Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

Siamo ormai giunti alla metà di gennaio e sinora il tempo non ha riservato particolari colpi di scena dal punto di vista dell’inverno; dopo le temperature anomale intorno a capodanno/primi giorni del 2019, aria fredda è affluita a tratti da est, ma a tratti le temperature sono tornate nuovamente oltre la media del periodo, con zero termico che in questi giorni si attesta intorno ai 2500/2800 m. Su molti siti meteo si legge della possibilità di manovre finalmente invernali, si parla di ”Big snow” e del ritorno dell’inverno, ma ci teniamo a precisare che queste affermazione poco hanno a che fare con la ”sana” meteorologia, ma si tratta solo di titoloni e articoli volti a catturare l’attenzione e con essa i click del pubblico, da qui il guadagno.

La situazione è chiaramente ben più complessa e va spiegata in modo approfondito: per i prossimi giorni a partire dal 20 gennaio i modelli mostrano effettivamente scenari tipicamente invernali, grazie all’elevazione verso nord dell’alta pressione che per lungo tempo ha stazionato sull’Europa. Tale spostamento verso nord andrebbe a garantire la giusta ondulazione del flusso perturbato in Atlantico, con uno o più peggioramenti del tempo, anche con nevicate fino in pianura. Ciò che risulta ancora difficile comprendere per quanto riguarda il Basso Piemonte è l’esatta posizione dei minimi di bassa pressione che si andranno a formare nel Mediterraneo, perchè dalla loro posizione e dalla velocità con cui essi si sposteranno dipenderà l’intensità del peggioramento. Dal punto di vista del linguaggio matematico dei modelli, un minimo di bassa pressione rappresenta forse l’elemento più difficile da prevedere, specie a 5-7 giorni come nel caso di questa sera, quindi sicuramente sarà necessario attendere qualche giorno per scenari più affidabili. 

Con questo articolo vogliamo darvi un quadro della situazione prevista per i prossimi giorni:

1) a partire dal week-end aria fredda affluirà da est, con un calo delle temperature sino a valori al di sotto delle medie del periodo, un buon elemento in vista delle future nevicate. 

2) primo peggioramento: lunedì 21 gennaio 2019. Ad emissioni alterne i modelli propongono un primo passaggio perturbato per questa data; i dubbi sono ancora molti, ma con gli scenari odierni questo primo passaggio sembra esser stato ridimensionato e cancellato, a causa dello spostamento verso sud del minimo di bassa pressione, che appunto avrebbe una traiettoria troppo meridionale per generare precipitazioni al nord-Italia.

3) secondo peggioramento: 23-24 gennaio 2019. Questo peggioramento rappresenta il vero fulcro di questo articolo, proprio per queste date i modelli confermano da qualche giorno un poderoso affondo di aria fredda che, attraverso la Valle del Rodano, andrebbe a tuffarsi nel cuore del Mediterraneo, generando una ciclogenesi e dunque marcato peggioramento del tempo. Merita proporre l’emissione del modello inglese ECMWF di questa sera, 16 gennaio:

Con la lettera rossa ”B” abbiamo indicato il minimo di bassa pressione che determinerà l’intensità del peggioramento: nella carta proposta tale minimo andrebbe a formarsi in una posizione ottimale per una buona nevicata sul Piemonte, tuttavia (lo si capisce con la carta successiva) esso viene visto muoversi molto velocemente verso sud ed in via di approfondimento, dunque stazionerebbe per un periodo troppo breve nel Ligure per consentire una nevicata degna di nota. Il modello americano GFS invece propone una visione differente con il minimo che traslerebbe molto più lentamente verso sud e conseguentemente una nevicata molto più intensa, con accumuli anche di 20-30 cm in pianura. 

Dal punto di vista previsionale bisogna notare che entrambi i modelli sono concordi per quanto riguarda l’impianto generale del peggioramento, ovvero con l’affondo appena poco a ovest delle Alpi. Questo è sicuramente un elemento a favore delle possibili nevicate; i prossimi giorni saranno tuttavia importanti soprattutto per capire l’esatta posizione del minimo e con esso gli accumuli previsti. Continuate dunque a seguirci!

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