L’inverno 2020, rispetto alle annate precedenti, è stato caratterizzato da alcuni periodi forieri di nevicate, specialmente sui settori meridionali del basso Piemonte, tra Appennino, Langhe e basso alessandrino; sul Roero e soprattutto sul Monferrato invece le nevicate sono risultate di minore entità, con accumuli al più entro la norma. Nel seguente articolo troverete un’analisi sui principali eventi verificatisi durante il trimestre invernale.

 

1° fase perturbata, 1-5 dicembre 2020: nevicate diffuse in pianura sul Basso Piemonte, abbondanti a quote collinari

Dopo un mese di novembre mite e secco, dicembre si apre subito all’insegna dell’inverno; una goccia perturbata favorisce il simultaneo ingresso di aria fredda da est e l’attivazione di una ciclogenesi sul Ligure, creando i presupposti per nevicate fino a quote di pianura dalla tarda serata del giorno 1 dicembre. Un secondo impulso è atteso fra la serata del 3 e la mattina del 4 dicembre, in seno a correnti libecciali che premieranno soprattutto i settori dell’Alessandrino, dove in pianura fra Novese, Tortonese e Ovadese si raggiungono anche i 20 cm.

Infine, l’ultimo impulso giunge durante la mattinata di sabato 5 dicembre, ancora una volta sostenuto da correnti libecciali: sarà l’inizio delle nevicate record sulle Alpi centro-orientali, mentre nel Basso Piemonte il limite neve subisce un graduale incremento fino a 500 m tra Astigiano, Langhe e Roero nella serata del 5 dicembre; complici le maggiori precipitazioni e una tenuta migliore del freddo nei bassi strati, la neve cade ancora in pianura sull’Alessandrino centro-meridionale (Tortona, Novi Ligure, Gavi, Ovada).

Animazione completa della fase perturbata sviluppatasi durante i primi giorni di dicembre; abbiamo evidenziato i tre momenti cruciali per le nevicate al nord-ovest.

Il primo impulso instabile sviluppatosi fra i giorni 1 e 2 dicembre premia le Langhe ed i settori collinari a sud del Tanaro della provincia di Asti; più penalizzato risulta l’Alessandrino di pianura dove, complici precipitazioni più deboli ed un locale richiamo mite da nord-est nei medio-bassi strati dell’atmosfera, gli accumuli sono risultati irrisori o quasi completamente nulli: localmente nell’Ovadese, sui settori prossimi al confine con la Liguria, è il gelicidio il vero protagonista dell’evento.

Locale fenomeno di gelicidio a Molare (AL) nei pressi di Ovada: il gelicidio, definito anche “pioggia congelantesi”, si manifesta quando una precipitazione liquida giunge al suolo dove la temperatura è inferiore allo zero. Questo comporta il congelamento della pioggia sulla vegetazione e sulle superfici esterne, con grandi rischi per la viabilità.

Durante questo primo impulso, la nevicata ha assunto caratteristiche fortemente altimetriche con notevoli differenze di accumulo tra la pianura e la collina: in particolare nel comune di Asti i depositi variano dai 4 cm del centro città, ai 6.5 cm misurati al nostro osservatorio in zona Ospedale, fino ad un’altezza di 19 cm in frazione San Marzanotto (215 m) sulle prime colline a sud del Tanaro, ad appena 4 km in linea d’aria dal centro urbano (altri accumuli: Cassinasco 33 cm, Calosso 25 cm, Costigliole d’Asti 20 cm, Vigliano 15 cm).

Frazione Annunziata di Castagnole Lanze (AT, 350 m) con circa 23 cm di neve al suolo il 2 dicembre 2020 (foto di Enrico Musto dal nostro gruppo Telegram).

Spostandosi ulteriormente verso sud gli accumuli crescono ancora: 33 cm a Cassinasco (AT, 415 m) sulla Langa Astigiana il 2 dicembre, foto di Davide Arzu dal nostro gruppo Telegram.

La nevicata dell’1/2 dicembre apporta 39 cm a Bandita di Cassinelle (AL) nell’entroterra Ovadese a 536 m (foto di Miro Torrielli).

Oltre 30 cm il 2 dicembre 2020 a Castiglione Tinella (CN) in frazione San Carlo a 480 m sulle Langhe (foto di Stefano Salvatore).

Accumuli prossimi al mezzo metro in Alta Langa a Feisoglio (sinistra, foto di Eliana Littaru) e Levice (destra, foto di Silvana Vero). Nella vicina Murazzano si rilevano 40 cm, come anche a Mombarcaro e Roccaverano.

Terminato il primo impulso instabile, la giornata del 3 dicembre 2020 trascorre all’insegna del bel tempo in collina, mentre sulle zone di pianura insiste per tutta la giornata la nebbia, con massime prossime agli 0°C: la località più fredda del Piemonte di pianura è San Damiano d’Asti con una massima di appena 0.4°C; dalla serata peggiora nuovamente, con le prime deboli nevicate già a quote di pianura segnalate tra Astigiano e Alessandrino.

Splendida veduta aerea delle Langhe con il castello di Grinzane Cavour durante la temporanea fase stabile del 3 dicembre 2020, in cui si verificano ampie schiarite sulle Langhe; persiste invece una coltre nebbiosa su pianure e fondovalle tra Astigiano ed Alessandrino (foto di ”Eddyzax” dal nostro gruppo Telegram).

Durante la giornata del 4 dicembre nuove nevicate interessano il Basso Piemonte: questa volta è il Basso Alessandrino a ricevere i maggiori apporti nevosi con accumuli di 15-25 cm in pianura fra Tortonese, Novese, Acquese ed Ovadese (27 cm ad Ovada); 8 cm ad Alessandria, 7 cm ad Asti, 10-15 cm tra Monferrato ed Albese e 15-20 cm sulle Langhe.

Fitta nevicata a Novi Ligure durante la mattina del 4 dicembre con 20 cm freschi (foto di Matteo Cermelli).

Novi Ligure (AL) con circa 25 cm freschi (a sinistra, foto di Paolo Acorte) e Pietra Marazzi con 18 cm (a destra, foto di Matteo Robbiano).

Ulteriori 30 cm di neve fresca a Bandita di Cassinelle nell’entroterra Ovadese (536 m) dopo già l’abbondante nevicata di due giorni prima: il manto nevoso comprensivo dei due eventi supera il mezzo metro al suolo (foto di Miro Torrielli).

Il paese di Roccaverano (AT) a 750 m il pomeriggio del 4 dicembre 2020: la neve in totale raggiunge i 40 cm (foto di Manuela Garrone).

Durante la giornata del 5 dicembre si assiste all’ultima recrudescenza del maltempo, con una situazione estremamente didattica: in tarda mattinata la neve torna a cadere umida fino in pianura, ma tra Astigiano, Langhe e Roero la quota neve subisce un graduale rialzo nel pomeriggio. Nel frattempo sull’Alessandrino centro-meridionale resiste una sacca fredda nei bassi strati che consente alla neve di cadere a quote di pianura anche in serata e, mentre ad Asti piove e nevica solo dai 400/500 m sulle Langhe, la neve imbianca Alessandria città e deposita altri 5/10 cm fra Tortona, Novi, Gavi e Ovada.

Sacca fredda nei bassi strati sull’Alessandrino ben evidenziata dal modello ICON-D2 a 2.1 km: su questa ristretta area lo zero termico si mantiene prossimo al suolo (colore azzurro scuro), mentre appena più a ovest tra Astigiano e Cuneese raggiunge 800/1000 m (colore verde) non consentendo al fiocco di raggiungere le pianure.

Fitta nevicata nel pomeriggio a Novi Ligure (destra, foto di Simona Ferrari dal nostro gruppo Telegram) ed in serata a Tortona (foto di sinistra); localmente in Valle Scrivia cadono fino a 10 cm freschi.

In Alta Langa la neve continua a cadere abbondante dai 500 m fino alla notte tra il 5 ed il 6 dicembre: a fine evento i nivometri automatici dell’Arpa Piemonte rilevano un’altezza massima del manto nevoso di 48 cm a Priero (Langa Cebana, 610 m) e 47 cm a Feisoglio (CN, 770 m). La neve fresca effettivamente caduta sull‘Alta Langa dall’1 al 5 dicembre è prossima al metro: si misurano in totale 91 cm a Serole (AT) nei pressi di Roccaverano intorno a 700 m di quota.

A sinistra una foto ripresa alle 19.30 del 5 dicembre 2020 da Monica Benedusi a Mombarcaro (CN, 896 m) in cui si misurano 46 cm al suolo, tuttavia continuerà a nevicare fino alla mezzanotte, quando il manto nevoso raggiunge i 56 cm. A destra una veduta di Roccaverano (AT, 759 m, foto di Manuela Garrone): anche qui l’altezza della neve è prossima al mezzo metro come conferma una misurazione di 47 cm effettuata nella vicina Serole.

 

2° fase perturbata, 7-12 dicembre 2020: neve abbondante in Appennino, il manto supera il metro di altezza oltre i 1300 m

In questa seconda fase eccezionali nevicate colpiscono le Alpi centro-orientali, grazie ad un flusso libecciale persistente per diversi giorni; il Piemonte nel complesso si trova riparato e rimane in parziale ombra pluviometrica, ma a beneficiare di questa sinottica sono soprattutto il Verbano Cusio Ossola e l’Appennino, dal Savonese all’Alessandrino fino al tratto Tosco-Emiliano. Continuano perciò le nevicate sui settori appenninici di confine con cumulate importanti tra Alte Valli Borbera e Curone: seppur con brevi pause asciutte, si registrano precipitazioni nevose ogni giorno dal 4 al 10 dicembre. A fine evento, il 12 dicembre, il manto arriva a toccare altezze di circa 70/90 cm intorno a 1000/1200 m e di 100/150 cm oltre 1300 m: si tratta di valori probabilmente inediti, almeno negli ultimi 30 anni nel mese di dicembre.

Caldirola (Fabbrica Curone – AL, 1100 m) in Alta Valle Curone sull’Appennino Alessandrino: confronto tra due scatti della webcam all’inizio della fase perturbata (3 dicembre, circa 30 cm al suolo) e al termine delle nevicate. Si apprezza un deciso incremento del manto, che sfiora il metro nell’immagine a destra.

Caldirola (AL, 1100 m): confronto fra 2 e 11 dicembre (foto di Andrea Charlie Torrazza).

Caldirola (AL, 1110 m), 9 dicembre 2020 (foto di Andrea Charlie Torrazza).

Pian del Poggio (Santa Margherita di Staffora – PV, 1350 m), sull’Appennino Pavese a pochi chilometri dal confine con la provincia di Alessandria nei pressi del Monte Chiappo, spartiacque tra le valli Borbera e Curone (Piemonte), la valle Staffora (Lombardia) e la valle Boreca (Emilia-Romagna): la neve al suolo raggiunge il metro e mezzo di spessore (foto di Marco Tambussi e Alessandro Custolari).

Ancora Caldirola (AL, 1110 m) il giorno 12 dicembre, quando una debole precipitazione nevosa interessa la zona: qui il manto nevoso raggiunge verosimilmente gli 80 cm (foto di Andrea Charlie Torrazza).

Scatto d’altri tempi sul Monte Lesima, 1724 m sull’Appennino al confine tra province di Pavia e Piacenza; le abbondanti nevicate unite al forte vento creano accumuli eolici fino a 3 metri, rendendo necessario l’intervento di una turbina.

Una immagine del 14 dicembre fornita dal satellite della NASA al ripristino dell’alta pressione, dopo le prime due settimane perturbate. Si possono apprezzare le zone dove resiste ancora uno strato di neve al suolo a seguito delle nevicate di inizio mese: in Piemonte oltre all’Alta Langa e alla zona di Cuneo, a bassa quota risultano imbiancati il fondovalle Ossolano, il Cebano ed il Basso Alessandrino. La zona a sud di Alessandria è il punto in cui la neve si spinge alle quote più basse: sono imbiancate le pianure e i fondovalle fino a 150/200 m di quota tra Ovada, Gavi, Novi Ligure e la Valle Scrivia a sud di Tortona. Queste infatti sono le zone della Pianura Padana dove ha nevicato maggiormente a inizio mese con cumulate di neve fresca fino a 40/45 cm a quote pianeggianti.

 

3° fase perturbata, 25 dicembre 2020 – 6 gennaio 2021: nevicate diffuse in pianura, abbondanti in Alta Langa dove si sfiora il metro di neve al suolo

Si tratta della fase invernale più consistente e ricca di nevicate dell’inverno 2020-21, soprattutto in collina e sui settori meridionali, tra Langhe e Roero, con altezze al suolo fino ad un metro a quote di alta collina tra il Cebano ed il Basso Alessandrino.

Animazione del primo impulso instabile che si sviluppa durante il giorno di Natale 2020 (CFS Reanalisys, 24/12 ore 12 UTC – 26/12 ore 12 UTC): un’irruzione d’aria artica e la temporanea formazione di un minimo di bassa pressione sul Mar Ligure, favoriscono il ritorno di nevicate sui settori più meridionali del Basso Piemonte.

Il guasto del tempo comincia proprio il giorno di Natale con un afflusso di aria artica dalla porta della Bora: nonostante la direzione sfavorevole per il Nord-Ovest, nel pomeriggio di Natale si forma una bassa pressione sul Ligure che staziona in loco per qualche ora, attivando precipitazioni sul Basso Piemonte, specie tra Langhe e Basso Alessandrino. Nuove nevicate si registrano fino in pianura tra Novese, Tortonese ed Ovadese dove cadono 7 cm su fondovalle ad Ovada (186 m) e 15 cm in collina a Mornese (380 m).

Due momenti della nevicata a Novi Ligure: a sinistra nel primo pomeriggio (foto di Matteo Cermelli) e il secondo in serata (foto di Michele Meteo).

Il giorno 26, grazie a correnti da nord, ritornano condizioni soleggiate e terse: questo è un passaggio fondamentale, in quanto una volta conclusi i miti e secchi venti di foehn, le temperature calano notevolmente, con minime abbondantemente negative all’alba del 27 dicembre: -6.7°C a Saliceto (CN), -6.5°C a Villafranca d’Asti (AT), -6.2°C a Castell’Alfero (AT) e -6.1°C Baldissero d’Alba (CN). Dalla tarda mattinata del 27 dicembre sopraggiungono le prime nubi da sud, le quali rallentano la risalita termica: ad Alessandria Lobbi (AL) viene registrata una massima di -0.2°C.

Bossolasco, Alta Langa a 750 m, la mattina del 26 dicembre: circa 10 cm al suolo dopo la nevicata del giorno precedente (foto di Claudia D’berb).

Animazione del secondo impulso instabile nella giornata del 28 dicembre 2020 dovuto alla discesa sul Mediterraneo Occidentale di una vasta saccatura atlantica (CFS Reanalisys, 27/12 ore 12 UTC – 29/12 ore 00 UTC): l’attivazione di correnti da sud-ovest lascia in ombra pluviometrica i settori centro-occidentali del Piemonte, mentre le precipitazioni più abbondanti coinvolgono il Piemonte orientale, la Lombardia e l’Emilia dove si registrano nevicate abbondanti fino in pianura (15 cm in centro a Milano e 33 cm a Piacenza).

Il giorno 28 una nuova perturbazione giunge da ovest, sospinta da forti correnti di Libeccio: torna a nevicare in pianura in maniera più diffusa sul Basso Piemonte, ma ancora una volta il clou dei fenomeni interessa l’Alessandrino, dove gli accumuli raggiungono i 15-20 cm su gran parte della provincia (16 cm nel Casalese a Rosignano Monferrato e 20 cm ad Ovada). Tra Astigiano, Langhe e Roero gli accumuli risultano inferiori ai 10 cm (9 cm ad Asti, 5 cm a Diano d’Alba e 3 cm a Canelli), a causa di una parziale ombra pluviometrica sul Piemonte centro-occidentale, comune con questo tipo di correnti.

Pontecurone (AL, foto di Sergio Franzosi dal nostro gruppo Telegram) e Tortona (AL, foto di Debora dal nostro gruppo Telegram); entrambe le località raggiungono i 20 cm freschi.

Due suggestive immagini la mattina del 28 dicembre 2020: la prima a sinistra ripresa in Piazza Medici, nel centro storico di Asti con circa 9 cm di neve (foto di Marco Rinaldi), la seconda a destra scattata ad Alessandria, dove l’accumulo finale supererà i 10 cm (foto di Claudia Cellerino).

Nel pomeriggio del 28 dicembre il cielo diviene sereno ovunque, favorendo un deciso calo serale/notturno delle temperature. La mattina seguente si registrano minime localmente fino a -9/-10°C sulle pianure piemontesi:

  • -10.9°C ad Albano Vercellese (VC)
  • -9.7°C a Caluso (TO)
  • -9.6°C Castellar Ponzano (AL)
  • -9.5°C a Sezzadio (AL)
  • -9.4°C a Castelletto d’Orba (AL)
  • -9.0°C a Pontecurone (AL)
  • -8.9°C a Ceva (CN)
  • -8.6°C a Isola San Antonio (AL) e a Nizza Monferrato (AT)

Suggestiva immagine scattata alle porte di Alessandria nel pomeriggio del 28 dicembre dall’utente Nicolò del nostro gruppo Telegram: la neve favorisce un forte raffreddamento degli strati prossimi al suolo con la classica nebbia da albedo, mentre la temperatura cala rapidamente fino a -6°C.

Le giornate del 30 e 31 dicembre regalano una pausa dal maltempo con temperature tipicamente invernali, in attesa di un passaggio perturbato atteso tra 1 e 2 gennaio 2021; già durante la mattinata del primo gennaio alcune deboli nevicate interessano le pianure, seppur umide e intermittenti. La maggior parte dei fenomeni è atteso dalla tarda serata e soprattutto nella giornata del 2 gennaio 2021.

Animazione del terzo impulso instabile che si sviluppa a partire dal 1° gennaio 2021 (CFS Reanalisys, 1/1 ore 00 UTC – 3/1 ore 00 UTC): un’area depressionaria in quota incentrata sul Mediterraneo Occidentale è coadiuvata da un profondo minimo di bassa pressione che dalle Isole Baleari si sposta verso il Mar Ligure attivando correnti meridionali foriere di precipitazioni, nevose fino a bassa quota ed ancora una volta abbondanti a quote collinari sul Basso Piemonte.

Dal giorno di Capodanno ha inizio un terzo impulso instabile che darà origine ad una fase perturbata che si protrarrà in maniera continua fino al 6 gennaio: inizialmente, tra l’1 ed il 2 gennaio, le nevicata coinvolgono anche le pianure del Basso Piemonte grazie alla formazione di un minimo di bassa pressione in risalita dalle Baleari al Mar Ligure. Rispetto agli eventi precedenti, il minimo appare decisamente più invorticato e meridionale, due elementi fondamentali per comprendere ciò che avverrà dall’alba del 2 gennaio. Proprio per le caratteristiche sopra menzionate, tale depressione favorisce l’attivazione di correnti nord-orientali più miti nei bassi strati (vento di borino in gergo), in discesa dalle Prealpi lombarde verso le pianure occidentali. Tale ventilazione causerà l’erosione del “cuscinetto freddo” e si renderà responsabile della graduale trasformazione della neve in pioggia su pianure e colline del Monferrato: già nella notte del 2 gennaio la pioggia interessa i settori tra Casalese ed estremo nord astigiano, successivamente la ventilazione avanza ulteriormente verso sud, causando il passaggio da pioggia a neve anche su Asti e Alessandria alle prime ore del mattino, fino a raggiungere Alba nel primo pomeriggio. In serata la quota neve risalirà fin verso i 500 m su Langhe e basso Alessandrino, sempre per la stessa motivazione.

Per questo motivo gli accumuli nevosi risultano estremamente limitati sui settori a nord del Tanaro (Roero escluso): in particolare si depositano appena 2 cm a Montiglio Monferrato (AT, 240 m), 5 cm a Rosignano Monferrato (AL, 280 m) e 5.5 cm ad Asti. Come spesso accade in queste situazioni con richiamo mite da nord-est, si sono venute a creare importanti differenze di accumulo tra le colline a nord del capoluogo astigiano e quelle a sud alla medesima quota: dai 6/7 cm caduti nei dintorni di Viatosto (210 m) si passa ai 13/15 cm di San Marzanotto (215 m). Ben più abbondanti le nevicate sul Basso Alessandrino (26 cm ad Ovada e 58 cm a Mornese) e a quote collinari sul Monferrato Astigiano a sud del Tanaro (30 cm ad Annunziata di Costiglione), sul Roero (20/30 cm) e sulle Langhe (29 cm a Cassinasco e 49 cm a Roccaverano).

Elaborazione del modello a scala locale Arome per le ore 8 del 2 gennaio 2021: a sinistra la ventilazione prevista al suolo, a destra le temperature. Si apprezza molto bene l’area interessata dalla ventilazione mite da nord-est (con temperature al suolo di 2/3°C), responsabile della trasformazione della neve in pioggia sui settori a nord di Asti. Il confine è rappresentato proprio dal capoluogo astigiano ed in parte dal corso del fiume Tanaro: a sud è possibile notare una ventilazione di direzione occidentale e valori di temperatura più bassi (-1/0°C), tuttavia nelle ore successive le correnti da nord-est nei bassi strati si sarebbero spinte gradualmente più a sud facendo aumentare la quota neve oltre i 400/500 m anche sui settori meridionali.

I settori a sud di Alessandria resistono maggiormente al richiamo da nord-est; a sinistra circa 30 cm a Monterotondo di Gavi (foto di Paolo Acorte), a destra Ovada dove la nevicata apporterà in totale 26 cm di neve fresca (foto di Pino Giancotti).

Mornese (AL) con circa 40 cm al suolo: qui tra l’1 ed il 2 gennaio 2021 vengono misurati 58 cm di neve fresca (foto di Matteo dal nostro gruppo Telegram).

Salendo ulteriormente di quota sull’Appennino Alessandrino, tra Acquese ed Ovadese, il manto nevoso supera abbondantemente il mezzo metro a Ponzone (sinistra) e Bandita di Cassinelle (destra, foto di Miro Torrielli).

A sinistra circa 30 cm a Monforte d’Alba (CN, foto di Claudia Schmidt) e a destra Cisterna d’Asti con circa 20 cm (AT, foto di Cristina dal nostro gruppo Telegram).

Spostandoci sulle Langhe, poco meno di mezzo metro a Levice (foto di Silvana Vero a sinistra) e La Morra (foto di destra).

In Alta Langa si supera il mezzo metro; Feisoglio a sinistra e Murazzano a destra (foto di Rosy Gallo e Bruna Tomatis dal nostro gruppo Telegram)

La nevicata si esaurirà in tarda serata con un graduale passaggio a pioggia sotto i 500 m tra Langhe e Basso Alessandrino: a Diano d’Alba (CN) cadono circa 40 cm di neve, mentre in serata poco prima della mezzanotte la stazione della nostra rete a 455 m registra una massima di +1.4°C. 

Nella giornata del 3 gennaio le precipitazioni riprendono in serata dopo aver concesso una breve pausa: la causa è da ricercare in una reiterata ciclogenesi presente sul Mediterraneo Occidentale che a più riprese attiva umide correnti meridionali che interessano prevalentemente il Nord-Ovest dell’Italia. I fenomeni continuano ad intermittenza anche tra le giornate del 4 e del 5 gennaio risultando più persistenti sui settori meridionali del Basso Piemonte, dove la quota neve cala fino in pianura tra Albese, Sud Astigiano e Basso Alessandrino (6 cm ad Ovada), grazie ad un migliore mix fra precipitazioni e freddo nei bassi strati. 

Castelnuovo di Ceva (CN), Langa Cebana, la sera del 4 gennaio 2021: circa 70 cm al suolo (foto di Mariella de Vanna).

Mezzo metro abbondante a Bossolasco (foto di Flavio Brovia dal nostro gruppo Telegram) e Murazzano (foto di Francesco Tea Santoro dal nostro gruppo Telegram).

Accumuli importanti anche a Roccaverano (AT) nelle foto di Massimo Sperati.

L’indomani mattina – 5 gennaio 2021 – la nevicata riprende con grande intensità e durerà sino a sera, raggiungendo la massima altezza al suolo dell’evento. Sull’Alta Langa Astigiana e Cuneese si raggiungono spessori compresi fra 70 e 90 cm oltre i 700 m di quota: si tratta di altezze che in loco non si misuravano dal febbraio 2015. Tra Cebano e Langa Cebana invece, si sfiorano altezze di 90 cm già a 600 m e verosimilmente si supera il metro tra 700 e 900 m di quota: qui era probabilmente dal marzo 2010 che non si misuravano simili spessori.

Nevicata davvero intensa a Feisoglio, dove il manto raggiunge ormai gli 80 cm (foto di Carla Murycilo e Bruno Ulivi dal nostro gruppo Telegram).

70 cm al suolo a Cerretto Langhe (foto di Alessandro Marengo).

Mango (foto a sinistra di Denko Stefano) e Bossolasco (foto a destra di Ambra Gallinella).

Le ultime nevicate si esauriscono poco dopo la mezzanotte del 6 gennaio 2021: seguono graduali schiarite a partire dall’alba, regalando una giornata soleggiata con splendidi contrasti. 

Due foto a cura di Francesca Camera da Mombarcaro (CN), alta Langa a 896 m di quota la mattina del 6 gennaio 2021.

Tre scorci a Niella Belbo (CN) a poco meno di 800 m di quota; foto di Maurizio Sottimano.

Bossolasco (a sinistra, foto di Flavio Brovia dal nostro gruppo Telegram) e Feisoglio (a destra, foto di Francesca Camera).

Misurazioni del manto a Bossolasco (destra, foto di Sara Della Valle) e Mombarcaro (foto di Monica Benedusi dal nostro gruppo Telegram); è bene precisare che questi valori non corrispondono all’altezza massima al suolo, in quanto rilevati in tarda mattinata, quando la nevicata era conclusa ormai da diverse ore e il manto subiva già un forte assestamento.

Due vedute nuovamente da Mombarcaro la sera del 6 gennaio a cura di Mattia Morena: a sinistra si apprezzano imponenti accumuli eolici che superano il metro.

Albaretto della Torre con circa 70 cm al suolo (foto di sinistra di Sara Settimo) e in una splendida veduta aerea (foto di Riccardo Pichetta a destra).

Olmo Gentile, Alta Langa Astigiana; foto di Lorenzina Bongiovanni.

Roccaverano all’alba del 6 gennaio, alta Langa astigiana (foto di Simone Delorenzi).

Scenari alpini tra le vie di Roccaverano (AT); foto di Federica Zaffore dal nostro gruppo Telegram.

 

7-21 gennaio 2021: fase stabile, inizialmente fredda con minime di -12°C e poi mite con punte di 18°C

A seguito delle abbondanti nevicate della prima decade di gennaio, grazie ad un miglioramento delle condizioni meteorologiche, si creano le condizioni ideali per un forte raffreddamento notturno delle temperature nelle zone innevate: i cieli sereni e l’assenza di vento, uniti all’effetto albedo dovuto alla presenza di neve al suolo, fanno scendere la colonnina di mercurio intorno ai 10 gradi sotto zero sui fondovalle e nelle conche del Cuneese meridionale tra l’11 ed il 12 gennaio. Le temperature misurate sono le più basse di tutto l’inverno; di seguito riportiamo i valori più notevoli rilevati da alcune stazioni meteorologiche a norma WMO:

  • -12.6°C a Cravanzana
  • -11.3°C a Ceva
  • -11.1°C a Saliceto
  • -9.1°C a Castelletto Uzzone

Il freddo anche a quote collinari non manca: nonostante picchi minimi meno rigidi, le massime si mantengono frequentemente intorno agli 0°C anche durante le ore diurne, tanto che a Mombarcaro (896 m), sul Tetto delle Langhe, la temperatura rimane costantemente sotto lo zero per 11 giorni consecutivi, dal 1° all’11 gennaio. Si tratta di un dato che, dal 1988 ad oggi, è superato solo dal febbraio 2012 quando, nella celebre ondata di neve e gelo furono 12 le giornate di ghiaccio consecutive (temperature =<0°C).

Il giorno 7 gennaio abbiamo deciso di percorrere la strada che collega Diano d’Alba a Mombarcaro, godendo di panorami mozzafiato, grazie alle abbondanti nevicate dei giorni precedenti e alla giornata soleggiata ma fredda, la quale ha consentito un’ottima conservazione della neve.

Due scatti da Bossolasco, alta Langa la mattina del 7 gennaio 2021: notevole la quantità di neve ancora immacolata presente al suolo, tra 60 e 70 cm.

Tra Bossolasco e Murazzano, poco prima del bivio per San Benedetto Belbo, che ci porterà a Mombarcaro: l’ambiente assume connotati alpini.

Ore 12.30 del 7 gennaio 2021: finalmente giunti a Mombarcaro, tetto delle Langhe a 896 m: nonostante il sole la temperatura non supera i -3°C mentre al suolo il manto varia da 70 a 80 cm.

Due scorci fra le vie del paese, con i percorsi scavati nella neve; laddove il vento ha soffiato si raggiungono facilmente i due metri.

Questa foto riassume esattamente le caratteristiche delle nevicate in Alta Langa: spesso è presente una ventilazione sostenuta, la quale crea accumuli eolici davvero suggestivi. La foto è stata scattata a breve distanza da Mombarcaro.

La splendida giornata tersa regala una vista a 360 gradi sulle montagne: dall’Appennino, alla Bisalta, alla Val Susa e Gran Paradiso, arrivando alle vette più alte della Valle d’Aosta; nella foto la cittadina di Alba in uno scorcio tra Rodello e Montelupo Albese e sullo sfondo la maestosità del gruppo del Monte Rosa e il Cervino.

Questo era invece il panorama di cui si poteva godere lo stesso giorno – 7 gennaio 2021 – dal Bric Puschera, il punto più elevato della provincia di Asti (851 m s. l. m.) nel comune di Serole.

Una serie di vedute dal Bric Puschera (851 m) sull’Alta Langa Astigiana nei pressi di Roccaverano, il 7 gennaio 2021: al suolo sono presenti 60/70 cm di neve farinosa già assestata. Al mattino, 36 ore dopo la fine delle nevicate, tutta la vegetazione è ancora ammantata di bianco grazie alle temperature inferiori agli 0°C. Il bricco è inconfondibile già a grande distanza grazie alla presenza di un bosco di abete rosso proprio sulla sua cima dalla quale, grazie ad ampie schiarite, si può ammirare tutto l’arco alpino occidentale.

A partire dal 12 gennaio si osserva un addolcimento delle temperature, inizialmente grazie a miti ed umidi venti di marino proprio in Alta Langa: all’alba del medesimo giorno si vengono così a creare differenze termiche di oltre 15°C sulle Langhe tra i fondovalle, dove persiste un coriaceo strato d’aria fredda, e le colline più esposte sotto l’influenza delle correnti meridionali.

Temperature misurate all’alba del 12 gennaio 2012 dalle centraline della rete ARPA Piemonte: si possono notare valori molto miti di 6/9°C in collina tra Langhe e Basso Alessandrino, mentre su pianure e fondovalle persiste uno strato di inversione termica con temperature abbondantemente sotto lo zero. Notevole la differenza sulle Langhe tra le località di Mombarcaro (896 m) e Saliceto (385 m) distanti tra loro pochi chilometri: nello stesso momento, mentre in collina si registrano 8.8°C, sul fondovalle del Bormida la temperatura è di -7.1°C, per una differenza di 15.9°C in circa 500 m di dislivello.

Successivamente, il 18 gennaio un breve episodio di foehn fa salire ulteriormente le temperature che arrivano a sfiorare i 20°C sulle pedemontane del Torinese (19.7°C a Cumiana) e toccano una punta massima di 18.4°C sulle Langhe, misurata dalla nostra stazione meteorologica a Castello di Perno nel comune di Monforte d’Alba (CN, 303 m).

 

21/22 e 30/31 gennaio 2021: le ultime due nevicate degne di nota dell’inverno fino a bassa quota 

Carta dei geopotenziali a 500 hPa (scala di colori in basso) e della pressione al livello del mare (isobare bianche) il 22 gennaio 2021 alle ore 19: ben visibile il calo dei geopotenziali in corrispondeza del Nord-Ovest italiano annesso ad un minimo di bassa pressione al suolo sulla Costa Azzura. Questa configurazione è stata responsabile di un rapido ma intenso peggioramento su gran parte del Piemonte grazie alle correnti da ostro pieno attivate dal minimo depressionario.

L’ultima nevicata degna di nota dell’inverno 2020/21 fino a bassa quota si verifica tra la serata del 21 e la notte del 22 gennaio 2021 con un repentino crollo della quota neve fino in pianura, in particolar modo tra Cuneese ed Astigiano. Questo è reso possibile dalle intense precipitazioni che sono in grado di rovesciare il freddo presente nei bassi strati dell’atmosfera (-2/-3°C a 850 hPa). Tuttavia gli accumuli risultano irrisori sulle pianure limitandosi a pochi centimetri al di sotto dei 200/300 m (1.5 cm ad Asti), mentre i valori oscillano tra i 10 e i 20 cm a quote collinari su Langhe e Roero a seconda delle zone. Fanno però eccezione l’area di Bra, dove le nevicate sono state più persistenti e copiose con 16 cm misurati anche in pianura grazie alla , e l’Alta Langa Cuneese dove si sono raggiunti 25 cm a Feisoglio.

Grafico della temperatura (Outside Temp) e dell’intensità di precipitazione (Rain Rate) al nostro osservatorio di Asti in zona Ospedale il 22 gennaio 2021: dopo una massima di 4.0°C intorno alle ore 15 si può apprezzare il repentino crollo della temperatura fin verso 0.5°C (avvenuto in particolar modo tra le 17 e le 18.30) grazie ai rovesci (picco a 7.6 mm/h) che hanno permesso il rovesciamento del freddo presente nei bassi strati fino al suolo. La precipitazione inizialmente sotto forma di pioggia infatti, si è rapidamente trasformata in neve intorno alle ore 18.

Spettacolare sequenza satellitare che riprende linvorticarsi della nuvolosità attorno al minimo di bassa pressione in transito sul Mar Ligure durante la sera del 22 gennaio 2021.

Due scatti serali a Cassinasco (sinistra, foto di Davide Arzu dal nostro gruppo Telegram) e a Diano d’Alba (destra, foto di Anna dal nostro gruppo Telegram); per entrambe le località si rilevano circa 15 cm a fine evento.

Due scatti presso il rifugio ”La Pavoncella” in alta Valle Belbo a 650 m (foto di Marco Rebuffo dal nostro gruppo Telegram); dalla foto a destra si nota un mezzo battipista, impegnato nella tracciatura dei percorsi per ciaspole e sci di fondo, una rarità sulle Langhe. Le piste sono ancora in ottime condizioni, grazie alle abbondanti nevicate verificatesi a inizio mese.

Il Basso Piemonte ripreso dal satellite NASA AQUA il pomeriggio del 22 gennaio 2021 con la perturbazione ormai in allontanamento ed ampie schiarite: l’immagine in falsi colori permette di distinguere in maniera ben distinta le aree innevate (colore azzurro) tra Cuneese ed Astigiano. Notevole la “lingua” di neve che si protende fin verso l’Astigiano Occidentale a sud di Villanova d’Asti, mentre pochi chilometri ad ovest, scendendo fin verso Saluzzo, le pianure sono completamente prive di neve.

Tre splendidi scatti aerei realizzati da Andrea Colombo in volo sulle Langhe; nelle prime due si apprezzano le aree fra Barolo e La Morra, mentre la terza mostra l’altopiano cuneese perfettamente innevato.

Spettacolare immagine aerea ripresa il 27 gennaio 2021 sopra ai cieli del Cuneese: ben visibile l’altopiano cuneese innevato fin quasi all’altezza di Bra (foto di Tommaso Maggiora).

I giorni seguenti trascorrono con giornate soleggiate e temperature grosso modo nella media del periodo, mentre intense nevicate interessano le Alpi di confine. Tra la serata del 30 e la notte del 31 gennaio, un breve impulso sospinto da correnti libecciali raggiunge il Basso Piemonte, favorendo un rapido ma intenso guasto del tempo. Vengono segnalati rovesci diffusi con locali colpi di tuono sulle Langhe, accompagnati da un graduale calo della quota neve fin verso i 6-700 m nella notte del 31 gennaio. 

Mombarcaro (CN, 896 m), alta Langa la mattina del 31 gennaio: circa 10 cm caduti nella notte (foto di Francesca Camera).

 

Febbraio 2021: nel complesso mite e con scarse precipitazioni; breve ondata di gelo a metà mese e caldo precoce nell’ultima decade

Il mese di febbraio 2021 si apre con un periodo estremamente mite caratterizzato da cieli coperti e temperature per lo più comprese tra 5 e 10°C e temperature minime fino a 9°C sopra la media: è proprio durante la prima decade che, a causa di blande correnti atlantiche, si registrano la maggior parte delle precipitazioni, tutte sotto forma liquida (il mese totalizza 24.4 mm ad Asti). Un episodio degno di nota – da noi già trattato nell’articoloLo spettacolare fenomeno della neve rossa sulle Alpi | Spiegazione e foto– è stato l’ingente quantità di pulviscolo sahariano giunta sul Nord-Ovest italiano durante la giornata del 6 febbraio 2021.

Nell’immagine del 6 febbraio 2021 ripresa del satellite NASA si può apprezzare l’ingente quantità di polvere e sabbia sahariana in sospensione in risalita dal Nord-Africa verso il Mediterraneo Occidentale e il Nord-Italia.

Questa situazione è stata determinata da un’imponente avvezione calda di matrice sub-tropicale, tutt’altro che comune nel mese di febbraio, in cui intense correnti meridionali hanno veicolato dal Sahara imponenti quantità di sabbia verso il Nord-Ovest italiano. Surreale è l’atmosfera sulle Alpi dove la neve si colora di rosso e sono numerose le foto che riprendono questo particolare fenomeno, non così raro di per sè, ma per nulla comune di tale entità. La risalita d’aria calda dal Nord-Africa ha portato a sfiorare i 30°C su Sicilia e Sardegna superando localmente alcuni record di caldo per febbraio. Una situazione simile era avvenuta nello stesso periodo nel febbraio 2004.

Temperature a 850 hPa previste dal modello GFS per le ore 13 del 6 febbraio 2021: imponente l’avvezione calda dal Nord-Africa che raggiunge valori di 16/18°C intorno a 1450 m in libera atmosfera tra Sardegna e Sicilia, a Palermo si sfiorano i 30°C.

Verso metà mese un’intensa irruzione d’aria artico-continentale causa un brusco calo delle temperature in un contesto per lo più secco. Si registrano infatti deboli nevicate farinose che coinvolgono gran parte del Basso Piemonte ma con accumuli ovunque molto esigui (fino a 2/3 cm sulle Langhe e sul Basso Alessandrino): si tratta dell’ultimo episodio nevoso della stagione. In alcune località tra Langhe, Roero e Monferrato vengono misurate le temperature più basse dell’interno inverno 2020/21, ecco i valori più notevoli registrati tra il 13 ed il 14 febbraio 2021:

  • -10.1°C a Cortandone (AT)
  • -9.0°C a Castelletto Uzzone (CN, Valle Bormida)
  • -8.7°C a Castell’Alfero (AT, Valle Versa)
  • -8.5°C a Mombarcaro (CN, Alta Langa)
  • -8.3°C a Montechiaro d’Asti (AT, Val Rilate), a Cravanzana (CN, Alta Langa) e a Serole Bric Puschera (AT, Alta Langa)
  • -8.2°C a Ceva (CN, Valle Tanaro)

Atmosfera siberiana al risveglio il 13 febbraio 2021 a Niella Belbo, sull’Alta Langa Cuneese: il paesaggio è imbiancato dopo la debole nevicata della notte precedente. Tuttavia a causa delle temperature abbondantemente sotto lo zero (circa -8°C) e di una vivace ventilazione nord-orientale, si può apprezzare un lieve strato di calabrosa sulle fronde degli alberi. La calabrosa è simile nella sua formazione alla galaverna, ma necessita dell’azione eolica: si tratta infatti di uno strato di ghiaccio che si forma sulle superfici esterne in presenza di temperature negative, nebbia e forte vento (foto di Francesca Camera).

Nei giorni successivi segue un rapido addolcimento delle temperature dovuto all’espansione verso l’Italia dell’Anticiclone Africano che caratterizzerà l’intera ultima decade del mese: il caldo precoce degli ultimi giorni di febbraio (temperature massime a 22°C a bassa quota su Langhe, Roero e Monferrato) è causa di un risveglio fenologico precoce.

Fioriture precoci riprese il 25 febbraio 2021 sulle Langhe a Saliceto (CN) in Alta Valle Bormida (foto Daniela Tirelli Molinari).

 

CONCLUSIONI

Andamento giornaliero delle temperature (Tmin e Tmax), delle precipitazioni e dell’altezza della neve fresca nell’inverno 2020/21 (dal 1° dicembre al 28 febbraio) a Serole Bric Puschera sull’Alta Langa Astigiana (765 m): le nevicate più abbondanti si concentrano tra l’1 ed il 5 dicembre in cui cadono 91 cm e tra l’1 ed il 6 gennaio in cui cadono 99 cm (di cui 43 cm solo il 2/1); in tutto l’inverno si accumulano 233 cm (valore sopra media). Il picco di freddo più basso si riscontra il 13/2, quando la temperatura tocca -8.3°C (e la massima non sale oltre -5.2°C). Seguirà un repentino riscaldamento in grado di far risalire la colonnina di mercurio fino a 17.6°C il 25/2. L’inverno termicamente chiude in perfetta media 1991-2020 nonostante un febbraio mite, grazie ai due mesi di dicembre e gennaio freddi.

 

NEVE: abbondante su Langhe, Appennino e Basso Alessandrino, nella media sul Monferrato 

Le nevicate sono state frequenti, abbondanti ed il manto duraturo al suolo su Langhe, Roero e Basso Alessandrino, come non avveniva dalla stagione 2012/13: sono caduti oltre 2 metri di neve in Alta Langa e dai 4/500 m tra Acquese, Ovadese, Novese e Tortonese. Le uniche zone del Basso Piemonte che hanno avuto un inverno sotto la media dal punto di vista nivometrico sono state (oltre al Saluzzese) il Nord Astigiano ed il Casalese, con accumuli compresi fra 15 e 30 cm tra pianura e collina a fronte di 25/40 cm attesi mediamente negli ultimi trent’anni in zona.

Le nevicate sono state particolarmente abbondanti soprattutto nel mese di dicembre, che ha totalizzato accumuli compresi tra 100 e 150 cm oltre i 5/600 m tra Langhe e Basso Alessandrino e ancora superiori in Appennino: sulle Langhe era dal dicembre 2008 che non si riscontravano tali accumuli, mentre risultano del tutto inediti negli ultimi 30 anni sul Basso Alessandrino di collina ed in Appennino.

Neve fresca calcolata come incremento del manto nevoso misurata dal nivometro automatico di Capanne di Marcarolo (Bosio, 780 m) nell’Ovadese: il totale di 121 cm è inedito negli ultimi 30 anni ed è di gran lunga superiore al precedente record di 78 cm del 1997.

Degna di nota è stata anche la durata del manto nevoso al suolo, localmente presente con continuità per oltre due mesi da inizio dicembre fino a metà febbraio. A quote collinari le altezze più elevate del manto si sono registrate a seguito dell’evento perturbato avvenuto tra l’1 ed il 6 gennaio. Sull’Alta Langa Astigiana e Cuneese si raggiungono spessori compresi fra 70 e 90 cm oltre i 700 m di quota: si tratta di altezze che in loco non si misuravano dal febbraio 2015. Tra Cebano e Langa Cebana invece, si sfiorano altezze di 90 cm già a 600 m e verosimilmente si supera il metro tra 700 e 900 m di quota: qui era probabilmente dal marzo 2010 che non si misuravano simili spessori.

Andamento giornaliero del manto nevoso e del suo incremento nell’inverno 2020/21 (dal 1° dicembre al 28 febbraio) a Priero (CN) nella Langa Cebana a 610 m di quota: la neve al suolo resiste in totale per 69 giorni, dal 2 al 21 dicembre, dal 26 dicembre al 9 febbraio e poi ancora dal 13 al 15 febbraio e l’altezza massima viene raggiunta il 6 gennaio 2021 con 86 cm. Il totale dell’incremento del manto è di 227 cm: tenendo in considerazione che questo tipo di misurazione effettuata dai nivometri automatici ad ultrasuoni sottostima la reale altezza della neve fresca caduta almeno del 20% secondo alcuni studi, è possibile stimare un accumulo di neve realmente caduta pari a circa 270 cm.

Massime altezze del manto nevoso misurate a Priero (CN, Langa Cebana – 610 m) dal 1993 ad oggi: lo spessore di 87 cm rilevato il 6 gennaio 2021 è il 4° valore più elevato degli ultimi 28 anni dopo i 116 cm del 15/12/2008, i 98 cm del 22/2/2004 e gli 89 cm del 29/1/2006.

 

Di seguito gli accumuli di neve fresca nell’inverno 2020/21 in alcune località del Basso Piemonte:

LANGHE E BASSO ALESSANDRINO

  • 233 cm a Serole-Roccaverano (AT, 750 m)
  • 198 cm a Mornese (AL, 380 m)
  • 124 cm a Cassinasco (AT, 415 m)
  • 105 cm ad Ovada (AL, 186 m)
  • 75 cm a Roddi (CN, 250 m)
  • 49.5 cm a Pontecurone (AL, 110 m)

MONFERRATO

  • 86 cm circa ad Annunziata di Costigliole d’Asti (AT, 350 m)
  • 57 cm circa ad Asti San Marzanotto (AT, 215 m)
  • 31.5 cm ad Asti zona Ospedale (AT, 155 m)
  • 30 cm a Rosignano Monferrato (AL, 280 m)
  • 16 cm a Montiglio Monferrato (AT, 240 m)

Confrontando la neve caduta nell’inverno 2020/21 con la media 1991-2020 dell’ultimo trentennio si può notare una netta anomalia positiva sul Basso Alessandrino di pianura, mentre sull’Astigiano la situazione è prossima alla normalità:

  • Ovada (186 m, Basso Alessandrino) -> 105 cm (+70%, ’91-20: 61.7 cm)
  • Dusino San Michele (262 m, Astigiano di pianura) -> 33 cm (+5%, ’91-20: 31.6 cm)

Grafico con l’andamento dei totali di neve fresca per anno idrologico dal 1914 ad oggi ad Ovada (AL, 186 m): la linea nera tratteggiata corrisponde alla media 1991-2020, la linea rossa spessa rappresenta la media mobile su 5 anni e la linea rossa sottile la tendenza. La stagione 2020/21 ha totalizzato 105 cm di neve fresca, risultando nettamente superiore alla media di 61.7 cm del trentennio recente, e si ha a seguito di una serie di sette inverni consecutivi con apporti inferiori alla media, caso inedito dal 1914. Si tratta dell’inverno più nevoso dal 2012/13, ma risulta comunque inferiore a diverse altre annate recenti (2008/09 con 270 cm, 2009/10 con 140 cm, 2005/06 con 193 cm, 2012/13 con 138 cm e 2004/05 con 107 cm).

Grafico con l’andamento dei totali di neve fresca per anno idrologico dal 1924 ad oggi a Dusino San Michele (AT, 262 m): la linea nera tratteggiata corrisponde alla media 1991-2020, la linea rossa spessa rappresenta la media mobile su 5 anni e la linea rossa sottile la tendenza. La stagione 2020/21 ha totalizzato 33 cm di neve fresca qui, valore confrontabile con la media di 31.6 cm del trentennio recente. Questa stagione si ha a seguito di una serie di sette stagioni consecutive con apporti inferiori alla media, caso inedito dal 1924.

 

TEMPERATURE: sopra la media sul Monferrato, nella norma sulle Langhe

L’inverno meteorologico (trimestre dal 1° dicembre al 28 febbraio) 2020/21 è stato mite sul Monferrato: si registra un’anomalia positiva di +1.4°C in pianura e di +0.6°C in collina, rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. In pianura si tratta del 5° inverno più mite di sempre dopo il 2019/20, 2006/07, 2015/16, 2013/14 e a pari merito con il 2014/15. Situazione ben diversa sulle Langhe, dove l’inverno è risultato in perfetta media climatica con una temperatura di 2.4°C (Serole, Alta Langa Astigiana). La differenza di anomalia rispetto alle quote più basse è in parte dovuta alla presenza di un manto nevoso duraturo, che in alcune zone si è mantenuto al suolo quasi ininterrottamente per due mesi tra dicembre e gennaio, contribuendo limitare le temperature.
Anomalie di temperatura nell’inverno meteorologico 2020/21 nell’Astigiano, rispetto alla media climatica 1991-2020: la stagione risulta mite soprattutto sul Monferrato di pianura (+1.4°C), l’anomalia positiva è meno marcata sul Monferrato di collina (+0.6°C), mentre la temperatura risulta in perfetta media in Alta Langa. Particolarmente mite il mese di febbraio sul Monferrato di pianura (+2.9°C): con una temperatura media di 5.9°C risulta il 3° più caldo di sempre e prossimo ai record del 2020 (6.1°C) e del 1990 (6.0°C).
Andamento delle temperature medie invernali (trimestre dicembre-febbraio) a Montechiaro d’Asti (stazione rappresentativa del clima del Monferrato di pianura) dal 1990 ad oggi: con 3.4°C l’inverno 2020/21 si colloca al 5° posto tra le stagioni più calde della serie, dopo il 2019/20 (4.1°C), il 2006/07 (4.0°C), il 2015/16 (3.7°C), il 2013/14 (3.6°C) e a pari merito con il 2014/15. E’ dal 2012/13 che non si registra una stagione invernale sotto la media, infatti la tendenza al rialzo termico è molto evidente negli ultimi 32 anni (+1.5°C).
Andamento delle temperature medie invernali (trimestre dicembre-febbraio) a Serole Bric Puschera (stazione rappresentativa del clima dell’Alta Langa Astigiana) dal 1990 ad oggi: con 2.4°C l’inverno 2020/21 risulta in perfetta media 1991-2020. La tendenza al rialzo termico negli ultimi 32 anni è evidente, ma minore rispetto a quanto si registra in pianura.
Luca Leucci & Paolo Faggella

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Vai alla barra degli strumenti