Il mese di maggio 2019 è risultato il più freddo dal 1991, con anomalie termiche di 2/3°C inferiori alla media degli ultimi trent’anni su gran parte del Mediterraneo. E’ stato caratterizzato da irruzioni d’aria artica tra la 1° e la 2° decade, capaci di riportare la neve fino a quote prossime alla pianura sul Nord-Italia come non accadeva in questo mese dal 1957. In particolare nell’articolo andremo ad analizzare l’evento del 5 maggio che ha raggiunto localmente caratteri di straordinarietà.

Animazione delle carte dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al livello del mare il 5 maggio 2019: evidente l’aria in discesa direttamente dall’Artico gettarsi nel Mediterraneo attraverso la “Porta del Rodano” con conseguente formazione di un minimo di bassa pressione al suolo in spostamento dal Mar Ligure verso il Centro-Italia.

 

EVENTO IN EMILIA ROMAGNA

Le precipitazioni risultano abbondanti tra Nord-Est ed Emilia Romagna dove cadono fino a 80-100 mm di pioggia in 24 ore. La neve fa la sua comparsa con lievi imbiancate da quote di 150/200 m, in particolar modo nel Reggiano (2 cm a Ciano d’Enza, 200 m). E’ in collina che gli accumuli risultano eccezionali: 41 cm cadono a Prignano sulla Secchia (MO, 557 m) e 35 cm a Castelnovo de’ Monti (RE, 741 m), valore quest’ultimo superiore ai 22 cm del 6 maggio 1957; sull’Appennino romagnolo si accumulano oltre 50-60 cm dai 1000/1200 m. 

Confronto prima (mattina 5 maggio) e dopo (alba del 6 maggio) presso l’agriturismo del Cimone ”La Palazza” (Fanano, MO) a 1220 m: si superano i 50 cm al suolo.

La fitta nevicata a Serramazzoni il pomeriggio del 5 maggio a 800 m (foto Luca Lombroso).

Scatto della webcam a Prignano sul Secchia (MO) 557 m a nevicata terminata con 41 cm di neve fresca al suolo.

Si contano alcuni episodi con nevicate a quote collinari nel mese di maggio negli ultimi decenni sull’Appennino settentrionale, ma sicuramente dal 1957 nel mese di maggio mai la neve era scesa fin quasi in pianura ed in maniera tanto abbondante dai 300/400 m in Emilia Romagna. Per tal motivo l’irruzione di quest’anno è paragonabile a quella di 62 anni fa (facendo riferimento alle precipitazioni nevose). A livello termico quella del 1957 fu più ragguardevole viste le forti gelate che si sperimentarono in Pianura Padana. Un episodio ancor più eccezionale era avvenuto sul finire della Piccola Età Glaciale (periodo di recrudescenza climatica ed espansione dei ghiacciai che gli studiosi collocano tra il 1400 ed il 1850), il 6 maggio 1861: quel giorno caddero 10 cm di neve a Modena città (34 m).

 

EVENTO NEL BASSO PIEMONTE

L’eccezionale irruzione d’aria artica che ha interessato il Nord-Italia ha lasciato ai margini il Piemonte e l’Astigiano. Nonostante ciò, un temporaneo afflusso d’aria fredda in quota (-2/-3°C a 850 hPa il mattino del 5 maggio sul Basso Piemonte, immagine a lato del modello COSMO-D2) e la formazione di un momentaneo minimo di bassa pressione (993 hPa) sul Mar Ligure, sono stati responsabili di precipitazioni nevose fino a bassa quota anche tra Piemonte e Liguria. Sono caduti 20/25 cm sull’Appennino alessandrino oltre i 1400 m e sulle Langhe i fiocchi si sono spinti fin verso i 600 m seppur senza accumulo. Degni di nota sono i 13 cm alle Capanne di Marcarolo (Bosio, AL, 780 m) e i 12 cm a Vara Superiore (Urbe, SV, 810 m); nel Savonese in Alta Valle Orba sono stati documentati accumuli fino a 450-500 m.

Capanne di Cosola (AL, Cabella Ligure) a 1550 m sull’Appennino Ligure la mattina del 5 maggio sotto una fitta nevicata e circa 20 cm di neve fresca.

Leggera imbiancata alla frazione Moretti di Ponzone (AL) a 750 m la mattina del 5 maggio.

La frazione di Bruggi nel comune di Fabbrica Curone (AL) a 1051 m la mattina del 6 maggio: resiste ancora un modesto strato di neve dal giorno precedente.

Un evento simile in queste zone dell’Appennino non si verificava da maggio 1991: 28 anni fa addirittura cadevano 30 cm a Piampaludo sulle alture di Sassello a 850 m tra il 4 ed il 6 maggio. Tuttavia in Appennino negli anni recenti si ricorda una nevicata ben più tardiva: il 25 maggio 2013 i fiocchi scendevano a 700/800 m tra l’entroterra di Savona e Genova con locali imbiancate. Se sui rilievi appenninici episodi del genere se ne contano alcuni, possiamo invece affermare che sulle Langhe la neve a maggio sia un evento raro: non si ricordano negli ultimi decenni depositi al suolo, tuttavia nel 1991 (4 maggio) e nel 2017 (1 maggio) qualche fiocco si era spinto fino a 7/800 m localmente. Andando più indietro nel Novecento, solo in altre due occasioni, vengono segnalate locali nevicate sulle Langhe: il 2/5/1939 ed il 2/5/1945.  Addirittura nell’evento del 1945 rovesci portano fiocchi frammisti a pioggia fino ad Asti, mentre si depositano 3 cm sulle colline del Monferrato a Cocconato (490 m). Si può quindi affermare che l’episodio nevoso del 5 maggio di quest’anno, con buona probabilità, sia il più tardivo in assoluto da oltre un secolo sulle Langhe.

Registro originale del maggio 1939 dell’osservatorio di Roccaverano dell’Ufficio Idrografico che ha operato tra il 1913 ed il 1944. Il 2 del mese si può leggere cerchiato in rosso: “piove e nevica” e poi ancora “freddo +2 (!)”.

La bufera di neve ripresa dalla torre di Roccaverano (AT) a 759 m la mattina del 5 maggio: da notare i fiocchi orizzontali a causa del forte vento le cui raffiche in cima alla torre erano probabilmente prossime a 100 km/h (93 km/h il dato più elevato misurato da una stazione Arpa a Ponzone nell’Alessandrino alla medesima quota).

La bufera di neve vista dalla torre di Roccaverano (AT) a 759 m: le virghe di neve avvolgono le colline circostanti.

Di seguito invece un nostro video realizzato sempre dalla torre di Roccaverano, grazie al quale si può apprezzare l’intensità della bufera di neve. Con ogni probabilità i fiocchi a maggio qui nel comune dell’Alta Langa astigiana non si vedevano dal 4/5/1991, ma probabilmente si tratta dei più tardivi da oltre un secolo.

 

All’alba del 6 maggio, dopo un rasserenamento dei cieli, si misurano -0,1°C a Castell’Alfero (AT, 140 m) sul fondovalle del torrente Versa: il valore non è eccezionale e può essere paragonato ad altri eventi freddi avvenuti a maggio negli ultimi anni (1997, 2004 e 2012) ed è superiore al 1991 (-0,6°C a Montechiaro d’Asti). Più notevole è la temperatura di +0,1°C registrata a Serole Bric Puschera (765 m) la mattina del 5 maggio durante la tormenta di neve che ha investito l’Alta Langa Astigiana: per questa località si tratta del valore più basso a maggio degli ultimi 30 anni almeno.

Temperature minime nel mese di maggio misurate tra il 1989 ed il 2019 a Montechiaro d’Asti (località di pianura nel Monferrato astigiano): l’unico valore negativo è stato misurato nel 1991, mentre in qualche altra occasione oltre quest’anno la temperatura si era avvicinata agli 0°C.

Temperature minime nel mese di maggio misurate tra il 1989 ed il 2019 a Serole Bric Puschera (località di alta collina nella Langa astigiana): il valore di quest’anno è inedito nella serie storica.

 

Paolo Faggella & Luca Leucci

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