versa la temperatura scende fino a +2.0°C. Ecco come si presentava quel giorno il panorama verso W/NW dalla chiesa di Viatosto in collina a 211 m: possiamo ammirare il cielo terso ed una visibilità eccellente che ci permette di distinguere chiaramente la catena alpina ed in particolare la cima del Monviso (nella foto leggermente a sinistra).

La mattina del 17 maggio (la cui carta a 500 hPa vediamo sopra) è la più fredda ed il valore minimo di pianura in tutto il Nord-Italia viene registrato a Cortandone (AT) a 202 m, che riesce anche a scendere leggermente in negativo registrato una minima di -0.2°C, subito seguita da Pralormo (TO) a 295 m con -0.1°C. Anche altrove le temperature scendono notevolmente: in Lombardia si toccano -0.1°C a Sabbio Chiese (BS) a 315 m sul fondovalle del Fiume Chiese ed in Liguria -1.8°C a Sassello (SV) a 385 m, località però sita in una conca nell’Appennino Ligure.

Di seguito una foto scattata nella gelida Val Rilate (133 m) alle 7 di quel giorno, quando il sole era già sorto da poco meno di un’ora. La brina resiste ancora nelle zone in ombra:

Ampia è la differenza tra le zone della città di Asti: la temperatura oscilla da una minima di +4.7°C nel centro urbano, a +2.3°C nell’estrema periferia nord della città. Vediamo ora l’elenco di temperature minime inferiori e pari a +2°C registrate il 17 maggio in Piemonte e nelle conche appenniniche dell’entroterra ligure:

  • Calizzano (SV) 650 m: -2.0°C
  • Sassello (SV) 385 m: -1.8°C
  • Rezzoaglio (GE) 700 m: -1.8°C
  • Loco di Rovegno (GE) 610 m: -0.9°C
  • Bardineto (SV) 710 m: -0.8°C
  • Cortandone (AT) 202 m: -0.2°C
  • Pralormo (TO) 295 m: -0.1°C
  • Verolengo (TO) 163 m: 0.0°C
  • Piano S. Erminio (AT) 219 m: 0.0°C
  • Castell’Alfero (AT) 140 m: +0.1°C
  • Ceva (CN) 410 m: +0.2°C
  • Nizza Monferrato (AT) 138 m: +0.3°C
  • Mondovì (CN) 422 m: +0.4°C
  • Montechiaro d’Asti (AT) 200 m: +0.9°C
  • San Damiano d’Asti (AT) 154 m: +1.1°C
  • Villanova Canavese (TO) 375 m: +1.7°C
  • Sezzadio (AL) 110 m: +1.8°C
  • Mombaldone (AT) 187 m: +1.9°C
  • Masserano (BI) 243 m: +1.9°C
  • Asti nord (AT) 175 m: +2.0°C

Segnaliamo infine i -25.4°C registrati sul Monte Rosa alla Capanna Margherita a 4560 m da una stazione dell’Arpa Piemonte, valore che risulta essere un record per il mese di maggio da quando, nel 2002, è in funzione la stazione.

Riportiamo ora di seguito un estratto dei dati del maggio 1928 quando nell’astigiano si toccarono valori molto bassi, simili a quelli registrati il 17 maggio 2012:

In Piemonte i valori registrati nel maggio 2012 non risultano essere record mensili, ma sono comunque valori di tutto rispetto: non si scendeva sotto lo zero nel mese di maggio dal 1997 quando si toccarono -0.5°C a Verolengo (TO) 163 m il giorno 9. Solo durante maggio 2011 le temperature si sono avvicinate alla soglia negativa con un valore notevole di +1.5°C a Piano S. Erminio (AT) a 219 m.

Tali valori inoltre non rappresentano neanche record decadali, poichè nel Novecento ci furono episodi di gelo tardivi nella seconda decade del mese di maggio poco più intensi di quello avutosi nel 2012. Un esempio lo può offrire il maggio del 1928 la cui pagina, ricavata dagli Annali dell’Apat, viene mostrata sopra. Tra le diverse località troviamo Nizza Monferrato in Valle Belbo a 137 m, dove si registra una minima di -0.7°C il 12 del mese, dato perciò inferiore ai -0.2°C di Cortandone. Tuttavia l’episodio di gelo del 2012 si è rivelato uno fra i più tardivi dell’ultimo secolo. Non sappiamo con certezza se ci sia stato dall’inizio del Novecento ad oggi un episodio di gelo ancora più tardivo di quello del maggio 2012, poichè potrebbero essere presenti altri dati che non siamo riusciti a reperire, ma possiamo affermare con certezza che sia stato uno fra i più tardivi del XX secolo e sicuramente il più tardivo degli ultimi 25 anni.

Mentre il nord-ovest si trovava sotto flussi favonici, cieli sereni e temperature minime quasi record, sul nord-est invece transitavano nuclei precipitativi, con la neve che tornava a cadere a quota molto basse, fino a 800-900 m circa. Ecco alcune webcam del 16 maggio che lo dimostrano; di seguito uno scatto dalla Val Gardena a 1200 m circa, un paesaggio da cartolina!

Predazzo, quota 1036 m:

Di seguito invece Livigno: nel primo scatto vediamo l’intera valle imbiancata, mentre nel secondo ci troviamo presso la frazione Trepalle, a 2130, che registra una temperatura minima intorno ai -8°C.


20-21 maggio
Dopo una relativa pausa, nella seconda decade del mese il nostro territorio viene nuovamente interessato dall’instabilità. La giornata più “movimentata” è il 21 maggio, quando ad Asti vengono accumulati 41 mm che sommati ai 17 del giorno precedente portano il totale d’evento a 58 mm. Gli accumuli più elevati sono stati registrati nel torinese grazie allo stau, con 85 mm a Pinerolo, 95 mm a Rivoli e 85 mm a Castagneto Po; ottima piovuta anche sull’alta pianura cuneese, dove spicca il dato di Fossano con 94 mm. Durante la serata del 20 maggio la quota neve incomincia a calare notevolmente: di seguito la visuale dal Rifugio Jervis a 1732 m in Val Pellice (TO), prima che venga avvolto dall’oscurità della notte.

La mattina del giorno seguente la neve scende fino a 1300 m, imbiancando con pochi centimetri la base impianti di Praly a 1470 m in Val Germanasca (TO).

Al Rifugio Selleries a 2023 m in alta Val Chisone (TO) l’accumulo è di 25 cm, con una minima di -1°C, altri 10 cm cadranno nel corso della giornata.

Discrete nevicate si osservano anche nelle altre valli dell’arco alpino occidentale: ben 50 cm cadono in 24 ore al Rifugio Gastaldi a 2659 m (TO), 52 cm alla Diga del Chiotas (CN) e 53 cm alla Gardetta (CN) 2337 m, mentre l’altezza al suolo tocca i 317 cm la mattina del 22 maggio ai 2820 m del Passo del Moro nel Verbano. Di seguito il paesaggio al Rifugio Valasco (CN) a 1764 m in Valle Gesso, con una trentina di centimetri di neve fresca al suolo; tale valore è uno fra i maggiori a tale quota durante il peggioramento (fonte foto: link).

In pianura sono da segnalare le temperature massime, che si sono mantenute al di sotto dei +15°C: in provincia di Asti spiccano in particolare i +11.8°C registrati a Montaldo Scarampi a 298 nel sud Astigiano.

23-24 maggio                                                              

Il Nord-Ovest viene interessato da una nuova improvvisa e veloce ondata di caldo di matrice africana, che consente alle temperature di superare per la seconda volta nel mese i +30°C (com’era già successo il giorno 12). La giornata più calda risulta essere il 24 maggio (la cui carta a 500 hPa viene riportata sopra), anche se meno afosa, grazie al tasso d’umidità inferiore. Ad Asti, dopo aver raggiunto +30.3°C il 23 maggio, il giorno successivo vengono toccati +31.7°C, temperatura di pochi decimi inferiore a quella registrata il 12 del mese, mentre a Torino si rilevano +30.2°C di massima.

Anche in quota si osservano valori decisamente elevati: il 23 maggio si rileva una punta massima di +25.1°C ad Ala di Stura (TO) a 1006 m e +20.6°C a Balme (TO) a 1410 m, dove appena due giorni prima era ricomparsa la neve. Ecco un’immagine del Progetto Meteo Canavese (che comprende solo stazioni amatoriali), il quale mostra le massime registrate nella parte settentrionale della provincia torinese il 24 maggio.

25 e 27 maggio
Due giorni caratterizzati ancora da una forte instabilità su gran parte della regione: nel pomeriggio del 25 si forma un’importante cella temporalesca sulla pianura cuneese in spostamento verso N/NW; il radar evidenzia un nucleo a fondoscala. La zona fra Carmagnola e Carignano viene interessata da un violento nubifragio con grandine. Molto cupo il cielo nel pomeriggio a Ceva (CN), a sud del temporale, dove si possono osservare formazioni di Cumulonimbus Mammatus, indice di un forte temporale. (fonte foto: link)

Di seguito è possibile osservare la cella dal satellite, quando ormai si era spostata su Torino, poco prima che l’oscurità della sera avvolgesse l’Italia: notiamo un Overshoting Top in corrispondenza del NW della provincia di Asti.

Parte dell’area urbana del capoluogo torinese viene interessata dal temporale, in particolare il quartiere Crocetta dove il rain rate tocca un massimo di 202 mm/h con diversi momenti di grandine che imbianca le strade del quartiere. L’accumulo finale è di 47 mm (fonte foto: link).

Durante la serata si formano altri nuclei temporaleschi, uno in particolare nel Canavese interessa il paese di Front (TO, ben 66 mm caduti), seguito da Vauda Canavese con 57 mm:

Il 27 maggio è l’ennesimo ma anche l’ultimo giorno del mese caratterizzato da temporali. Una cella temporalesca si forma nei pressi di Torino e dopo aver interessato il capoluogo si sposta verso il Monferrato astigiano, apportando un intenso diluvio anche sulla città di Asti, tuttavia senza grandine. Gli accumuli variano sensibilmente a seconda delle zone del capoluogo astigiano: si va dai 23 mm della zona nord ai 41 mm del Borgo Tanaro in zona sud, distante 4 km in linea d’aria dalla prima.

Tirando le somme il mese di maggio ad Asti chiude notevolmente sopra media pluviometrica: l’accumulo mensile ammonta a 165 mm (zona nord della città), mentre nel quartiere Don Bosco si registrano 171.3 mm in totale, valori ben superiori, anche se non eccezionali, rispetto alla media di 70.3 mm nel periodo 1961-1990.

A Torino la temperatura media mensile risulta essere di +18.2°C (+16.8°C la media nel trentennio di riferimento 1961-90). Vengono accumulati 130 mm su una media (1961-90) di 114 mm (+14%). Ricordiamo che dal 1803 ad oggi il mese di maggio più piovoso nel capoluogo piemontese è stato il 1810 con ben 564 mm caduti, mentre il meno piovoso il 1955 con soli 3.6 mm. Di seguito un grafico esplicativo che mostra i quantitativi accumulati per ogni mese di maggio dall’inizio della serie pluviometrica (elaborazione grafico: Nimbus, SMI).


Paolo Faggella & Luca Leucci

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