Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

Ieri (29 gennaio) la neve è tornata sui settori alpini di confine, specie sulla Vallèè, ma ciò che viene mostrato per i prossimi giorni è decisamente sconfortante in ottica invernale: netto rialzo termico, aumento della quota neve in montagna ed una risalita calda da sud dell’anticiclone africano che porterà le temperature su valori tipicamente primaverili. 

Nel week-end nuove nevicate sono attese sulla Vallèè, con una quota neve in progressivo aumento fin verso i 1800-2000 m, anche oltre sulle zone occidentali, a causa della massa d’aria sempre più calda: una prima debole perturbazione è attesa sabato, una più intensa invece domenica. Sul Basso Piemonte, salvo residue nubi, dominerà il sole, con temperature già abbondantemente oltre la media (minime poco sotto lo zero in pianura, massime anche di 12-14 gradi), ma quello che viene visto per lunedì e martedì prossimi in parte ha dell’incredibile:

Una poderosa risalita di aria calda dal nord Africa si dirigerà proprio verso il nord-ovest, facendo impennare le temperature ovunque: l’anticiclone, insieme a flussi nord-atlantici, potrebbe dar vita a venti di fohen davvero caldi sulla pianura piemontese, soprattutto sul cuneese, dove lo zero termico facilmente salirebbe fino a 4000 m. La massa d’aria calda prevista sarà particolarmente calda a 850 hPa (circa 1500 m) con valori oltre i +10°C e se a questo ci aggiungiamo il fohen che seccherà e riscalderà l’aria, otteniamo un mix che potrà far rilevare localmente temperature massime record per febbraio (la configurazione è molto simile al 19 gennaio 2007, quando si raggiunsero quasi 29 gradi in pianura nel cuneese).

Per darvi un idea delle massime previste lunedì, vi proponiamo l’analisi del seguente modello, con lo zoom su parte del cuneese, provincia di Asti e Alessandria (Langhe, Roero e Monferrato):

Sulla pianura astigiana ed alessandrina difficilmente si andrà oltre i 20-21 gradi, mentre come potete vedere sul cuneese compaiono valori anche di 24/25 gradi, nonchè sulle Langhe; questo proprio per la maggiore influenza da parte del fohen. Insomma, valori decisamente caldi per il periodo, che corrisponderebbero alla media delle temperature attese a fine maggio! Già martedì tuttavia potrebbe cominciare a cambiare qualcosa: i modelli propongono un nuovo afflusso di aria fredda da nord-ovest e nevicate sui settori di confine, Vallèè in primis, con calo della quota neve probabilmente fino a fondovalle nella conca di Aosta.

Sarà dunque una risalita calda breve, questo è vero, ma comunque molto intensa (vi invitiamo a non focalizzarvi sulle temperature mostrate dalla carta soprastante: mancano ancora 3-4 giorni potrebbero esserci aggiustamenti di qualche grado sia in positivo, sia in negativo, dunque i valori che effettivamente si misureranno al suolo potranno subire ancora cambiamenti).

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