Le eccezionali precipitazioni accorse nell’evento del 2/3 ottobre scorso (di cui abbiamo già ampiamente discusso QUI)  sono state responsabili di un’importante piena lungo l’asta del fiume Tanaro: se in alta valle, tra Ormea e Garessio, la piena è risultata di portata storica superando tutti i record precedenti, in basse valle è stata inferiore ai massimi storici conosciuti.

Ad Asti, con un’altezza al colmo di 5.54 m all’idrometro sul ponte di Corso Savona, è risultata la 3° piena più importante degli ultimi trent’anni dopo quella del 1994 e del 2016, quando si toccò un’altezza di 7.71 m. Nella parte bassa della città (zona Via Torchio nei pressi di Borgo Tanaro) si sono registrati alcuni allagamenti a garage e cantine a causa del rigurgito della rete fognaria e per lo stesso motivo sono state allagate alcune serre nel Villaggio San Fedele.

Il giorno della piena trovandoci in loco, ha attirato la nostra attenzione una vasta area allagata nei pressi del Villaggio San Fedele: si tratta un’area golenale che è stata inondata a causa di una rotta nell’argine golenale, ben visibile in queste riprese sia dall’alto che a livello del suolo.

In questa ripresa aerea di Marco Cane da noi rielaborata è ben visibile l’area golenale inondata nei pressi del Villaggio San Fedele all’altezza del ponte della tangenziale: in foto abbiamo indicato il percorso del Tanaro, gli argini golenali che ne delimitano l’alveo e il sito in cui è presente la falla, con conseguente afflusso di acqua nell’area golenale antistante.

Ripresa fotografica dall’argine maestro in direzione della tangenziale visibile in lontananza sul centro-destra della foto: sulla destra si trova l’alveo del Tanaro, sulla sinistra la golena inondata per la rottura più a valle dell’argine golenale.

Nell’area golenale l’altezza delle acque raggiunge circa il mezzo metro ed emergono solamente brevi tratti di una strada.

Di seguito un nostro filmato realizzato sempre nella giornata di sabato 3 ottobre in prossimità della rottura dell’argine; si nota il flusso delle acque attraverso il tratto danneggiato che invade l’area golenale antistante:

La rottura dell’argine è avvenuta nello stesso punto in cui era già stato danneggiato in occasione dell’episodio alluvionale del novembre 2016 e probabilmente da allora non ancora completamente riparata.

Il punto di rottura dell’argine golenale nei pressi del ponte della tangenziale: è ben visibile l’afflusso dell’acqua che entra da destra verso l’area golenale.  

Ci siamo recati in loco il giorno 5 ottobre 2020 per verificare le condizioni dell’argine dopo il ritiro delle acque: dalle foto seguenti risulta ben evidente l’apertura nell’argine da cui è affluita l’acqua che ha eroso parte della strada asfaltata, ricoprendo il campo adiacente

Questa è la situazione dell’argine proprio sotto al ponte della tangenziale di Asti: facendo un confronto con l’immagine Google dell’ottobre 2011 si può notare come l’argine manchi completamente. Fu completamente asportato durante l’alluvione del novembre 2016 e poi mai completamente riparato, ora dopo questa nuova ondata di piena i danni si sono ulteriormente aggravati.

Di seguito alcune foto scattate al di là della falla nell’argine, verso la tangenziale in direzione dell’uscita di Corso Savona; si notano numerosi tronchi depositati su un pilone del ponte, trasportati dalla piena di sabato 3 ottobre:

E’ chiaro che questa situazione non può passare inosservata: una piena inferiore di 2 metri rispetto a quella del 2016 è stata in grado di causare vasti allagamenti proprio a causa di questa falla nell’argine golenale, ma che cosa sarebbe successo se la piena fosse stata di portata pari o addirittura superiore?

Un’altra falla è presente anche sull’argine del torrente Versa, a poche centinaia di metri dalla rottura dell’argine golenale del Tanaro, come testimoniano questa nostra foto scattate in data 5 ottobre 2020:

Nei seguenti estratti di Google Earth abbiamo indicato i tratti danneggiati dell’argine del Versa e dell’argine golenale; essi sono separati da poche centinaia di metri. La prima è una visione aerea:

La seconda tridimensionale:

Proponiamo infine una serie di foto scattate da noi dopo l’alluvione del novembre 2016 nello stesso punto in cui l’argine del Tanaro era stato danneggiato: all’epoca i danni erano stati molti più ingenti con la quasi completa asportazione dell’argine ed un profonda erosione lungo la strada ed il campo adiacenti. Da allora sono stati effettuati dei lavori per mettere in sicurezza la zona, tuttavia il recente episodio di piena dimostra come siano stati insufficienti. 

 

CONCLUSIONI

Come abbiamo specificato, la rottura è avvenuta lungo un argine golenale, cioè quello che delimita l’alveo del fiume. Poco più in là, è presente un altro argine più alto (argine maestro) in ottime condizioni a protezione delle zone abitate. Quindi, pur non essendo in presenza di una situazione critica, sarebbe bene intervenire per prevenire danni più gravi nel caso si dovesse ripetere una piena del fiume paragonabile a quella di 4 anni fa.

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