Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

Dopo un inusuale inizio di inverno con mitezza e assenza di precipitazioni, sembra che il trend meteorologico voglia cambiare in modo radicale, tendendo maggiormente verso il freddo e la neve. Nei giorni scorsi 15-20 cm di neve hanno interessato il Basso Piemonte, a cui sono seguiti picchi di freddo notevoli, sino a -16/-17°C nelle valli, come non lo si vedeva da tempo, dal lontano 2012, che comunque risultò ben più freddo (picchi anche di -25°C sulle piane piemontesi). Come riporta il titolo la nuova settimana si aprirà con nuove occasioni per rivedere la neve sino in pianura, grazie al mix fra aria artica e depressioni in arrivo da ovest; ma andiamo con ordine!

In queste ore un primo fronte sta approcciando le Alpi con nevicate anche intense sui settori di confine con Francia e Svizzera, mentre un blando flusso umido sta apportando nevicate sulla Pianura Padana centro orientale, mentre il Piemonte rimane ”spettatore”, a causa della protezione offerte dalle Alpi stesse. Si intravvedono due possibili nevicate nei prossimi 7 giorni, vediamole nel dettaglio:

1) mercoledì 30 gennaio 2019: la situazione appare piuttosto simile a quella odierna (domenica 27 gennaio 2019). Un rapido fronte perturbato giunge da ovest, attivando una temporanea risalita umida da sud della durata di qualche ora. Saranno possibili modeste nevicate sulle pianure centro-orientali del Piemonte, con accumuli crescenti da ovest verso est, fino ai massimi dei settori confinanti con la Lombardia. Trattandosi di un passaggio piuttosto rapido e con asse sfavorevole gli accumuli saranno nulli o di pochi cm.

2) venerdì 1 e sabato 2 febbraio 2019: il peggioramento previsto per questa data appare decisamente più corposo e capace di apportare nevicate più consistenti sul nord-ovest italiano. In questo caso una poderosa saccatura si avvicinerà da ovest, attivando un richiamo mite meridionale decisamente più intenso e dunque maggiori precipitazioni rispetto all’occasione precedente:

Per entrambe le nevicate va precisato che il profilo termico sarà eccellente per tutta la colonna e garantirebbe neve di ottima fattura anche in pianura. Il problema principale per ambedue è rappresentato dall’affondo freddo che viene visto troppo orientale e dunque in grado di attivare un richiamo meridionale poco intenso, specie per quanto riguarda la perturbazione del 30 gennaio; mancando ormai pochi giorni la situazione sembra essere confermata e non ci attendiamo grandi sconvolgimenti.

Per quanto riguarda invece la perturbazione attesa per l’1 e 2 febbraio prossimi, la corrente principale sarà il libeccio, vento da SW e proprio da esso dipenderà l’intensità del peggioramento.

  • Se nei prossimi aggiornamenti dovesse prevalere la componente meridionale di tale vento si osserverebbe un aumento delle precipitazioni con transito più lento del maltempo verso est e migliore tenuta termica, nonchè maggiori accumuli di neve.
  • Se invece dovesse prevalere la componente occidentale si assisterebbe ad una diminuzione delle precipitazioni a causa della maggior ”ombra” creata dall’arco alpino occidentale.

Sono proprio questi i punti su cui si giocherà la previsione finale e, mancando ancora 4-5 giorni, essa risulta passabile di ulteriori modifiche. Vi terremo comunque aggiornati nel corso dei prossimi aggiornamenti, nel frattempo vi invitiamo a diffidare dai soliti titoli che propongono nevicate epocali in pianura o un ”Big Snow”, è una meteorologia poco sana e volta solo all’arricchimento di questi siti con i click!

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