Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

Per quanto riguarda le pianure, l’inverno 2019-2020 sarà a lungo ricordato per l’assenza di freddo e nevicate, sostituite da temperature sopra la media e precipitazioni molto scarse (salvo dicembre). Come spesso capita, prima o poi qualcosa doveva arrivare: eccoci qui questa sera ad annunciarvi un possibile colpo di coda dell’inverno, esattamente come successe nel 2017, quando il freddo arrivò a metà aprile devastando le campagne. 

Lo stesso potrebbe succedere nei prossimi giorni, grazie ad una configurazione mai presentatasi nei mesi scorsi: una retrogressione fredda da est. Che cosa si intende per ”retrogressione”? Si tratta semplicemente di una massa di aria gelida che si muove di moto retrogrado, ovvero da est verso ovest (mentre di solito nel nostro emisfero le masse d’aria si muovono da ovest verso est), quindi nel nostro caso la massa d’aria fredda arriverà dai Balcani. 

E’ doveroso precisare che i modelli faticano ancora ad inquadrare nei dettagli la configurazione: la maggiore variabile è legata all’esatta posizione della goccia fredda, posizione che si potrà conoscere solo 48 ore prima dell’evento. Un suo eventuale spostamento verso nord o sud potrebbe infatti causare un minore afflusso di freddo nella Pianura Padana, con temperature meno rigide. Tuttavia questa sera abbiamo deciso di parlarvi di questa possibile evoluzione, in quanto i principali modelli concordano da qualche giorno sull’impianto generale, ovvero su un afflusso freddo da est (quanto freddo lo potremo dire nei prossimi giorni con gli ultimi dati):

La carta soprastante sottolinea bene la goccia fredda in direzione dell’Italia (freccia rossa), la quale comincerà a far sentire i suoi effetti dalla serata del 22 marzo 2020, quando i primi sbuffi freddi potrebbero cominciare ad affluire da est. Vi starete sicuramente chiedendo se arriverà anche la neve, oltre al freddo. Innanzitutto dovete sapere che la massa d’aria in questione sarà sì fredda, ma anche secca, quindi molto difficilmente assisteremo a nevicate copiose in pianura. Durante l’entrata del freddo potremo assistere a locali fenomeni convettivi (rovesci) grazie ai contrasti fra l’aria fredda e la massa presente in pianura, ma difficilmente la neve si spingerà fino al suolo: inizialmente il freddo non sarà sufficiente a far scendere il fiocco fino a bassa quota. 

Discorso diverso invece per le pedemontane: qualora le carte dovessero confermare lo scenario di questa sera, le Alpi daranno vita al classico fenomeno dello ”stau”, ovvero uno sbarramento creato dai rilievi. La massa d’aria non potrà più proseguire il suo percorso verso ovest e verrà bloccata dalle montagne, scaricando sulle pedemontane e sui settori limitrofi l’umidità, con precipitazioni nevose a bassa quota. 

In montagna il freddo potrebbe risultare pungente, mentre per le nostre zone (basso Piemonte: Astigiano, Alessandrino, Langhe e Roero, ma lo stesso sarà in tutta la pianura Padana) il maggior pericolo sarà il gelo: si prevedono valori fino a -10°C a 850 hPa (circa 1500 m), quindi una notevole ondata di freddo, che riporterà le minime ovunque sotto lo zero, mentre le massime saliranno a fatica oltre i +5°C; nelle valli favorite dall’inversione le minime potranno spingersi anche al di sotto dei -5°C, sfiorando la soglia del -10°C (in caso di cielo sereno). Le piante fiorite sono numerose a questo punto e i danni potrebbero essere davvero consistenti. Seguite i nostri prossimi aggiornamenti, questa previsione necessita di urgenti conferme!

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