Come ogni evento estremo che colpisce il nostro territorio, ad episodio concluso ci teniamo analizzarlo per capirne l’eccezionalità e cercare di classificarlo all’interno della storia climatologica locale. In questo articolo troverete raccolte le testimonianze più notevoli del peggioramento avvenuto tra il pomeriggio e la sera di ieri, venerdì 3 luglio 2020. Troverete anche un’analisi climatica relativa agli eccezionali quantitativi di pioggia caduti ad Asti ed in provincia.

 

Durante la giornata di ieri, venerdì 3 luglio 2020, un intenso peggioramento delle condizioni meteorologiche ha coinvolto in maniera estesa il Basso Piemonte. A livello previsionale avevamo inquadrato con 24 ore d’anticipo una situazione potenzialmente molto pericolosa, tanto che nel bollettino pubblicato in data 2 luglio avevamo emesso un avviso per “temporali di forte intensità e rischio di dissesto idrogeologico”: chi ci segue da tempo sa che non siamo soliti creare allarmismo e che avvisi del genere molto raramente si possono leggere nei nostri bollettini. Avevamo sottolineato la possibilità di allagamenti ed esondazioni dei corsi d’acqua minori a causa di precipitazioni abbondanti, fino a 60/100 mm: tali quantitativi purtroppo si sono effettivamente verificati (109 mm a Montegrosso d’Asti nell’epicentro del temporale come vedremo poco più avanti) con tutti i disagi annessi.

Estratto del nostro bollettino previsionale pubblicato in data 2 luglio 2020 e valevole per la giornata del 3 luglio.

 

Le maggiori criticità nell’Astigiano si sono riscontrate tra i comuni di Montegrosso d’Asti, Agliano Terme, Vigliano d’Asti, Castelnuovo Calcea, Isola d’Asti e Costigliole d’Asti: qui un violento temporale, all’incirca tra le 18.30 e le 19.30, ha flagellato le colline monferrine tra Valle Belbo e la Val Tiglione con nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento, scaricando in appena un’ora quasi 100 mm di pioggia. Si tratta di un quantitativo del tutto eccezionale che, concentrato in un arco temporale così breve, ha messo rapidamente i corsi d’acqua minori: numerosi sono i rii esondati in destra idrografica del torrente Tiglione. Gli allagamenti più estesi lungo le strade di fondovalle si registrano tra Montegrosso, Agliano e Vigliano: qui sono dovuti intervenire con i mezzi anfibi i Vigili del Fuoco in soccorso ad alcuni automobilisti rimasti in panne con la propria automobile in parte sommersa dalle acque fangose.

Le cumulate di pioggia ogni 15 minuti misurate da una stazione meteorologica Pessl Instruments a Montegrosso d’Asti, fraz. Gorra nell’epicentro del temporale. Le precipitazioni cadute sono eccezionali: in due ore e mezza tra le 18.00 e le 20.30 si registrano in totale 109 mm, di cui 33.6 in appena 15 minuti, 63.2 in 30 minuti e 93.2 in 1 ora. Si tratta di uno dei più intensi temporali degli ultimi anni nell’Astigiano a livello precipitativo: l’ultimo episodio simile risale al 9 agosto 2018 quando si registrarono 106 mm nel comune di Loazzolo, di cui 81.4 in un’ora (CLICCA QUI per l’analisi di quell’evento).

Foto a sinistra: automobilista in difficoltà a Vigliano d’Asti (foto ILIR gruppo Telgram) aiutato dai Vigili del Fuoco attraverso un mezzo anfibio per far fronte al metro d’acqua che allagava completamente la carreggiata; foto a destra: tir bloccato a Castelnuovo Calcea.

Estesi allagamenti nel comune di Agliano Terme: qui l’intensità della pioggia è stata simile al limitrofo comune di Montegrosso. Una stazione meteorologica in località Bansella ha misurato 81.2 mm in appena un’ora.

Vaste esondazioni ad opere di alcuni rii lungo i fondovalle tra le frazioni Biolla e Bosino di Montegrosso d’Asti (foto di Diego Riccio).

Esondazione del Rio Vallumida nell’omonima frazione di Montegrosso d’Asti (foto di Stefania Fassone).

Analogamente anche la città di Asti è stata interessata da un intenso nubifragio con estesi allagamenti per le vie del centro urbano (specialmente nei quartieri nord-ovest del capoluogo): la stazione Arpa dell’Istituto agrario (zona nord) ha rilevato 66.4 mm che rendono il 3/7/2020 una delle giornate di luglio più piovose dell’ultimo secolo nel capoluogo astigiano.

I dieci giorni più piovosi nel mese di luglio ad Asti dal 1914 ad oggi: i 66.4 mm caduti ieri rendono la giornata del 3/7/2020 la 3° piovosa nel mese di luglio degli ultimi 100 anni ad Asti.

Animazione radar ARPA Piemonte: nel tardo pomeriggio temporali molto intensi con nuclei a fondoscala insistono sull’Astigiano.

Cartina degli accumuli pluviometrici relativi al peggioramento di ieri, 3 luglio 2020, elaborata da ARPA Piemonte attraverso i dati delle proprie stazioni meteorologiche: come si può vedere i colori più scuri si concentrano sull’Astigiano dove sono caduti 66.4 mm ad Asti, 57.2 mm a Serole Bric Puschera e 56.6 mm a San Damiano d’Asti.

 

La grandine ha colpito a macchia di leopardo diverse zone: è stata segnalata per lo più di piccole dimensioni nell’Astigiano tra Valle Versa e Rilate (a Tonco e Serravalle Scrivia), mentre ha fatto più danni tra Valle Belbo e Val Tiglione (Fontanile/Mombaruzzo ed Agliano Terme). La testimonianza più notevole però arriva da Novi Ligure dove i chicchi di grandine hanno raggiunto le dimensioni di una palla da golf (4 cm circa di diametro).

Chicchi di grandine grossi come palle da golf (diametro di circa 4 cm) in frazione Merella di Novi Ligure (AL).

Danni da grandine sui vigneti tra i comuni di Fontanile e Mombaruzzo in Valle Belbo (foto di Armando Piana).

Danni da grandine sulle colline del Nicese (foto di Armando Piana).

 

Responsabili di queste gradinate e precipitazioni eccezionali sono stati dei temporali a multicella che si sono presentati con strutture davvero spettacolari. Alcune di queste intense celle temporalesche presentavano sul bordo avanzante una shelf cloud (nube a mensola in italiano): si tratta di una nube accessoria al temporale che normalmente precede di poco l’arrivo dei rovesci, si riconosce per la caratteristica forma a cuneo. In particolare una violenta linea temporalesca che si è generata sull’Astigiano Orientale e poi si è mossa verso Alessandria e il Casalese ha prodotto una nube a mensola davvero imponente: la cella temporalesca ha scaricato 59.4 mm a Castagnole Monferrato (AT) e 45.2 mm ad Alessandria Orti.

Imponente shelf cloud ripresa da Castelletto Monferrato (AL, foto di Oliviero Orsi).

Shelf cloud vista dalle colline di San Salvatore Monferrato (AL, foto di Davide Dedomenici).

Shelf cloud vista da Chieri (TO) di un intenso temporale che ha interessato il Basso Torinese.

 

In conclusione possiamo affermare che per quantitativi di pioggia, estensione dei fenomeni e danni registrati si sia trattato di uno tra i più violenti peggioramenti estivi degli ultimi anni.

 

Paolo Faggella & Luca Leucci

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Vai alla barra degli strumenti