Probabilmente alcuni di voi in questi ultimi giorni avranno letto sul web articoli riguardo un’imponente ondata di gelo in arrivo sull’Italia. I più curiosi che non si sono fermati solamente al titolo avranno anche incontrato nella lettura un termine ben preciso, ovvero “Stratwarming”, fenomeno considerato il primo responsabile del ritorno a condizioni invernali sulla nostra penisola nei prossimi giorni. Nonostante spesso questi titoloni siano fatti ad hoc per avere più click, bisogna dire che questa volta non c’è nulla di esagerato: le proiezioni dei modelli matematici continuano a confermare la previsione di scenari di freddo estremo sul Nord-Italia a partire da domenica 25 febbraio. Ora anche noi proveremo a spiegarvi in modo breve e chiaro cos’è lo Stratwarming e quali effetti sta generando nella circolazione atmosferica.  

L’atmosfera terrestre è divisa in cinque strati che, in ordine dal basso verso l’alto, sono: troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera ed esosfera. Lo Stratwarming è un fenomeno che interessa la stratosfera e non è altro che un riscaldamento anomalo di questa sezione ed avviene intorno a 30 km di quota (la stratosfera infatti ha uno spessore che varia da circa 14 a circa 50 km). In realtà episodi del genere si verificano ogni inverno, ma raramente hanno l’intensità registrata quest’anno. Iniziato intorno al 12 febbraio, il riscaldamento ha avuto il suo picco il 16 ed è ben visibile nella seguente immagine.

Stratwarming - GFS 15 febbraio 2018, temperature a 10 hPa

Carta della temperatura a 10 hPa (circa 30 km in libera atmosfera) nell’emisfero boreale il 16 febbraio 2018: si può notare il forte riscaldamento nei pressi del Polo Nord specialmente in corrispondenza del Canada dove le temperature raggiungono i 4°C, mentre altrove sono comprese tra -40 e -70°C.

Questo forte aumento termico è in grado di causare importanti sconvolgimenti nello strato al di sotto della stratosfera: la troposfera, sede della maggior parte dei fenomeni meteorologici causati dalla circolazione delle masse d’aria. In particolare, a seguito dello Stratwarming è avvenuta la divisione del Vortice Polare in due lobi (split in gergo): quello europeo si sta abbassando di latitudine ed allargherà la sua influenza fino ad interessare i paesi affacciati sul Mediterraneo con la discesa di un’imponente massa d’aria gelida. L’avvenzione fredda interesserà gran parte dell’Europa con temperature estreme fortemente sotto media e bufere di neve.

Stratwarming - Spiegazione

Carta di previsione delle anomalie di geopotenziale a 500 hPa (circa 5500 m in libera atmosfera) nell’emisfero boreale il 26 febbraio 2018: in quest’immagine è evidente lo split del Vortice Polare (che non si trova più nella sua posizione originaria dove sono presenti forti anomalie positive) con il conseguente abbassamento di latitudine del lobo europeo.

Stratwarming effetti - Previsione GFS a 144 h per 26 febbraio, 850 hPa

Carta di previsione della temperature a 850 hPa (circa 1500 m in libera atmosfera) nell’emisfero boreale il 26 febbraio 2018: il nocciolo freddo collocato sulla Russia raggiunge valori di -26°C sia sul lato europeo che su quello asiatico, tuttavia la colata si estende fin sull’Italia con temperature di -12°C in Pianura Padana.

Stratwarming effetti - Previsione GFS a 144 h per 26 febbraio, anomalie 850 hPa

Carta di previsione delle anomalie della temperature a 850 hPa (circa 1500 m in libera atmosfera) nell’emisfero boreale il 26 febbraio 2018: si possono notare valori inferiori alla norma di 10/12°C in Pianura Padana e fino a 14/16°C sull’Europa Centrale ed sulla Russia europea, al contrario una forte anomalia positiva è presente sul Polo con valori di 14/16°C superiori alla media poichè a seguito dello “split” il Vortice Polare è stato scalzato dalla sua posizione originaria.

 

FORTI EPISODI DI STRATWARMING IN PASSATO

L’ultima volta che si è verificato un riscaldamento della stratosfera paragonabile a quello avvenuto in questi giorni è stato nel gennaio 2012, in seguito nella prima decade del mese di febbraio c’è stata l’ondata di gelo più intensa che si ricordi in Italia dal 1985. Sono avvenute nevicate di portata storica tra Marche e Romagna con spessori di neve mai misurati negli ultimi 100 anni (190 cm di neve fresca a Cesena e 326 cm ad Urbino) e sulle pianure piemontesi si sono toccate temperature minime di -24°C (-23,9°C a Candiolo e -23,8°C a Villanova Solaro). Forti episodi di stratwarming hanno preceduto altre ondate di gelo e neve storiche in Italia ed in Europa avvenute nel Novecento, come quelle del febbraio 1929 e 1956.

Stratwarming 2012 - GFS temperature a 10 hPa, 20 gennaio 2012

Carta della temperatura a 10 hPa (circa 30 km in libera atmosfera) nell’emisfero boreale il 20 gennaio 2012: similmente a quanto accaduto in questi giorni, si può notare il forte riscaldamento nei pressi del Polo dove le temperature raggiungono i -4°C (un valore di poco inferiore a quello toccato quest’anno). Ciò fu la causa prima della storica ondata di gelo e neve in Italia dei giorni successivi.

Stratwarming 2012 effetti - GFS temperature a 850 hPa, 4 febbraio 2012

Carta delle temperature a 850 hPa (circa 1500 m in libera atmosfera) nell’emisfero boreale il 4 febbraio 2012: l’aria gelida che interessa il Centro-Nord Europa scende di latitudine fino a lambire anche il Nord-Africa. Il nocciolo d’aria fredda in Scandinavia raggiunge valori di -26°C, al Nord-Italia si misurano -14°C (temperature molto simili a quelle previste nei prossimi giorni).

CONCLUSIONI GENERALI

Qui di seguito analizzeremo invece le conseguenze che l’afflusso gelido avrà sul nord-ovest italiano, con focus sulla nostra provincia. Bisogna precisare che avremo grosso modo due fasi: la prima caratterizzata da nevicate e piogge, la seconda invece da netto calo delle temperature.

FASE 1: PIOGGIA E NEVE
Si tratta di una fase che comincerà da domani, giovedì 22 febbraio 2018 e durerà sino a sabato prossimo compreso. Una circolazione di bassa pressione sta risalendo dalla Sicilia ed andrà a condizionare il tempo al nord-ovest, dove si osserverà il clou delle precipitazioni. E’ bene ricordare che questa fase precede l’afflusso effettivo del freddo, con temperature che invece saranno grosso modo in media. Sulla nostra provincia e in generale sul Basso Piemonte le precipitazioni saranno inizialmente discontinue ed intermittenti, con quota neve variabile tra la pianura e la collina; probabilmente nella mattinata di venerdì la neve calerà temporaneamente in pianura sulla nostra provincia. Questa intermittenza è prevista durare sino alla notte su sabato, con una pausa nel pomeriggio di venerdì 23 febbraio. Le nevicate vere e proprie interesseranno soprattutto il sud della provincia (Langhe) con accumuli al massimo di 15-20 cm entro la serata di venerdì dai 4-500 m; per quanto riguarda il nord della provincia la quota neve sarà più alta e gli accumuli saranno nettamente inferiori, ci attendiamo al più 5 cm entro venerdì sera (questi valori saranno confermati nelle previsioni che pubblicheremo domani alle 15 per venerdì, non mancate!!)

Il clou di questa fase di precipitazioni è attesa però durante la giornata di sabato, quando giungeranno venti di scirocco con precipitazioni diffuse su tutto il nord-ovest; di seguito proponiamo gli accumuli previsti su base GFS dal LAM di Meteo Titano:
Schermata 2018-02-21 alle 21.57.29

Gli accumuli mostrati sono notevoli, ma a nostro parere il modello tende a sovrastimare i valori, quindi ci attendiamo un ridimensionamento nei prossimi giorni. Proprio la giornata di sabato rappresenta la maggiore incognita, in quanto le temperature saranno al limite per osservare una buona nevicata in pianura e su Asti; in più il minimo di bassa pressione potrà richiamare correnti da nord-est al suolo, generando una ventilazione nei bassi strati sulle zone centrali e settentrionali della provincia, la quale andrebbe ad inibire i fenomeni e ad aumentare le temperature quel tanto che basta da trasformare la neve in pioggia in pianura. Probabilmente lo spartiacque di questo fenomeno sarà il fiume Tanaro, a sud di esso potrà nevicare anche in pianura e fondovalle perchè il vento non interesserà queste zone, mentre a nord di esso (e quindi anche Asti) c’è il rischio che l’intera precipitazione cada liquida, con neve solo sulle colline dai 3-400 m. Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni sull’evoluzione prevista. In tutto ciò il cuneese vedrà una delle nevicate più intense degli ultimi anni a bassa quota, con anche più di 50 cm a Cuneo città e fino ad un metro sui monti. Nella giornata di sabato la quota neve tenderà comunque ad innalzarsi nel corso del pomeriggio, quando è previsto l’esaurimento delle precipitazioni.

FASE 2: ENTRA IL GELO
Nella giornata di domenica è prevista l’entrata del freddo, grazie ad un nocciolo di aria artica in arrivo da est che potrebbe percorre tutta la pianura Padana. Le temperature subiranno un crollo netto a tutte le quote, alla quota di 850 hPa si raggiungeranno anche i -15°C, con probabili bufere di neve e colpi di vento. Anche sulla nostra provincia potranno essere osservati questi episodi, seppur deboli, il clou delle precipitazioni, questa volta nevose a tutte le quote, si concentrerà sulle pedemontane di torinese e cuneese per lo sbarramento naturale creato dai rilievi. Nei giorni seguenti il freddo potrebbe essere veramente intenso, con minime in pianura in caso di cielo sereno diffusamente sotto i -10°C: in questo caso l’eventuale presenza al suolo della neve, oltre al cielo sereno, sarà fondamentale, in quanto subentrerà l’effetto albedo, che favorirà e velocizzerà il calo notturno con minime gelide; non sono da escludersi anche valori di -15°C/locali vicine a -20°C nelle zone maggiormente soggette all’inversione termica. Condizioni necessaria sarà il cielo sereno, altrimenti il calo notturno sarà lento, senza minime estreme.

TENDENZA SUCCESSIVA: il freddo giunto potrebbe rivelarsi un ”investimento per il futuro” per gli amanti della neve; i modelli, tra i più disparati scenari, vedono anche giungere intorno ai primi di marzo correnti atlantiche umide da ovest, che apporteranno nuove precipitazioni al nord-ovest: sarà l’occasione per una nuova nevicata, ma per ora rimane ancora tutto poco chiaro e con probabilità bassa.

QUI PER LE PREVISIONI DI DOMANI 22 FEBBRAIO: CLICCA QUI.

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