Breve articolo riguardante le numerose supercelle nate l’8 luglio 2011 in Piemonte.

Analisi

La responsabile dei diversi temporali sul Nord-Italia, anche violenti, che si sono formati tra la metà del pomeriggio e le prime ore della serata dell’8 luglio è una saccatura posizionata sulle Isole Britanniche, la quale ha interessato parzialmente la penisola italica inviando correnti umide sud-occidentali. Le previsioni evidenziavano già la possibilità che potessero avere luogo fenomeni violenti quali supercelle, forti venti e pericolose grandinate ed infatti non sono state smentite.

Un primo temporale si genera non lontano da Casale Monferrato e procede verso NE tra Vercellese e Pavese, per poi entrare nella pianura a sud di Novara. Le precipitazioni sono piuttosto intense, a fondoscala dal radar, e si notano anche evidenti rovesci di grandine. Cerano con 30.0 mm è la località del Novarese più colpita da questo intenso temporale rivelatosi essere una supercella, la prima della giornata.

Di seguito alcune fotografie scattate dalla stormchaser Valentina Abinanti, che ha seguito il temporale: tutte le foto sono state scattate da Trecate (NO) e nella prima si può anche osservare un funnel, mentre nelle restanti due le bande di grandine biancastre con il temporale che si allontana verso il Milanese, lasciando intravedere un timido arcobaleno (fonte foto: link).

Giunge successivamente sulla città di Milano, producendo un nuovo funnel, facilmente distinguibile insieme alla wall cloud nei seguenti due scatti di una webcam della città; subito dopo essersi allontanata dal capoluogo milanese perderà intensità.

Intanto lungo la pedemontana torinese si erano generati nuovi nuclei temporaleschi, uno dei quali andrà a costituire la più violenta supercella della giornata. Dopo aver interessato la città di Torino intorno alle 17, senza causare alcun danno e con accumuli pluviometrici non eccessivi, prosegue il suo percorso lungo la collina di Torino colpendo Pino Torinese, dove si sono accumulati 23.8 mm e si è registrata una raffica massima di vento di 73.8 km/h, per poi entrare nel nord-ovest della provincia di Asti. Ecco il temporale visto dalla webcam di Basaluzzo (AL) nella pianura alessandrina, quando ancora era nel territorio torinese con precipitazioni già a fondoscala secondo il radar.

A Castelnuovo Don Bosco si registra l’accumulo più elevato  lungo con 44.7 mm caduti in poche decine di minuti e insieme a Buttigliera d’Asti si contano i maggiori danni, causati dalla grandine. A creare più disagi però è stato il vento. A Buttigliera, interessata solo parzialmente dal temporale, una stazione Arpa rileva raffiche di vento fino a 82.8 km/h e un accumulo di 22.0 mm.

I maggiori danni si contano in particolare nel piccolo comune di Capriglio di soli 300 abitanti, dove il downburst ha spezzato e sradicato centinaia di alberi, causando l’isolamento di alcune frazioni limitrofe. Vedendo le numerose piante abbattute, la velocità del vento ha superato senza dubbio la soglia dei 100 km/h, ma non si esclude che localmente si sia potuta avvicinare anche ai 150 km/h. Le seguenti due foto sono state scattate nella frazione di Capriglio più colpita dal passaggio della supercella, Bacolla: sorge addirittura il dubbio che ci possa essere stato un episodio tornadico, perchè si nota un gran numero di alberi scorticati, come se fossero stati risucchiati dal vortice del tornado. Tuttavia non c’è alcuna foto che possa testimoniare questo evento e, anche se il temporale è stato seguito da Asti, non si è notata nemmeno la formazione di un funnel. Viene dunque da pensare che si sia trattato di un downburst molto potente, che può anche aver tranciato di netto gli alberi invece che abbatterli e che le raffiche lineari abbiano toccato, solamente in questa limitata zona, velocità superiori ai 150 km/h. (Fonte 1° foto: TG1, fonte 2° foto: link).

Ecco la testimonianza del padre di una famiglia che si trovava in una casa della frazione Bacolla la sera del disastro: “Ieri qui sembrava la fine del mondo… un vento che ti portava via, ci siamo chiusi tutti in casa pregando che le pareti tenessero. Dalle finestre vedevo solo più alberi che cadevano da ogni parte ed aspettavo da un momento all’altro che finissero anche sulla nostra casa. Quando era tutto finito non sapevo cosa fare. Dovevo dare l’allarme, dire che la strada era tutta bloccata dalle piante e che tante altre erano pericolanti, ma la linea del telefono fisso era stata strappata da una quercia e qui i cellulari non prendono. Mi sono arrampicato sul tetto della mia casa e di lì, cercando quel po’ di segnale che bastava, ho chiamato i vigili del fuoco” (fonte: La nuova Provincia).

 

Questa foto è stata scattata appena tre giorni dopo il passaggio della supercella su Capriglio, e se la confrontiamo con le due postate sopra, può far sorgere il dubbio che gli altri scatti ritraggano il luogo di un episodio tornadico ma, come abbiamo già detto in precedenza, il tornando con molte probabilità non si è verificato. Qui gli alberi risultano spezzati e quelli che sono riusciti a stare ancora in piedi sono evidentemente piegati (foto: Paolo Faggella).

Nelle seguenti due fotografie riprese dalla città di Asti osserviamo la struttura della violenta supercella: notiamo il mesociclone con la grande wall cloud alla quale è legata una tail cloud (non propriamente formata nella seconda foto dove sono presenti dei fractus). (Foto: Paolo Faggella).

Dopo il transito di questo violento temporale, si forma una terza supercella sulla pianura vercellese nei pressi di Crescentino, che notiamo nel radar come un nucleo giallo/arancione, perciò con precipitazioni meno intense delle due precedenti. La struttura viene ripresa dalla bravissima Valentina Abinanti che, dopo aver abbandonato il temporale sul Novarese, si è diretta in loco: nella prima foto vediamo il particolare della wall cloud, mentre nella seguente l’intero temporale con la nube a muro ed un funnel che scende da questa (fonte foto: link).

Concludiamo l’articolo con l’animazione del radar che mostra parte del percorso delle tre supercelle:


Paolo Faggella

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Vai alla barra degli strumenti