Tratteremo in questo articolo le varie nevicate che hanno colpito la città di Asti ed il Piemonte a partire dal 28 gennaio fino all’11 febbraio 2012. Oltre alla parte descrittiva, inseriremo anche foto, dati e spiegazioni didattiche degli eventi. Buona lettura!


Nevicata del 28-29 gennaio 2012

Analisi didattica
Grazie all’indebolimento del Vortice Polare, una vasta saccatura si dirige verso il bacino del Mediterraneo; il giorno 27 si osserva un fenomeno di cut-off (viene interrotto il flusso freddo che alimenta la colata perturbata) e l’aria fredda, entrando attraverso la porta del Rodano, va a formare un profondo minimo depressionario sul Mar Ligure, che richiamerà aria più calda ed umida da sud. Sul Nord-Ovest le precipitazioni cominciano localmente già dalle ore mattutine di sabato 28 e proseguiranno poi fino alla tarda serata del 29. Gli accumuli maggiori (oltre 50 cm) si registrano nel cuneese, nel Monferrato e sulla collina di Torino. Decisamente minori invece gli accumuli sulle alte pianure piemontesi e nel Verbano: 10 cm a Vercelli e solamente 5 cm a Novara.

Descrizione dell’evento in Piemonte con dati e foto
Ad Asti le prime precipitazioni cominciano nella tarda mattinata del 28 gennaio sotto forma ancora di pioviggine con una temperatura di +3°C, invece nel cuneese ed in collina dai 300 m cominciano subito in neve. Ad Asti la pioggia lascerà spazio alla neve dalle ore 14 circa grazie ad un’ intensificazione del fenomeni e al conseguente abbassamento della temperatura fino a +2°C. Di seguito uno scatto della webcam di San Paolo Solbrito (AT) a 255 m intorno alle 14.00: già un velo è presente al suolo con una temperatura di +1°C:

Tra le 14 e le 19 la città riceve i primi centimetri di neve (circa 2) nonostante precipitazioni ancora deboli ed intermittenti e alla temperature compresa tra +1 e +2°C. Alle mezzanotte su tavoletta vengono misurati 4.5 cm ad Asti città (156 m) corrispondenti a 12.5 mm con una temperatura di +0.7°C, mentre 1 km più distante nella periferia nord vicino all’Ospedale Cardinal Massaia (155 m) si rilevano 6.5 cm con +0.5°C. Nella foto sottostante la situazione in città il 28 gennaio 2012, poco prima della mezzanotte.

Sull’Appennino alessandrino oltre i 700 m si raggiungono già 25 cm di neve fresca al suolo. Nel paese di San Marzanotto a 215 m a sud del Tanaro a mezzanotte l’accumulo è di 11 cm, così come sulla collina torinese oltre i 400 m e sulla dorsale del Monferrato nell’Alessandrino oltre i 200 m, anche grazie alla temperatura già negativa. Nella foto Pietra Marazzi (AL) a 200 m intorno alla mezzanotte del 29 gennaio (foto, come anche le successive di questa località, di Matteo Robbiano)

Anche a Cuneo e nell’alta pianura cuneese gli accumuli raggiungono i 10 cm, mentre sulle pianure settentrionali (Vercellese, Novarese, Biellese e parte della pianura Torinese nella zona d’Ivrea) l’accumulo non raggiunge i 5 cm per via della temperatura ampiamente positiva.

Già dalle prime ore della notte del 29 gennaio si capisce che la nevicata in quasi tutto il Piemonte risulta essere altimetrica e nel corso della giornata tra pianura e collina anche in poche decine di metri di dislivello si avranno differenze notevoli. Le precipitazioni dall’1 di notte divengono moderate su Asti come su tutto il resto del Basso Piemonte, mentre sulle alte pianure la neve lascerà spazio alla pioggia.

Sul Monferrato e nell’Alessandrino la nevicata diventa un vero e proprio blizzard con raffiche di vento che in mattinata raggiungeranno velocità massime di 35-40 km/h, con accumuli eolici localmente fino ad un metro e mezzo. Sull’Astigiano e l’Alessandrino, le precipitazioni più intense vengono osservate proprio tra la notte ed il mattino, divenendo anche forti: alle 8.15 si misurano 19 cm nella periferia nord di Asti. Intorno alle 11 entra da est aria più fresca, con leggera flessione della temperatura. Di seguito una foto che mostra la situazione la mattina del 29 gennaio 2012 intorno alle 11 in città.

Sulle basse colline a sud del Tanaro invece al suolo si raggiungono 30 cm dall’inizio della nevicata, a Pietra Marazzi, le cui foto sono visibili di seguito, (AL) ben 33.5 cm e 23 cm dalla mezzanotte:

Di seguito un’altra foto del primo pomeriggio scattata a Lu a 300 m non molto lontano da Pietra Marazzi:

In collina le temperature rimarranno negative durante tutta la giornata, mentre in pianura si registrano fino a 0.5°C/1°C di massima. Per quanto riguarda la provincia di Asti, le zone maggiormente colpite sono le colline a sud del Tanaro: ben 58 cm a San Marzanotto a 215 m (11 cm il 28/01 e 47 cm il 29/01 – e 53 cm altezza massima), mentre in località di San Marzanotto Rivi a 145 m l’evento chiude a 48 cm come altezza massima al suolo. Il dato è notevole se si considera che siamo esattamente alla stessa quota di Asti. A Mongardino a 300 m l’accumulo finale era di poco superiore ai 60 cm, come si apprezza dalla foto che segue:

Di seguito alcune foto da Castagneto Po a 470 m, sulla collina torinese nel primo pomeriggio: 55 cm misurati al suolo.

Pino Torinese a 400 m a fine evento registra circa 60 cm al suolo, Rivalba a 328 m si ferma a 55 cm il Colle della Maddalena e il Bric della Croce a 700 m raggiungo altezze anche di 70 cm. Di seguito una foto di Albugnano (AT) a 550 m nel pomeriggio durante l’evidente blizzard, anche qui l’accumulo al suolo a fine evento aveva superato il mezzo metro e si avvicinava ai 60 cm.

Due fotografie da Grazzano Badoglio (AT) a 290 m dove l’evento nevoso si è concluso con un totale al suolo di circa 50 cm, mentre nella parte più alta del paese a 390 m l’accumulo nei campi raggiunge i 60 cm. Anche qui si apprezza un’intenso blizzard con notevoli accumuli eolici fino ad un metro (seconda foto):

Sulla zona ovest della provincia di Asti non ci si aspettava una nevicata di tale intensità: nelle campagne di Valfenera a 300 m si è arrivati a 59 cm. In queste zone perciò la nevicata è stata certamente maggiore rispetto a quella del 6-7 gennaio 2009 quando, come anche nella città di Asti, l’accumulo al suolo superò i 40 cm. Di seguito invece Antignano a 250 m nella zona sud-ovest della provincia, dove si è accumulato poco più di mezzo metro di neve:

A Torino i fenomeni nel pomeriggio intensificano notevolmente e l’accumulo presso la stazione Arpa dei Giardini Reali raggiunge i 26 cm. Segue uno scatto della webcam di Torinometeo a metà pomeriggio in uno dei momenti di massima intensità.

Le differenze più notevoli tra collina e pianura si osservano nel Biellese: Biella non supera i 10 cm mentre 200 m più in alto si raggiunge il mezzo metro, come nella foto seguente scattata a Curino a 540 m:

Nell’alessandrino le precipitazioni terminano verso la fine del pomeriggio mentre su parte dell’astigiano continueranno ancora fino alle 21. La foto che segue è stata realizzata a Pietra Marazzi la sera del 29 gennaio con schiarite evidenti e un atmosfera quasi surreale: a 200 m l’evento si conclude con 55 cm cumulati su tavoletta (10.5 cm il 28/01 e 44.5 cm il 29/01), 51 cm come altezza massima al suolo, 57.4 mm è l’equivalente in pioggia.

Ad Asti, per quanto riguarda gli accumuli bisogna fare alcune distinzioni. In periferia, essendo state di qualche decimo più basse le temperature, la neve si è presentata più asciutta rispetto al centro città, a causa degli effetti dell’isola di calore. Nella quartiere Don Bosco si accumulano 28 cm su tavoletta (4.5 cm il 28 e 23.5 cm il 29), mentre nella periferia nord della città in Loc. Viatosto nei pressi dell’Ospedale Cardinal Massaia, l’accumulo (sempre su tavoletta) arriva a 33 cm (6.5 cm il 28 e 26.5 cm il 29, 27 cm è l’accumulo massimo al suolo). A nemmeno 1 km in linea d’aria in Val Rilate l’accumulo finale raggiunge i 40 cm su tavoletta (8.5 cm il 28/01 e 31.5 cm il 29/01) e 33 cm come altezza massima al suolo. A lato il grafico dell’altezza della neve al suolo tra il 28 ed il 30 gennaio rilevato dal nivometro dell’Arpa Piemonte posizionato a nord di Asti in Loc. Viatosto. 45 cm misurati invece a Viatosto a 240 m. Nel Cuneese le precipitazioni continuano per l’intera serata e gran parte del nottata esaurendosi nelle zone a ridosso delle Alpi nelle prime ore della mattinata. A Cuneo a 550 m su tavoletta si misurano 60 cm mentre al suolo 52 cm, ma l’accumulo maggiore viene registrato a Busca Loc. San Chiaffredo a 490 m con ben 67.5 cm cumulati su tavoletta e 58 cm come altezza massima al suolo. Notevoli sono è il manto nevoso raggiunto sull’Appennino Ligure sia nell’Alessandrino che nel Savonese. A Ponzone in località Bric Berton (AL) a 773 m vengono rilevati 70 cm così come alle Capanne Marcarolo (AL) a 780 m. Sul versante ligure nella nevosissima Urbe a 555 m viene rilevato un accumulo poco inferiore; ecco uno scatto della webcam in località San Pietro il pomeriggio del 30 gennaio.

Al confine tra Savonese ed Alessandrino a 836 m, sulle pendici del Monte Poggio, si sono accumulati su tavoletta ben 89 cm (3 cm il 27, 34 cm il 28 e 52 cm il 29):

Ancora uno scatto del 30 gennaio della webcam del Rifugio Selleries (TO) a 2023 m quando già splendeva il sole dopo l’abbondante nevicata.

Per concludere proponiamo un articolo de ”La Stampa” riguardante i disagi provocati dalla neve nelle provincia di Asti.

Concludiamo l’analisi con una cartina in cui sono raffigurati gli accumuli registrati in Piemonte: è importante segnalare che si tratta di valori cumulati su tavoletta e non di altezze massime al suolo a fine evento! Il minimo accumulo (5 cm) spetta alla pianura novarese, alla zona d’Ivrea, all’imbocco del fondovalle valdostano, in qualche ristretta zona di fondovalle ed in pianura tra Biellese e Verbano ma essendo solo punti isolati e non disponendo di molti dati non si sono segnate altre zone oltre alle due citate precedentemente. Il massimo di 70 cm viene osservato sulle zone collinari dell’Alessandrino oltre i 650-700 m, sulla sommità della Collina di Torino ai 715 m del Colle della Maddalena ed infine anche nei punti più elevati delle Langhe cuneesi (non avendo alcun dato relativo a queste zone si è voluto non segnare i 70 cm ma a inserire il simbolo di maggiore (>) davanti, in questo caso al numero 60, che racchiude gran parte delle Langhe del Cuneese). La zona collinare del Biellese, Vercellese e Verbano non è stata contrassegnata da alcuna linea volutamente, proprio perchè non era possibile per via della nevicata fortemente altimetrica. Il dato minimo è di 4 cm a Briona (NO) mentre quello massimo di 70 cm al Ponzone Bric Berton (AT) 773 m e alle Capanne Marcarolo (AL) 780 m tuttavia registrati da un nivometro automatico dell’Arpa Piemonte e perciò trattasi dell’altezza massima al suolo a fine evento.

Cliccando sulla cartina la potete trovate a dimensione maggiori.


Nevicata del 31 gennaio ed 1-2 febbraio

Analisi didattica
Inaspettatamente la nevicata si è protratta per ben 3 giorni con quasi ulteriori 30 cm sul capoluogo astigiano. Le prime deboli precipitazioni cominciano intorno alle ore 12 del 31 gennaio 2012, assumendo caratteri di bufera grazie alla ventilazione orientale. Rispetto al precedente evento inoltre, le temperature si mantengono negative per tutta nevicata, senza particolari differenza fra periferia e centro o tra città e campagna. La causa di questa seconda fase perturbata è dovuta ad una nuova saccatura atlantica da nord-ovest, alimentando la depressione giunta il giorno 28, che si era nel frattempo spostata verso sud-est:

Il giorno 1 febbraio era attesa una pausa delle nevicate, in realtà limitatamente ad Asti ed Alba non andò così, a causa delle correnti da est troppo blande che non riuscivano a sospingere le precipitazioni verso la provincia di Cuneo; perciò i nuclei sono rimasti stazionari interessando principalmente le città di Asti e Alba (CN) e le zone limitrofe. Tra la notte del 1 e del 2 febbraio, grazie alla ritornante del fronte giunto il 31 gennaio, le precipitazioni hanno subito un’intensificazione e terminando intorno alle ore 8 del 2 febbraio 2012.

Descrizione dell’evento in Piemonte con dati e foto
Una foto scattata alle ore 15.00 nella periferia nord di Asti, quando le precipitazioni tendevano a divenire quasi moderate con raffiche di vento comprese tra 20 e 25 km/h da NE; grazie alla temperatura negativa in pochi minuti la neve ha attecchito al suolo:

Qui trovate alcune foto scattate il 31 gennaio 2012 in città ad Asti, in diversi momenti, le prime la sera, le altre all’inizio della nevicata: link

Di seguito invece 3 video, i primi due realizzati durante le fasi iniziali della bufera, l’ultimo la sera del 31 gennaio 2012:

Nevicata Asti 1 febbraio 2012, inizio della bufera – 1

Nevicata Asti 1 febbraio 2012, inizio della bufera – 2

Nevicata Asti 31 gennaio 2012, la sera

E per finire in questa slideshow sono presenti alcune foto della nevicata il 1 febbraio 2012 ad Asti città: link

La nevicata seppur con momenti di debole intensità è continuata per quasi 45 ore. Il bilancio finale è di 27 cm di neve farinosa con l’equivalente in pioggia di 16.2 mm. Evento interamente con temperature negative comprese tra -2 e -4°C. Questa volta l’accumulo è risultato omogeneo tra città e collina, ad Asti al suolo si rilevano 40 cm, in Val Rilate a soli 2 km dalla città poco oltre il mezzo metro. Anche le città novaresi, che avevano ricevuto poca neve nell’evento del 28-29 gennaio, vengono imbiancate da circa 25 cm. Sulla dorsale alessandrina del Monferrato la nevicata è accompagnata da raffiche fino a 45-50 km/h, con accumuli eolici anche di 2 metri e diversi disagi anche per le strade non più praticabili. Di seguito due foto scattate a Pietra Marazzi (AL) a 200 m il 2 febbraio, nella seconda una strada asfaltata si è ridotta ad uno stretto passaggio percorribile a piedi:

Ancora abbondanti le nevicate sull’Appennino Ligure: la situazione a fine nevicata il 2 febbraio in uno scatto della webcam sita presso il Monte Poggio (SV) a 846 m (in totale 76 cm su tavoletta: 3 cm il 30, 23 cm il 31, 37 cm l’1, 13 cm il 2):

Le due foto che seguono sono scattate ad Antignano, nel sud-ovest della provincia, con circa 60 cm di neve al suolo la sera del 2 febbraio:

Ecco un’immagine del satellite MODIS del 3 febbraio che mostra, grazie al cielo sereno, buona parte del Nord-Italia imbiancato:

Riportiamo un articolo tratto dal giornale ”La Stampa”, pubblicato sulla pagina di Asti il 1° febbraio 2012.

La mattina del 5 febbraio in Piemonte cadono fiocchi inaspettati che non creano accumuli, ma con cielo poco/parzialmente nuvoloso o addirittura quasi sereno; il tutto però avviene con le straordinarie temperature di -13/-14°C localmente. Ecco la spiegazione del fenomeno secondo Nimbus: “Uno strato di nubi molto basse si è formato nella seconda parte della notte sulla pianura piemontese e nel primo mattino ha provocato locali e lievi “sfiocchettate”. Tale fenomeno è favorito dalle temperature molto basse che consentono a una nube poco spessa e nemmeno troppo compatta ed estesa di precipitare. Talora in condizioni ancora più rigide il vapore acqueo riesce a cristallizzare in aghi di ghiaccio e precipitare anche in assenza di nuvolosità e con cielo sereno, fenomeno questo che si osserva maggiormente nei climi subpolari e polari”.

Vi rimandiamo ora al breve articolo sulla bufera di neve che ha colpito la città di Asti il 10 febbraio: CLICCA QUI.


Paolo Faggella & Luca Leucci

1 Comment

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