Il temporale del 26 luglio 2016 merita un articolo a se, in quanto si è trattato di un evento particolarmente intenso e abbastanza raro per le aree centro-meridionali della provincia, notoriamente poco temporalesche.

Analisi didattica
In questa prima parte cercheremo di spiegare le cause e i fattori che hanno favorito la formazione del violento temporale:
1) energia disponibile alla convezione (CAPE): il temporale viene alimentato da aria calda e umida, maggiore dunque è la quantità presente, maggiore sarà la possibilità di avere fenomeni intensi e con grandine. A livello atmosferico è presente una modesta rimonta dell’anticiclone sub-tropicale, che consente alle temperature, poche ora prima della formazione del temporale, di raggiungere valori diffusamente intorno ai +35°C con punte localmente superiori nell’Astigiano; nelle zone più colpite si rilevano i seguenti valori massimi:

  • +38.3°C e +37.2°C a Nizza Monferrato (centralina Arpa e Agrometeo)
  • +37.5°C a Vinchio
  • +37.2°C a Barbaresco
  • +37.1°C a Coazzolo
  • +36.2°C a Vaglio Serra
  • +36.1°C a Castagnole Monferrato
  • +36.0°c a Canelli
  • +35.5°C a San Marzano
  • +35.3°C a Mombaldone
  • +35.0°C a Castelboglione e Asti

Anche in Alta Langa le temperature sono notevoli: +30.7°C a Serole a 765 m e +30.8°C a Roccaverano a 640 m! Ne consegue dunque che l’energia accumulata è molta, nell’immagine che segue notiamo valori di CAPE (parametro usato nelle previsioni per quantificare l’energia disponibile per eventuali temporali) fino a 2800-3000 sui settori meridionali della provincia:

2) convergenza dei venti: quando due venti spirano in direzione opposte, la massa d’aria coinvolta non può proseguire il proprio percorso orizzontalmente e si trova costretta a salire verso l’alto, alimentando dunque la corrente ascensionale del temporale. Nell’introduzione abbiamo parlato di quanto poco temporalesche siano i settori centrali e soprattutto meridionali della provincia: questo aspetto è dovuto a un vento tipico del nostro clima, chiamato ”marino”; esso giunge dal Mar Ligure e spira da sud o sud-est. Durante la primavera può spingersi anche sui settori settentrionali della provincia e può raggiungere intensità notevoli, mentre con l’avanzare dell’estate i settori di interesse si spostano sempre più verso sud. E’ un vento secco e agisce causando un calo delle temperature e dunque rende il clima più gradevole. Una funzione importante che questo vento ricopre implicitamente è proteggere le coltivazioni dai temporali, in quanto blocca la formazione dei cumuli e successivamente del temporale, causandone la dissoluzione. Tuttavia può essere un’arma a doppio taglio, in quanto può scontrarsi con una brezza da nord-ovest creando una convergenza; tale convergenza in primavera la si osserva frequentemente al confine con il torinese, mentre in estate è rilevabile molto più a sud. Durante la giornata del 26 luglio la convergenza si trova proprio sui settori centro-meridionali della provincia e, secondo i modelli, viene vista in movimento verso nord; ecco spiegato spiegato perchè i temporali si sono avuti prima nel sud della provincia e poi sono giunti anche sul capoluogo. Nella carta a soprastante è mostrata la convergenza del 26/07 alle ore 18 (segnata con i puntini rossi).

3) afflusso di aria fresca in quota: per spiegare questo aspetto sarebbero richieste pagine e pagine di trattazione, dunque cercheremo di esporre solo alcuni concetti semplici. L’aria fredda in entrata agisce acuendo i contrasti con la massa d’aria calda preesistente al suolo e favorisce la spinta verticale, che è alla base del temporale. Ovviamente più la differenza di temperatura fra le masse d’aria è maggiore, più viene favorita la formazione di celle temporalesche.

Analisi dell’evento
Il primo nucleo del temporale che flagellerà la provincia si forma intorno alle 18.30 sui settori sud-orientali al confine con la provincia di Alessandria, grazie agli ingredienti citati sopra. Aspetto interessante sono le correnti in quota, con direzione da nord-ovest verso sud-est. Nel nostro caso il temporale invece si forma a sud del capoluogo e poi rigenera gradualmente verso nord fino a giungere nel vercellese, come mostra l’animazione radar qui di seguito. Secondo il nostro punto di vista, la causa di questo continuo rigenerarsi verso nord-ovest può essere imputato allo spostamento verso nord della linea di convergenza fra marino (vento da sud-est) e brezza da nord-ovest; ipotesi anche confermata dai modelli.

Da Asti si osserva una imponente linea di cumuli congesti verso sud, in graduale avvicinamento. Questa nostra foto è molto significativa a riguardo:

E’ proprio sui territori a sud di Asti che il temporale raggiunge la massima potenza, con forti grandinate (anche per oltre 20 minuti) che colpiscono gravemente i vigneti e violente raffiche di vento. E’ doveroso precisare che non si è trattato di un tornando o tromba d’aria, in quanto il temporale in questione non è una supercella. Il forte vento che si è avuto viene definito in gergo ”downburst”, ovvero un vento discendente dal temporale, che può raggiungere comunque intensità notevoli (anche oltre i 150 km/h). A tal proposito la stazione meteo di Montaldo Scarampi rileva una raffica massima di 91 km/h durante il temporale!

Notevole è stato anche il calo termico registrato dalla stazioni meteo della zona: Montaldo Scarampi passa da +33.8°C a +18.2°C, ma il caso più notevole è Nizza Monferrato, dove la temperatura scende da +35.3°C a +17.4°C, perdendo quasi 18 gradi! Anche sul capoluogo si osserva un notevole calo termico, da +33/+34°C fino a +20°C.

Come testimonianza dei notevoli danni, proponiamo alcune foto di Gianluca Morino; nelle prime sono ben visibili gli effetti della grandine sulla sua vigna, colpita dal violento temporale:

In questa foto invece si può notare come la grande quantità di pioggia caduta in poco tempo abbia creato disagi lungo alcune strade, invase dal fango:

Il temporale successivamente raggiunge Asti, anche se parzialmente indebolito; i settori meridionali risultano i più colpiti e da essi giungono segnalazioni di grandine di piccole dimensioni. Spostandosi verso nord invece gli accumuli diminuiscono notevolmente, questi sono i dati delle stazioni meteo in città:

  • 1.4 mm presso la stazione Arpa in zona nord
  • 2.8 mm presso l’osservatorio a 500 m da Viatosto
  • 33.8 mm presso la stazione Arpa Tanaro
  • 11.3 mm presso l’osservatorio in zona Don Bosco
  • 15.7 mm ad Asti est
  • 8.2 mm presso la stazione meteo Agrometeo in zona Valmanera

Proponiamo un nostro scatto che mostra il temporale ormai prossimo alla città, con il muro di precipitazioni ben visibile:

In provincia gli accumuli raggiungono valori notevoli, questi i dati più notevoli:

  • 54.6 mm a San Marzano (Agrometeo)
  • 50.3 mm a Fontanile (Amatoriale)
  • 47.8 mm a Nizza Monferrato (Arpa)
  • 42.4 mm a Nizza Monferrato (Agrometeo)
  • 31.6 mm a Vinchio (Agrometeo)
  • 30.6 mm a Canelli (Agrometeo)
  • 25.0 mm a Montaldo Scarampi (Arpa)
  • 22.8 mm ad Agliano (Agrometeo)
  • 18.8 mm a Castelboglione (Agrometeo)
  • 13.8 mm a Castagnole Monferrato (Agrometeo)

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Luca Leucci

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