Breve articolo riguardante il colpo di coda dell’inverno 2011-2012, durante il quale si ha la ricomparsa della neve anche in pianura e accumuli considerevoli sulle colline e in Appennino.

Analisi sinottica
Come ogni inverno, era ormai atteso l’ultimo peggioramento che avrebbe riportato al nord-ovest condizioni invernali, il classico colpo di coda. Tra il 5 ed il 6 marzo 2012, grazie ad una ritirata dell’anticiclone delle Azzorre, una goccia fredda si è diretta verso il bacino del Mediterraneo, creando un minimo sul Mar Ligure, che avrebbe portato pioggia e neve, specialmente sul Piemonte meridionale.

Nella giornata 5 marzo le prime nuvole interessano il nord-ovest, con anche locali e deboli fenomeni temporaleschi. A causa della mitezza dei giorni precedenti con massime over 20°C (ricordiamo i 26.6°C di Cuneo registrati il 29 febbraio 2012, record ufficiale assoluto), con l’arrivo delle precipitazioni nelle prime ore di lunedì 6, la neve è tornata a cadere oltre i 1500 m sull’Appennino alessandrino, a 1300 m sulle Alpi torinesi e solo localmente più in basso. Grazie però all’arrivo di correnti più fresche da est, la temperatura ha subito un drastico calo fino a 0/1°C in pianura nella notte fra il 5 e il 6 marzo. Ad Asti la neve cade per circa 2 ore con leggero accumulo nel cuore della notte, successivamente la quota neve subisce un graduale rialzo fino ai 350 m. Notevole il bilancio finale riguardante le zone appenniniche alessandrine, dove si sono toccati i 50 cm a 700 m e i 20 cm a 350 m! Nella carta soprastante potete apprezzare la goccia fredda presente sulla Francia e il minimo sul Ligure, che interagiscono con il nucleo di aria gelida a est, sulla Polonia.

Descrizione dell’evento con dati e foto in Piemonte e parte della Liguria
Nell’alta Langa astigiana, come sull’Appennino Ligure, già poco dopo il mezzogiorno del 5 marzo le precipitazioni da pioggia tramutano in neve, ma essendo le stesse decisamente più deboli rispetto all’Alessandrino, l’accumulo nevoso al suolo risulta decisamente inferiore. Nell’immagine sottostante uno scatto della webcam del Monte Poggio (SV) a 846 m alle 14.45: la pioggia è appena girata in neve, ma grazie alle forti precipitazioni la neve comincia a depositarsi al suolo:

Sulle colline alessandrine a ridosso dell’Appennino la quota neve scende già a 200 m alle 16.30 circa, aiutata anche dalle precipitazioni intense. Già nel pomeriggio ad Alessandria si segnalano ”splatters” in mezzo alla pioggia, ma nonostante questo in città non riuscirà a girare in neve in serata. Nell’Astigiano si osserva una pausa precipitativa di qualche ora, successivamente le precipitazioni riprendono fino a portare alle 20.30 qualche fiocco di neve misto a pioggia sulle colline a sud del Tanaro dai 300 m, mentre verso la mezzanotte inizia a nevicare anche sulla città di Asti.

La temperatura non riesce a scendere sotto lo zero nemmeno in collina a 300 m, infatti Montaldo Scarampi (AT) a 298 m registra un valore minimo di 0.0°C, Castagnole Lanze (AT) a 383 m scende -0.5°C. Fa eccezione solamente il fondovalle di Castell’Alfero (AT) a 140 m dove la minima è di -0.1°C. Alle 4.30 a causa di un’impennata della temperatura la pioggia sostituisce la neve in città, mentre la quota neve risale oltre i 300 m al primo mattino: a Mongardino alle 7.30 con una temperatura ancora intorno ai +2°C, la neve è mista a pioggia, con un accumulo di 8 cm, mentre più in basso a 215 m a San Marzanotto si rilevano 3 cm.

Nella bassa Langa astigiana a Loazzolo 450 m l’accumulo è stato di 16 cm, mentre a pochi chilometri nel paese di Castino (CN) a 540 m sono caduti 22 cm. Sempre nella Langa cuneese a Diano d’Alba 450 m, che vediamo nella foto a lato al mattino del 6 marzo, si rilevano circa 15 cm. Anche nel fondovalle albese si osserva una discreta nevicata: ad Alba a 170 m si sono rilevati 3 cm e 2 cm nella Valle Tanaro a Guarene a 154 m.

Anche il Monferrato sperimenta la ricomparsa della neve: nella provincia di Alessandria solo qualche fiocco senza accumulo, mentre in provincia di Asti gli accumuli sono risultati molto maggiori: spiccano i circa 15 cm accumulati ad Albugnano (AT) a 550 m, così come sulla collina torinese oltre i 600 m.

Alla fine della nevicata, come spesso accade, si rivela ottima la prestazione delle zone appenniniche alessandrine ed in generale della provincia di Cuneo, anche se quest’ultima ha ricevuto meno precipitazioni del previsto, specie fra Cebano e Monregalese. Al suolo sull’Appennino Ligure sono caduti 60 cm ai Piani di Carrega (AL) a 1245 m, 80 cm alle Capanne di Cosola (AL) a 1550 m, 40 cm a Bric Berton (AL) a 773 m. Di seguito riportiamo il grafico dell’altezza del manto nevoso registrato a Capanne di Marcarolo (AL) a 780 m, dove sono caduti 58 cm in 19 ore:

Notevole anche l’immagine della webcam del Monte Poggio (SV) a 846 m a fine nevicata, dove si sono accumulati su tavoletta 55 cm, poco meno al suolo:

Da segnalare anche il vento sostenuto sulle zone appenniniche, come si può notare dal grafico del Ponzone Bric Berton (AL) a 773 m, che mostra l’andamento della velocità media del vento e la sua direzione:

A Silvano d’Orba e ad Ovada a 180 m gli accumuli finali risultano intorno a 10 cm; anche nelle basse valli genovesi sono risultati interessanti, a Rossiglione a 300 m la coltre nevosa ha raggiunto una ventina di centimetri.

La webcam di Basaluzzo (AL) a 130 m al mattino del 6 marzo: si nota il paesaggio imbiancato da circa 2 cm di neve:

Avvicinandosi sempre più alle colline, gli accumuli aumentano; di seguito proponiamo alcune foto scattate dall’utente ”Matteorob” del forum Meteonetwork nell’Alessandrino meridionale, nella mattinata del 6 marzo. La prima ritrae le campagna intorno a Novi Ligure, dove a 180 m di quota si rilevano 3 cm di neve:

Tra Serravalle e Gavi a 220 m di quota ci sono circa 10 cm di neve:

In queste foto siamo a Bosio a 340 m di quota, dove (in paese) sono stati rilevati 22 cm. Poco più in alto, al Bric Castellaro (415 m), il nivometro dell’Arpa Piemonte rileva 24 cm [grafico]:

Nei dintorni di Bosio a 370 m di quota:

La strada provinciale per le Capanne Marcarolo, ancora nei dintorni di Bosio a 450 m di quota:

Di seguito lo scatto della webcam di Prato della Cipolla (GE) a 1585 m il mattino del 7 marzo, dove sono caduti circa 80 centimetri:

Nel savonese e nella parte appenninica dell’alessandrino più occidentale gli accumuli si sono rivelati minori: sul Monte Settepani a 1375 m in provincia di Savona, il peggioramento apporta circa 35 cm di neve fresca, con temperature fino a -5°C:

Ottima prestazione anche per il cuneese, alle terme di Valdieri a 1390 m cadono oltre 50 cm di neve che si vanno a sommare al manto preesistente:

Anche in Valle Po cade alla stessa quota si registra circa mezzo metro di neve: lo può dimostrare lo scatto della webcam di Crissolo (CN) a 1350 m, nel primo pomeriggio del 6 marzo a nevicata ormai quasi conclusa:

A Cuneo città cadono circa 10 cm di neve su tavoletta in totale, di seguito uno scatto della sera del 6 marzo:

Alla media quota, Vignolo (CN) a 670 m ha accumulato 20 cm (anch’essi come a Cuneo su tavoletta).

Dal punto di vista pluviometrico i dati notevoli della provincia alessandrina sono notevoli: spiccano in particolar modo i dati di Cuccaro (Rete Agrometeo) che accumula in totale 98.2 mm (77.0 mm il 5 e 18.2 mm il 6) e quello di Pietra Marazzi (Amatoriale) che accumula in totale 91.4 mm, località entrambe sulle colline del Monferrato. Vengono eguagliati solamente dall’Appennino, dove il bilancio finale è prossimo a 100 mm. Ecco il grafico delle Capanne Marcarolo (AL).

Ad Asti a seconda delle zone gli accumuli sono compresi tra 45 e 50 mm. Ad Asti nord, in periferia a 155 m, si registrano i seguenti dati termo-pluviometrici:

  • 5 marzo: +2.0°C / +9.5°C – 30.6 mm
  • 6 marzo: +0.7°C / +7.4°C – 19.6 mm

In città invece (zona Don Bosco) a 156 m:

  • 5 marzo: +2.0°C / +10.2°C – 26.3 mm
  • 6 marzo: +1.1°C / +7.6°C – 18.7 mm

In entrambi casi la neve è ricomparsa tra le 24 e le 2 di notte, imbiancando leggermente prati e auto: sulle superfici più fredde sono stati riscontrati accumuli inferiori al cm (0.5 cm)

Paolo Faggella & Luca Leucci

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