Premessa: sempre più spesso le richieste delle previsioni del tempo superano la distanza temporale dei 2-3 giorni, spingendosi anche oltre la settimana. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di creare una nuova rubrica dedicata alle previsioni del medio/lungo termine. Di fondamentale importante è ricordare che, trattandosi di previsioni e analisi a 7-10 e oltre giorni di distanza, la possibilità di commettere errori non è assolutamente trascurabile! Vi invitiamo a dare dunque il giusto peso a quanto troverete scritto, senza elevare a verità assoluta le nostre parole. Da parte nostra non vuole esserci alcuna presunzione, bensì la sola voglia di imparare e fornire sempre quel qualcosa in più, che possa aiutare chi ha pianificato una gita in montagna o al mare e anche coloro che in base al tempo decidono la propria giornata lavorativa, legata ad esempio all’agricoltura. Cercheremo dunque di individuare una possibile linea di tendenza per i giorni futuri, commentando le corse dei principali modelli matematici; gli articoli saranno pubblicati con cadenza regolare, indicativamente ogni mercoledì e domenica, in essi troverete informazioni generali, mentre per quelle specifiche (possibilità di piogge, temporali, nevicate, copertura nuvolosa e temperature) rimangono sempre online le nostre previsioni aggiornate quotidianamente, che trovate qui: LINK.

In questi giorni si è a lungo discusso sulla possibile nevicate in arrivo per venerdì 1 febbraio, cercando di rimanere lucidi fra i vari titoloni dei più rinomati siti meteo italiani, che proponevano nevicate abbondanti ed intense. Addirittura diversi quotidiani locali hanno riportato che a Torino sarebbe arrivata la nevicata più intensa da molti anni a questa parte, lasciando intendere accumuli notevoli che avrebbero creato disagi alla città. Prima di descrivere il tempo riprendiamo quanto scritto oggi sul sito del famoso meteorologo italiano Luca Mercalli ”nimbus.it”, che tre volte a settimana emette un bollettino meteo per il Piemonte e la Vallèè. Citiamo l’intero passaggio in questione, per farvi comprendere quanto ormai la meteorologia sia diventato un soggetto di spicco in articoli che creano solamente disinformazione e scalpore, tramite titoli mirati e creati appositamente per attirare l’attenzione:

‘Circolano da più parti informazioni relative alla nevicata di venerdì con termini fuori luogo (big snow, bomba di neve, la più grande nevicata degli ultimi anni). Va sottolineato che su molte zone di pianura manca da diversi anni una nevicata di circa 10 cm (per esempio su Torino dall’inverno 2012/2013 a oggi si sono avuti al massimo spessori di 8 e 10 cm in una singola nevicata solo nel 2013 e nel 2015), pertanto saranno sufficienti circa o più di 8-10 cm per avere la nevicata più intensa degli ultimi 5-6 anni sul capoluogo piemontese, ma questo non significa che è attesa una nevicata di portata straordinaria. 
Gli accumuli di neve saranno più consistenti su Cuneo, Asti, Alessandria, ma in queste località anche negli anni passati si sono rilevate nevicate più abbondanti che a Torino.” (tratto da nimbus.it)

Fatta questa doverosa premessa, passiamo ora analizzare cosa avverrà nei prossimi giorni. Nevicherà? sembra ormai altamente probabile, il peggioramento prenderà avvio domani sera (giovedì 31/01), per poi concludersi nella giornata di sabato prossimo. Esso avverrà grazie ad un notevole affondo perturbato di origine atlantica, l’analisi che proporremo tuttavia evidenzierà alcuni punti critici per i prossimi giorni.

1) PRIMA PARTE DEL PEGGIORAMENTO
La neve cadrà sino in pianura grazie al notevole cuscino freddo presente al suolo, precedentemente formatosi per il mix fra aria fredda affluita da nord e neve presente al suolo:

La corrente principale con cui avverrà sarà il libeccio, vento da sud-ovest, dal quale la nostra provincia rimane parzialmente protetta per via dell’arco alpino occidentale. Più precisamente si tratterà di un S-SW, ovvero un mix fra correnti di ostro (da sud pieno) e di libeccio (da sud-ovest), proprio per questo motivo anche le pianure fra Astigiano ed Alessandrino vedranno una discreta dose di precipitazioni. Tuttavia la componente libecciale si paleserà durante il peggioramento, questo lo si capisce osservando le emissioni dei vari Lam per quanto riguarda le precipitazioni; per farvi capire subito di cosa parliamo, alleghiamo di seguito l’elaborazione di questa sera (30/01) di Meteo Titano, il modello di San Marino, uno tra i più affidabili e ad alta risoluzione fino alle 12 di sabato:

Con il colore giallo abbiamo evidenziato l’ombra pluviometrica presente: per ombra si intende una zona più o meno vasta in cui le precipitazioni si riducono rispetto alle zone circostanti, solitamente per una questione orografica. In questo caso infatti il flusso perturbato da sud-ovest va ad impattare contro le Alpi Marittime, dove si può notare un picco precipitativo non indifferente (fino a 120-150 mm, atteso un metro di neve ad Argentera, che viene premiata in questi casi), mentre nel versante che si affaccia verso la pianura, l’aria, che ha scaricato tutta la sua umidità sul versante sopra vento, tende a ridiscendere riscaldandosi e a inibire in parte le precipitazioni. Per questo motivo tutta la zona limitata dai pallini gialli presenta accumuli minori (10-15 mm), mentre spostandosi verso est o a nord i valori tendono nuovamente ad aumentare. Attenzione: il modello non va inteso come veritiero al 100%, ma deve darci solamente un’idea generale: è altamente probabile che questa ombra pluviometrica ci sarà, ma non è detto che assumerà quella conformazione; nel caso infatti di un S-SW con componente maggiore da sud, essa sarà più distesa da sud verso nord (lambendo Torino ad esempio), mentre l’Astigiano verrebbe coinvolto da maggiori precipitazioni.

La carta soprastante mostra un altro aspetto caratteristico tipico dei peggioramenti con correnti di libeccio: un secondo clou precipitativo sul basso Alessandrino, sui settori limitrofi all’Appennino (Novese, Acquese, Ovadese ad esempio) fino a lambire il centro di Alessandria. Nonostante le maggiori precipitazioni, un fenomeno tipico in questi casi è il gelicidio, ovvero la pioggia che congela al suolo. Le correnti calde in risalita da SW infatti tenderanno a sfondare verso la pianura padana, andando a compromettere il cuscino freddo presente sulle zone sopra citate ed in particolare nelle valli appenniniche, causando un netto aumento della quota neve nella giornata di venerdì, probabilmente oltre i 2000 m. Precisiamo che le zone direttamente interessante saranno appunto quelle Appenniniche, ma successivamente l’aria calda andrà a trasformare la neve in pioggia anche sui settori limitrofi. Per farvi capire proponiamo un quadro ben chiaro della temperatura prevista alla quota di 1450 m circa per la giornata di venerdì prossimo, alle ore 15: come potete vedere in tutto il Piemonte i valori sono ampiamente negativi (-4/-5°C), mentre nella punta sud-orientale dello stesso, corrispondente all’Appennino Alessandrino e ai settori adiacenti ad esso, i valori superano lo zero (rappresentato dalla linea rossa intensa), portandosi fino a +4°C. Per completezza dovremmo proporvi anche la carta delle temperature al suolo; per semplicità vi diciamo che lo stesso modello mostra valori negativi, dunque la pioggia che cadrà dovuta allo strato caldo in quota congelerà al suolo, creando molto probabilmente disagi. Tale fenomeno potrebbe riguardare anche i settori delle Langhe al confine con la Liguria e alcune zone del cuneese montano, specie le testate vallive delle Liguri (Val Tanaro ad esempio).

In pianura invece fra astigiano, alessandrino e cuneese la quota neve si manterrà al suolo almeno fino alla tarda serata di venerdì, specie sul cuneese, con depositi di neve attesi generalmente fra 10 e 20 cm.

 

2) SECONDA PARTE DEL PEGGIORAMENTO
Durante le ultime emissioni dei modelli sembra che ci possa essere una nuova fase di maltempo nella giornata di sabato 2 febbraio, grazie alla formazione di un minimo di bassa pressione in transito dal Golfo del Leone verso il Mar Ligure.

In tal caso nuove precipitazioni potrebbero interessare il Piemonte, anche se meno intense; sarà difficile osservare nuove nevicate sino in pianura. Il cuscino freddo risulterà particolarmente compromesso per l’afflusso umido e caldo da sud e la neve potrebbe cadere solamente da quote di bassa collina, mentre in pianura risulterebbe mista a pioggia. Vi terremo comunque aggiornati su questa ultima fase, che appare ancora piuttosto poco chiara; per nuove nevicate in pianura inciderà moltissimo l’intensità delle precipitazioni.

Da domenica un promontorio di alta pressione tenderà ad imporsi da ovest, riportando condizioni soleggiate e anche nebbie, prima di un possibile afflusso di aria più fresca da est durante la nuova settimana, afflusso che dovrà essere confermato nei prossimi giorni.

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