Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

In queste ore l’alta pressione si sta gradualmente ritirando verso sud, con un graduale calo delle temperature in quota, dove le temperature hanno raggiunto valori ben oltre la media. La nuova settimana si aprirà finalmente riservando ciò che il mese di ottobre prevede, la pioggia! Negli ultimi giorni infatti, i modelli si sono gradualmente allineati sul possibile peggioramento di martedì, che prenderà il via dalla tarda serata di domani, lunedì 14 ottobre, con i primi rovesci e temporali sull’alessandrino:

Il peggioramento sarà governato principalmente dal libeccio, le zone maggiormente favorite saranno a nord del Po ed i settori Appennini meridionali, sui quali potranno insistere anche i classici temporali autorigeneranti: attenzione dunque a possibili criticità dovute alle ingenti precipitazioni in poco tempo. Per quanto riguarda le nostre montagne invece, la quota neve si attesterà intorno ai 2500 m, in graduale calo a 2000-2200 m a fine evento, specie fra Vallèè e VCO, dove insisteranno i fenomeni più intensi (possibili anche 50 cm a 3000 m).

Nelle giornate successive assisteremo ancora ad un tempo variabile, con annuvolamenti di passaggio ma senza precipitazioni degne di nota, almeno sino a venerdì prossimo, quando i modelli prevedono un nuovo passaggio perturbato più strutturato su tutto il nord-ovest (da confermare).

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