Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

In questi giorni si sente molto parlare di una ondata di freddo in arrivo, con nevicate fino a bassa quota: la prima notizia è che al nord-ovest quasi non ce ne accorgeremo, in quanto il freddo arriverà ma sulle Adriatiche, mentre Piemonte e Vda in primis, essendo molto occidentali, saranno raggiunti solamente da blandi sbuffi più freschi da est e nulla di più. Al contrario ci stiamo preparando a vivere un fine anno ancora più mite di quanto non abbia fatto fino ad ora, grazie all’ennesimo spanciamento dell’alta pressione da ovest. Per inciso, dicembre nell’astigiano potrebbe chiudere come il più caldo di sempre, ma vi sapremo dire meglio una volta raccolti i dati degli ultimi giorni.


Dalla carta soprastante è infatti ben visibile il cuneo di alta pressione che si estende verso est, lambendo l’arco alpino. La risalita termica si farà via via maggiore a partire dal 30, specie in montagna, dove lo zero termico potrà raggiungere anche i 3500 m, mentre come sempre in pianura tenderà ad instaurarsi un regime di inversione termica e nebbie che limiterà l’ascesa termica. La parentesi mite si collocherà proprio a cavallo tra fine 2019 e inizio 2020, bisognerà attendere almeno il 4-5 di gennaio per osservare un più deciso calo termico e un ritorno delle temperature fino a valori nella media. Per ora non si vedono dunque precipitazioni degne di nota almeno sino all’inizio dell’anno nuovo.

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