Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

Mentre scriviamo questo articolo, alle ore 22 del 27 febbraio la temperatura ad Asti è ancora di poco superiore ai +10°C, esattamente come dovrebbe succedere in autunno ad ottobre o in tarda primavera, ad aprile o maggio. Da ormai due settimane sperimentiamo una fase di temperature incredibilmente miti per il periodo, con massime ripetutamente oltre i 20°C in pianura e assenza di rigelo notturno in montagna fino a 3000 m, se non oltre. Quest’oggi, 27 febbraio, si registravano +7°C ai 3200 m della Gran Vaudala nel Torinese, +20°C a Courmayeur a 1200 m o anche +11°C di minime a Loazzolo a 600 m sulle Langhe; la massima a Serole Bric Puschera, presso la stazione meteo Arpa, si è fermata a pochi decimi del record per il mese di febbraio del 15/02/90, quando si registrarono +21.3°C a 765 m di altezza (oggi +20.7°C). Vi bastino questi valori per capire che ci ricordiamo di essere a febbraio solamente per la data del calendario, il clima tipico di questo mese è totalmente assente.

Ma cosa ci attende nei prossimi giorni? sembra che gradualmente la situazione possa volgere verso un tempo più consono per la primavera ormai incalzante e per il mese di marzo. I modelli continuano a proporre un modesto sopra media termico per il versante sud alpino, mentre il flusso principale perturbato atlantico dovrebbe cominciare ad abbassarsi gradualmente di latitudine. Per il Basso Piemonte rispetto all’attuale clima non dovrebbero esserci grandi sconvolgimenti inizialmente, in quanto le perturbazioni tenderanno ad interessare soprattutto i settori di confine e la Vallèè con il classico sfondamento, mentre sulle pianura potranno soffiare intensi venti di fohen, ad aggravare ulteriormente la situazione idrica, pesantemente sotto media:

Nella carta soprastante abbiamo proprio evidenziato quanto appena descritto, con treni di perturbazioni che andranno ad apportare importanti precipitazioni su Alpi Francesi e Svizzere, nonchè sulla Vallèè, migliorando in parte la situazione del manto nevoso. Non si intravvedono per ora grandi movimenti capaci di apportare precipitazioni anche sulle altre zone del nord-ovest, per ora posticipato ad almeno il 6-8 marzo prossimi.

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