Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

Dopo un inizio mese piuttosto movimento con alcune nevicate sino a bassa quota, la terza decade del mese ha visto un netto cambio circolatorio, con l’affermazione dell’alta pressione, inizialmente frammista ad alcuni fronti atlantici che hanno portato pioggia sino a quote elevate, anche oltre i 2000 m sull’arco alpino occidentale. Nei prossimi giorni la situazione non tenderà a migliorare, in quanto un promontorio di alta pressione africana andrà a posizionarsi a nord-ovest dell’arco alpino, apportando temperature assolutamente fuori dalla norma, con valori tipicamente tardo primaverili sulle Alpi, dove lo zero termico rimarrà stazionario sui 3000 m per molti giorni:

In pianura invece, complice un regime inversionale che si sviluppa in queste condizioni, la mitezza sarà relativamente poco percepita, anche grazie a nebbie e nubi basse, ma basterà spostarsi in collina dai 4-500 per trovare massime agilmente intorno ai 10/12 anche 14 gradi nelle giornate più miti. Da notare come la posizione di tale alta pressione permetterà la presenza di venti di fohen sui rilievi, con massime che sui fondovalli (specie Val Susa e conca di Aosta) potranno portarsi sui 20 gradi tra il 31 dicembre e il 1 gennaio. Il profilo termico sarà dunque totalmente alterato sui monti e andrà a peggiorare la situazione del manto nevoso, già scarso sotto i 2000 m. Discorso diverso per le località sciistiche che invece si sviluppano su alte quote che potranno beneficiare delle abbondanti nevicate autunnali.

Le temperature rimarranno oltre la media e le giornate soleggiate sino ai primi giorni del 2019, per ora è atteso un graduale calo dei valori grazie a contributi freddi da est a partire dal 3-4 gennaio 2019, situazione che dovrà essere comunque confermata nel corso dei prossimi giorni.

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