QUI TROVATE LE PREVISIONI PUNTUALI PER LA GIORNATA DI DOMANI 11 DICEMBRE: http://datimeteoasti.it/previsioni-del-tempo/meteo-asti-11-dicembre-2017-2/

In questo articolo proveremo a spiegarvi, cercando di evitare troppi tecnicismi, quanto sia incerta la previsione di domani e perchè il margine di errore sia più elevato che in altre occasioni, nonostante manchino poche ore all’evento; gli effetti del peggioramento sono visibili già attualmente con abbondanti nevicate in Valle d’Aosta (60 cm in 10 ore ad Aosta) e piogge alternate a nevicate sui crinali montani più esposti.
Tutto è dovuto alla discesa di una profonda saccatura di origine polare tra la Francia e la penisola iberica responsabile dell’attivazione di intense correnti umide in grado di apportare precipitazioni molto abbondanti sui rilievi alpini ed appenninici maggiormente esposti al flusso dei venti da sud-ovest, il cosiddetto libeccio. Quando soffia questo vento il Piemonte centro-occidentale si trova spesso in “ombra pluviometrica” causata dalla catena alpina, che agisce da barriera contro le precipitazioni. Tuttavia nella giornata di domani, alcuni modelli evidenziano la possibilità che le correnti abbiano una componente più ostrale (l’ostro è il vento che spira da sud, foriero di abbondanti precipitazioni sulla nostra provincia) e si dispongano per alcune ore durante il pomeriggio da sud/sud-ovest permettendo così alle precipitazioni di “sfondare” il muro alpino. Quanto abbiamo detto è ben evidenziato dal modello ad area locale ad elevata risoluzione Moloch del CNR-ISAC di Bologna.

Confronto venti

Confronto della direzione e della velocità dei venti in quota prevista per domani; a destra alle ore 6, a sinistra alle ore 18: è evidente una componente maggiormente meridionale dei venti nella seconda immagine.

Moloch

Precipitazioni nella prima parte di lunedì (da mezzanotte fino a mezzogiorno): evidente il “buco precipitativo” sul Piemonte centrale dove si registrano le precipitazioni più esigue rispetto alle aree circostanti.

Moloch 2

Precipitazioni nella seconda parte di lunedì (da mezzogiorno fino a mezzanotte): il “buco precipitativo” si è quasi colmato per la variazione delle correnti da sud-ovest a sud/sud-ovest. Picchi superiori ai 200 mm su Appennino Ligure e Tosco-emiliano: sommati a quelli caduti nelle ore precedenti si raggiungono i 350/400 mm in 24 ore che potranno essere causa di criticità localmente per frane e importanti piene della rete idrografica.

Quindi la prima incognita è rappresentata dalle precipitazioni: non tutti i modelli sono concordi con la visione di Moloch. Per alcuni l’ombra pluviometrica sarà più marcata e presente anche nel pomeriggio con accumuli totali esigui e ridotti ad appena 2/5 mm tra pianura cuneese, basso torinese, Langhe e Roero (e quindi anche parte della nostra provincia). Noi crediamo però che quantomeno nel pomeriggio per qualche ora nuclei precipitativi di intensità moderate possano transitare anche su queste zone ed è quanto abbiamo espresso nelle previsioni testuali per domani, quando ci attendiamo fenomeni più diffusi rispetto al mattino. Rimane però un certo margine di incertezza.

La situazione però è ancora più complessa dal punto di vista termico a causa dell’intenso flusso libecciale che andrà ad erodere velocemente il “cuscino freddo” formatosi in questi giorni in Pianura Padana. Tuttavia questo avverrà prima alle quote più elevate, mentre negli strati più bassi lo strato d’aria fredda sarà più coriaceo. Ecco che si creano i presupposti per il fenomeno della pioggia congelantesi, anche chiamata gelicidio: altro non è che una precipitazione liquida che gela a contatto con le superfici su cui cade. Ciò è dovuto alle temperature negative che si registrano al suolo: perchè dovrebbe piovere se la temperatura è sotto o intorno allo zero? Per quanto abbiamo detto poco fa: i venti miti da sud-ovest che agiscono in quota tenderanno a riscaldare particolarmente gli strati dell’atmosfera intorno a 1500/2500 metri portando le temperature sopra lo zero. In questo modo il fiocco che si origina dalle nubi fonderà una volta passato attraverso questo strato con valori termici positivi e raggiungerà il suolo come precipitazione liquida; qui però ghiaccerà se troverà valori inferiori agli 0°C. Nelle nostre previsioni abbiamo indicato la possibilità che ciò domani si verifichi nell’Astigiano, ma sarà un fenomeno limitato all’Alta Langa, perchè sui fondovalle e nelle zone di pianura le temperature seppur nei pressi dello zero saranno positive. Questo fenomeno sarà invece ben più probabile ed esteso nelle valli appenniniche tra Alessandrino, Genovesato, Pavese, Piacentino e Parmense: in quest’area non si escludono gravi disagi alla viabilità per lo spesso strato di ghiaccio che si andrà a formare sulle strade.

Ora però dove sta l’incertezza nella previsione? Sta nel fatto che i modelli non sono concordi nel prevedere l’erosione dello strato freddo in quota (premesso che in basso resisterà per tutto l’evento). A tal proposito proponiamo un confronto fra tre diversi LAM con una soglia di risoluzione molto elevata: in ordine Moloch, laMMA e Meteotitano.

Moloch 850 Hpa

Temperature previste a circa 1450 m in libera atmosfera alle ore 12 di lunedì: ben visibile come resista una strato d’aria fredda tra Piemonte e Valle d’Aosta. Sulla verticale di Asti si prevede una temperatura di circa -4°C: in tal caso la precipitazione cadrebbe sotto forma di neve fino al suolo.

Meteotit 850 Hpa

Temperature previste a circa 1450 m in libera atmosfera alle ore 12 di lunedì: lo strato d’aria fredda resiste solo su Piemonte occidentale e settentrionale. Sulla verticale di Asti si prevede una temperatura di 1/2°C: in tal caso la precipitazione solida fonderebbe attraversato questo strato e giungerebbe sotto forma di pioggia al suolo.

Lamma 850 hPa

Temperature previste a circa 1450 m in libera atmosfera alle ore 12 di lunedì: resistono solo più piccole sacche d’aria fredda (0/1°C) sul Piemonte occidentale. Sulla verticale di Asti si prevede una temperatura di 4/6°C: anche in questo sono valori che non permettono la discesa del fiocco di neve fino al suolo.

Come si può apprezzare mettendo a confronto questi modelli, la situazione è tutt’altro che chiara: infatti per la medesima ora della giornata, ovvero il mezzogiorno di domani, si passa da temperature previste di -4°C a +4°C. Difficile dire chi può avere ragione, è possibile che possa avvenire una via di mezzo tra la visione di Moloch e quella di Meteotitano. Quindi, come abbiamo scritto nelle previsioni, nelle ore centrali di domani avremo un graduale passaggio della neve in pioggia a partire dalle zone più meridionali dell’Astigiano man mano che i venti di libeccio eroderanno lo strato freddo, fino poi ad avere pioggia ovunque nel tardo pomeriggio. Già dalla tarda mattinata non è escluso che cada pioggia su Langhe e tra Valle Belbo e Bormida: qui dove dove le temperature saranno negative (più probabilmente in medio-alta collina) si verificherà il fenomeno del gelicidio. Sarà meglio in tal caso prestare molta attenzione perchè la pioggia gelata può essere estremamente insidiosa specialmente per chi si sposta sia a piedi che in auto.   

Che tempo farà durante la prossima settimana?

Transitata la perturbazione continuerà l’afflusso di aria polare da nord, associata a fronti perturbati, i quali però avranno scarsa propensione a dirigersi verso il cuore del Mediterraneo; saranno ancora una volta premiati i settori di confine, con nevicate nuovamente intense tra mercoledì e giovedì sulla Vallèè, mentre altrove secchi venti di fohen interesseranno il Piemonte. Un secondo fronte dovrebbe giungere nella giornata di venerdì prossimo, la sua traiettoria rimane ancora piuttosto incerta, dunque anche le conseguenze. Seguite i nostri aggiornamenti!

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