Analisi dell’evento
L’unico evento degno di nota del primo mese del 2012 è stata l’irruzione di aria fredda da est, che ha esaltato al massimo le caratteristiche continentali della pianura Padana. A partire dal giorno 15, quando l’aria fredda ha raggiunto la nostra città, la pianura è rimasta avvolta da una fitta nebbia che, grazie alle temperature inferiori allo zero, ha creato i presupposti per estese galavernate e nevicate chimiche. 

In montagna invece temperature miti ed oltre la media. Situazione immutata fino al 19 gennaio, quando un blando fronte atlantico ha portato nubi su tutto il nord facendo dissolvere le nebbie. Il giorno 20 gennaio, mentre le Alpi valdostane venivano imbiancate da uno dei tanti sfondamenti da nord-ovest, il fohen ha finalmente ripulito l’aria dagli inquinanti, regalando localmente anche temperature intorno ai +20°C.

 

 

Qual è la differenza tra la galaverna e la neve chimica?

La ”galaverna”, il cui nome scientifico è nebbia congelante, è semplicemente il congelamento delle goccioline d’acqua allo stato sopraffuso, che la nebbia stessa rilascia sulle varie superfici. Questo fenomeno è presente perciò solamente in caso di nebbia e se la temperatura è inferiore allo zero. Può essere anche influenzato dalle emissioni industriali avendo queste una buona quantità di vapore acqueo al loro interno. Aumentando l’umidità dell’aria, aumentano di conseguenza anche le goccioline che si andranno a depositare sulle superfici congelando e dunque l’intensità del fenomeno.

Il termine “neve chimica” viene spesso usato al posto di “galaverna” ed indica una precipitazione di minuscoli aghi di ghiaccio, causata da una condizione di sovrassaturazione dell’aria e soprattutto dalla presenza di nuclei di congelamento. Tali nuclei sono generalmente sostanze prodotte dalle emissioni industriali che fungono da aggregante e formano il micro-cristallo di ghiaccio stesso. Viene chiamata con il termine di “neve chimica” proprio perchè è causata dai fumi industriali e non. Questo fenomeno può produrre accumuli degni di nota (anche oltre i 5 cm) ed è più probabile dove sono presenti grandi aree industriali.

Analizziamo ora quanto avvenuto nella nostra provincia con dati e foto.

La giornata del 14 è la prima caratterizzata dalla nebbia con massime ovunque poco superiori allo zero, mentre il giorno 15 la nebbia diviene più fitta e si osserva la prima estesa galavernata in città, con massime negative, facendo registrare la prima giornata di ghiaccio (temperature pari o inferiori a 0.0°C) della stagione invernale 2011/2012. Solo nell’estremo nord-ovest della provincia ed in Alta Langa il sole fa capolino: ben +6.8°C a Loazzolo a 403 m, che risulta la località più mite. Il valore minimo viene registrato a Buttigliera con  -8.4°C, mentre la massima più bassa proprio ad Asti (-1.3°C presso la Centralina Gaia, nella zona orientale della città a 115 m).

Di seguito si può apprezzare la situazione della nebbia in Piemonte grazie ad uno scatto del satellite: si notano bene le colline più settentrionali del Monferrato, la collina torinese e le Langhe non interessate dalle nebbie.

Qui trovate una slideshow con le foto (scattate ad Asti) del 15 gennaio: link

Nel seguente link trovate un breve video di un momento di massima intensità della galaverna, tanto che sembra una nevicata: link

Lunedì 16 la nebbia interessa anche le Langhe astigiane, non risultano coinvolte una parte delle colline del Monferrato (Albugnano registra una massima di +4.5°C a 420 m), l’intera collina torinese e le basse colline del Roero. La località più fredda nel pomeriggio è San Damiano con una massima di -3.3°C.  All’alba invece laddove non sono presenti le nebbie, la temperatura riesce a calare in modo deciso avvicinandosi alla soglia dei -10°C: Castelnuovo Don Bosco a 352 m tocca i -9.5°C. Grazie anche all’aumento degli inquinanti in varie città della Pianura Padana si registrano fenomeni di neve chimica.

Qui trovate una slideshow con le foto (scattate ad Asti) del 16 gennaio: link. Nonostante non ci siano stati fenomeni rilevanti, grazie alle basse temperature del giorno precedente, la galaverna si è in parte conservata.

Nel pomeriggio di martedì 17/01 la nebbia si dissolve per poche ore ad Asti, lasciando spazio al sole. Sulle colline più settentrionali del Monferrato dove anche durante la notte il cielo rimane sereno, la temperatura sfiora nuovamente -10°C: ben -9.6°C registrati a Castelnuovo Don Bosco 352 m (Rete Agrometeo). Nel pomeriggio invece la località più mite è nuovamente Loazzolo a 403 m, dove la massima si spinge fino a +7.6°C. Calosso invece (Rete Agrometeo) è risultata la più fredda con una massima di -0.7°C.

Si segnala inoltre un’isolata nevicata chimica nella zona di Chivasso con accumuli fino a 3 cm ed una meno significativa a Vercelli con accumuli di circa 1 cm. Dall’immagine sottostante del satellite MODIS scattata nel primo pomeriggio si può notare la nebbia in diradamento sull’Astigiano, mentre continua a persiste sulla pianura a sud di Torino, nell’Alessandrino ed in parte delle pianure vercellesi e novaresi.

Qui trovate una slideshow con le foto (scattate ad Asti) del 17 gennaio: link

Mercoledì 18 la nebbia regala nuovamente una spolverata di galaverna sulla città di Asti tra la notte ed il primo mattino, mentre a metà mattina una nevicata (neve chimica) interessa la periferia della città con depositi di 0.5 / 1 cm. La località più fredda al mattino grazie ai cieli sereni è Castelnuovo Don Bosco con una minima di -8.6°C, la massima più bassa viene registrata nuovamente a Calosso con -3.1°C. +8.5°C di massima a Loazzolo nel pomeriggio che si riconferma come una delle località più miti durante questa fase.

Qui trovate una slideshow con le foto (scattate ad Asti) del 18 gennaio: link

Giovedì 19, ultima giornata di questa parentesi fredda, una notevole nevicata chimica interessa la periferia di Alessandria, con accumuli anche di 5 cm (2 cm a Spinetta Marengo). Castelnuovo Don Bosco 241 (Amatoriale) si riconferma la più fredda della provincia con un minima di -6.8°C, mentre nel pomeriggio la più calda risulta essere Mombaldone con una massima a doppia cifra di +10.5°C. Nel pomeriggio grazie al sole ovunque la temperature si porta in territorio positivo, ad eccezione di San Damiano che registra un valore massimo di 0.0°C, riuscendo perciò a completare anche la 5° giornata di ghiaccio consecutiva (dal 15 al 19 gennaio). Di seguito due foto della nevicata chimica nel quartiere Orti del capoluogo alessandrino. (Foto: Matteo Robbiano)

Uno scatto della webcam di Basaluzzo (AL) nella pianura alessandrina la mattina del 19 gennaio.

Qui trovate una slideshow con le foto (scattate ad Asti) del 19 gennaio: link

Di seguito invece una tabella con gli estremi di temperature registrati delle stazioni meteo presenti ad Asti dal 15 al 19 gennaio 2012:

Asti est Valterza, 115m (Gaia) Asti sud Tanaro, 117m (Arpa P.) Asti nord Viatosto, 155m (Amatoriale) Asti nord città, 156m (Amatoriale) Asti nord Viatosto, 175m (Arpa P.)
15/01/12  -3.9°C / -1.3°C   -3.4°C / -1.2°C      -4.3°C / -0.8°C    -4.1°C / -0.2°C    -4.1°C / -0.5°C
16/01/12  -4.1°C / -2.1°C    -3.5°C / -1.6°C       -3.4°C / -2.0°C    -3.0°C / -1.0°C    -3.7°C / -1.7°C
17/01/12  -5.7°C /+0.1°C   -5.1°C / +0.7°C      -6.2°C / +1.5°C    -5.6°C / +2.5°C    -5.9°C / +1.6°C
18/01/12  -5.9°C / -2.7°C   -5.1°C / -2.4°C      -5.7°C / -2.0°C    -5.2°C / -1.7°C    -5.8°C / -2.0°C
19/01/12  -4.9°C /+0.6°C   -4.8°C / +0.7°C      -5.2°C / +1.3°C    -4.7°C / +2.0°C    -5.5°C / +1.6°C


Concludiamo con un grafico della stazione presso il nostro osservatorio a 500 m da Viatosto, raffigurante l’andamento della temperatura e del DewPoint tra il 15 ed il 19 gennaio.

Luca Leucci & Paolo Faggella

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