Episodi nevosi ed altezze della neve fresca giornaliera (HN caduta)* cumulate ad Asti nella stagione invernale in corso:

Inverno 2020/21

2 dicembre: 6.5 cm

3 dicembre: 0.5 cm

4 dicembre: 7 cm

5 dicembre: pioggia mista a neve

28 dicembre: 9 cm

1 gennaio: tracce

2 gennaio: 5.5 cm

5 gennaio: pioggia mista a neve

21 gennaio: pioggia mista a neve

22 gennaio: 1.5 cm

12 febbraio: 1.5 cm

Totale parziale: 31.5 cm (HS max: 9 cm il 4 e 28/12)**

Media di riferimento: 31.6 cm (1991-2020)

  • *HN o HN caduta = altezza della neve fresca;
  • ** HS = altezza del manto nevoso.

N.B.: la neve viene misurata nella periferia nord della città, nei pressi dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, la zona si trova perciò ai limiti dell’isola di calore urbana che, durante le nevicate con temperature superiori agli 0°C, può influenzare l’accumulo limitandolo maggiormente nel centro urbano rispetto al luogo di misurazione.

 

Le differenti modalità di misura della neve

Come si misura correttamente la neve? Ci sono diverse modalità da cui possono insorgere differenze importanti: cercheremo di spiegarvele qui di seguito. La neve è una delle meteore più difficili da quantificare con precisione: esistono infatti diversi metodi di misura che restituiscono valori differenti. Innanzitutto la misurazione della neve fresca deve essere svolta con accuratezza per non avere dati fuorvianti: è bene che avvenga su una superficie piana orizzontale, una tavoletta in legno sarebbe l’ideale. Questo per evitare di incorrere in sovrastime o sottostime del manto nevoso. Se rilevata su erba, ad esempio, l’altezza della neve sarà probabilmente sovrastimata a causa dell’andamento irregolare del manto erboso, al contrario, se rilevata su pietra, suolo asfaltato o sui tettucci delle automobili, può essere sottostimata perchè influenzata dalla temperatura più calda della superficie sulla quale la misuriamo. In occasione di nevicate con forte vento è bene anche svolgere più misure in diversi punti e poi farne la media per evitare di considerare un dato influenzato dall’azione eolica.

Nei principali osservatori meteorologici fin dal passato la neve viene comunemente misurata una volta nell’arco di 24 ore ad un orario prefissato del giorno: perciò l’altezza della neve fresca giornaliera (HN o HN/24 h) fa riferimento all’accumulo avvenuto su una superficie piana in 24 ore appunto, superficie poi ripulita a seguito di ogni misura. Tuttavia la WMO – World Meteorological Organization – indica la possibilità di svolgere fino a 4 misurazioni diverse durante il giorno: con questa metodologia – utilizzata oggi per lo più da molti meteo appassionati – il totale dell’altezza della neve fresca giornaliera corrisponde alla somma delle varie misure. Il dato ottenuto con questa modalità (HN caduta) risulterà leggermente superiore alla sola misurazione giornaliera, ciò è dovuto al fatto che il manto nevoso subisce un naturale processo di assestamento nell’arco di 24 ore in base alle condizioni termo-igrometriche dell’aria. Questa metodologia è consigliata in particolare in occasione di nevicate con temperature superiori agli 0°C in cui durante il giorno possono esserci diversi momenti con parziale fusione del manto e nuovo accumulo di neve fresca: in tal caso con una sola misurazione in 24 ore si potrebbe facilmente incorrere in sottostime della reale altezza della neve caduta. Un altro metodo di misura oggi frequentemente utilizzato è la rilevazione della neve a fine evento (H max evento): questa metodologia è in realtà paragonabile all’HN/24 h considerando che, quantomeno a bassa quota, non sono molti gli eventi che possono perdurare per più di 24 ore consecutivamente. Infine c’è l’altezza della neve caduta ricavata dall’incremento del manto nevoso (HS incremento): questo metodo di misura è comune a tutti i nivometri ad ultrasuoni automatici utilizzati dalle ARPA regionali che operano prevalentemente ad alta quota in luoghi altrimenti spesso inaccessibili o comunque non presidiati durante la stagione invernale. Questa modalità non rileva una quantità oggettiva di neve caduta (a meno che al suolo sia assente un manto preesistente), ma una differenza di altezza dello spessore della neve al suolo in un determinato arco temporale. Essendo il manto nevoso in continua evoluzione e soffrendo di assestamento, in relazione sia alle variabili ambientali termo-igrometriche che alle variabili strutturali del fiocco di neve che si deposita su manto preesistente e al mutamento di entrambi, questa tipologia di rilevazione presenta una sottostima della quantità di neve fresca effettivamente caduta (HN). 

Ecco quindi un riassunto delle diverse modalità di misurazione della neve caduta: 

  • 1 misurazione nell’arco delle 24 ore –> HN o HN/24 h;
  • somma di 2 o più misurazioni (fino ad un massimo di 4) nell’arco delle 24 ore –> HN caduta;
  • misurazione a fine evento –> H max evento (paragonabile all’HN/24 h);
  • misurazione della variazione dell’altezza del manto nevoso in 24 ore –> altezza della neve calcolata come incremento del manto nevoso (HS incremento).

Per avere qualche ulteriore precisazione sulla misurazione della neve questo articolo dell’amico Marco Pifferetti è molto chiaro a riguardo: Come misurare la neve

 

La neve caduta ad Asti dal 2011 ad oggi

Oggi l’altezza della neve viene rilevata dall’inverno 2010/11 nella zona nord di Asti (155 m s. l. m.) nei pressi dell’Ospedale Cardinal Massaia, in una zona periferica e al limite dell’isola di calore urbana. Nel decennio 2011-2020 sono caduti in media 27.7 cm, così suddivisi: 

  • 1.6 cm a novembre
  • 3.0 cm a dicembre
  • 11.6 cm a gennaio
  • 8.4 cm a febbraio
  • 3.4 cm a marzo

In questo periodo la nevicata più precoce si è avuta il 28 novembre 2010 (8 cm), mentre la più tardiva il 17/18 marzo 2013 (7 cm); l’episodio nevoso più abbondante corrisponde al 28/29 gennaio 2012 quando caddero 33 cm, mentre la nevicata più intensa si è riscontrata il 5 marzo 2016 con 10 cm caduti in circa 4 ore grazie ad un temporale nevoso. Inoltre il mese più nevoso è stato gennaio 2012 con 43 cm.

Tabella con gli accumuli mensili di neve fresca misurati ad Asti dal novembre 2010.

Grafico con gli accumuli di neve fresca nelle ultime undici stagioni invernali ad Asti: l’inverno più nevoso è stato il 2011/12 con 61 cm, il più avaro di neve il 2019/20 senza alcuna nevicata con accumulo come non succedeva dal 2006/07 nel capoluogo astigiano.

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Vai alla barra degli strumenti