Il seguente articolo ha l’intenzione di diffondere importanti dati sulla misura della neve in diverse località del Nord-Ovest, molto utili per comprendere meglio il clima delle nostre zone come era una volta e come sta cambiando negli ultimi decenni. La maggior parte delle serie nivometriche sono centenarie ed anche ultracentenarie, a queste ne aggiungiamo altre due rilevate da però privati ma aventi entrambe oltre 30 anni di rilevazioni (periodo minimo per stabilire una media attendibile secondo l’OMM). Oltre a precisare le medie su vari periodi è associato un grafico esplicativo e (non per tutte) un foglio Excel con i totali annui di neve fresca.


Cuneo – 550 m

La capannina meteo ed il pluviografo sul terrazzo della Camera di Commercio (550 m) dove sono in funzione dal 1951, in precedenza, dal 1887 al 1950, l’osservatorio era ubicato in Via Cacciatori delle Alpi (531 m) sempre nel centro urbano del capoluogo. Nel 2002 l’Arpa ha installato sul medesimo terrazzo un pluviometro ed un anemometro automatici (foto). (Foto Luca MERCALLI, 5/5/1994, Nimbus n°3).

E’ il capoluogo di provincia più nevoso d’Italia al pari forse solo con Campobasso (700 m). Ha un’ottima nevosità in rapporto alla quota altimetrica, tuttavia non eccezionale, infatti nello stesso Cuneese, come anche nell’Alessandrino, ci sono località più nevose a quote anche più basse.

Leggendo dalla rivista Nimbus n°3: “Secondo le notizie riportate nei manoscritti del GALLO, la neve più precoce fu osservata il 17 ottobre 1807 e 1820, mentre la più tardiva il 23 maggio 1837, ma se ne ignora la quantità (le rilevazioni iniziarono appunto dal 1877). In un mese la massima quantità cadde nel gennaio 1895 (182 cm), seguita dal noto febbraio 1888, con 154 cm. Dando uno sguardo ai mesi primaverili ed autunnali il maggior accumulo per Aprile si ebbe nel 1879 con 58 cm così come per maggio con 15 cm (carta 500 hPa), mentre per Ottobre nel 1979 quando caddero 17 cm in città durante la celebre nevicata del 27 (carta 500 hPa). Tuttavia se si considera un intervallo di 24 ore, la più spettacolare nevicata fu quella del recente 9 dicembre 1990 (foto corso Nizza) che coprì la città con 105 cm; in precedenza il primato era detenuto dai 68 cm del 14 gennaio 1969″. Di seguito il link al nostro articolo riguardante la nevicata del 9 dicembre 1990: link.

L’inverno più nevoso è risultato il 1894-95 con ben 356 cm, seguito dal recente 2009-10 con 293 cm, che rappresentano un valore eccezionale se rapportato alla riduzione della nevosità che si è manifestata dalla fine degli anni ’80; si ricordano anche il 1878-79 ed il 1916-17 entrambi con un totale di 278 cm ed il 2008-2009 con 275 cm. La stagione invernale con il minor accumulo dell’intera serie è stata il 2006-07 con appena 1 cm.

Media storica -> 1877-78 / 2011-12 (135 anni): 121.5 cm

Media 1961-2010: 115.2 cm

Media 1961-90: 123.2 cm

Media 1971-00: 108.3 cm

Media 1981-10: 96.2 cm


Grafico relativo alla quantità di neve fresca nell’anno idrologico (ottobre-settembre) a Cuneo dal 1877-78 al 2011-12. (Elaborazione SMI, Nimbus n°67-68).


Torino – 250 m
Si tratta della serie nivometrica più lunga e continua al mondo che, iniziando dal 1787, ci fornisce un patrimonio inestimabile di dati. E’ stata analizzata a fondo dai due meteorologi Luca Mercalli e Gennaro di Napoli e la troviamo, oltre ad innumerevoli altri dati, informazioni, documenti fotografici e quant’altro, sul ricchissimo libro “Il Clima di Torino” di oltre 900 pagine. Nostro articolo a riguardo: link.

Le rilevazioni nel corso degli oltre due secoli sono state condotte in diversi siti, ma tutti rientranti sempre nel centro urbano del capoluogo torinese o nel centro città della vicina Moncalieri quando, per le troppe lacune degli osservatori di Torino, sono stati utilizzati i dati di tale città.

Leggendo da “Il clima di Torino”: “Le date estreme della neve note per Torino città, intesa come area urbana sotto i 270 m di quota, sono il 22 ottobre (1748) e il 25 aprile (1972) (carta 500 hPa), riferite alla caduta di almeno 0,5 cm di neve. Anche considerando le nevicate inferiori a 0,5 cm o senza formazione di manto, non si ha nessuna notizia di eventi anteriori al 22 ottobre, mentre sono attestati alcuni eventi dopo il 25 aprile e fino all’1 maggio (1714), nei quali la neve però è sempre fusa a contatto con il suolo”. Oltre alla nevicata del 22 ottobre 1748 di cui se ne ignora la quantità, poichè le rilevazioni sono iniziate dal 1787 ma i due meteorologici ne stimano un accumulo di circa 10 cm, gli unici episodi nevosi con accumulo in questo mese furono quello del 31 ottobre 1920 (2 cm) e più recentemente quello del 27 ottobre 1979 (5 cm; carta 500 hPa) che quindi si conferma essere il più importante e precoce evento nevoso nel mese di ottobre sulle pianure medio-occidentali del Piemonte da oltre 250 anni!

L’inverno più nevoso dell’intera serie è stato il 1882-83, con un totale di >172 cm, in 5 occasioni la stagione fredda è trascorsa senza neve, di cui tre negli ultimi 25 anni (1846, 1925, 1989, 1990, 2007). La nevicata maggiore in 24 ore si è verificata il 4 dicembre 1844 con 64 cm ed il mese con più neve è stato con 128 cm il dicembre 1808.

Media storica -> 1787-88 / 2011-12 (223 anni): 46.9 cm

Media 1961-2010: 24.4 cm

Media 1961-90: 27.3 cm

Media 1971-00: 24.5 cm

Media 1981-10: 24.5 cm

Torino – Serie neve fresca 1788-2012 (cliccare sulla scritta)
Grafico con la quantità di neve fresca caduta a Torino dal 1787-88 al 2008-09. Si noti, grazie alla media mobile, la minore nevosità del ‘900 rispetto al secolo precedente e più recentemente il pronunciato deficit dell’ultimo trentennio (il meno nevoso al pari con il ’71-00 ma con 3 inverni senza neve) dove fanno eccezione l”85-86 e ’86-87 ed il più recente 2008-09. (Elaborazione SMI).


Moncalieri (TO) – 248 m
L’osservatorio meteorologico del Real Collegio Carlo Alberto nel centro di Moncalieri dove si conducono le misure dal 1864. Notiamo la capannina posizionata sulla balaustra del balcone centrale, sulla torretta si vedono il pluviografo ed il vecchio anemometro di Francesco Denza. Dal 2001 a questi sono stati affiancati sensori automatici. (Foto 1994, da “Moncalieri 130 di meteorologia – 1865-1994).

La nevicata più intensa in un giorno si è avuta il 14 gennaio 1987 con 46 cm (durata 21 ore; carta 500 hPa), seguita dai 45 cm del 24 novembre 1895. L’inverno più nevoso è risultato, come nel capoluogo torinese, il 1882-83 con 159 cm, mentre 5 sono quelli chiusi a 0 cm. Il febbraio 1875 totalizzando 97 cm è il mese più nevoso dell’intera serie. La nevicata più precoce è attestata al 24 ottobre 1890 senza però accumulo, mentre per vedere almeno 0.5 cm bisogna risalire al 27 ottobre 1979 quando si ebbero ben 10 cm; la nevicata più tardiva è stata invece osservata il 25 aprile 1972 (1 cm).

Media storica -> 1863-64 / 2011-12 (148 anni): 38.7 cm

Media 1961-2010: 25.4 cm

Media 1961-90: 28.5 cm

Media 1971-00: 25.2 cm

Media 1981-10: 23.8 cm

Moncalieri – Serie neve fresca 1864-2012 (cliccare sulla scritta)
Evoluzione della quantità nell’anno idrologico della neve fresca caduta a Moncalieri dal 1864-65 al 1993-94. (Elaborazione SMI, “Moncalieri 130 anni di meteorologia – 1865-1994”).


Bra (CN) – 290 m
L’osservatorio è situato dall’inizio delle rilevazioni nel 1862 nel cortile interno del Palazzo Craveri, dal 1993 l’Arpa ha affiancato degli strumenti automatici (un termoigrometro visibile nella foto a sinistra della capannina accanto al pluviografo, un pluviometro ed un nivometro ad ultrasuoni per la misura del manto nevoso individuabile a sinistra del termoigrometro). Purtroppo dagli anni ’80 questa serie (la più lunga dopo quella di Torino) è diventata inaffidabile. (Foto da “Serie Climatica Ultracentenarie”).

Il massimo assoluto della serie delle nevicate giornaliere appartiene al 24 novembre 1895 (carta 500 hPa) con ben 93 cm in 24 ore, mese, questo di novembre 1895 appunto, che chiuse con un totale di 126 cm, posizionandosi al terzo posto come più nevoso dopo il febbraio 1888, che con 154 cm rappresenta quello con il maggior accumulo, e febbraio 1875 (151 cm).

L’inverno più nevoso è stato il 1887-88, con 204 cm, mentre si sono avuti 6 inverni chiusi a 0 cm, tutti nell’ultimo trentennio (1982-83 – 1988-89 – 1989-90 – 1993-94 – 1994-95 – 2006-07). Attenzione però: l’ultimo ventennio della serie presenta un’evidente sottostima nelle rilevazioni, se compariamo infatti il 1991-10 di Bra con quello della vicina Cavellermaggiore (285 m; fonte privata con rilevazioni di hs max al suolo) alla medesima quota (aventi pressochè la stessa nevosità) la differenza è notevole: la media della prima è di appena 31.5 cm, mentre quella della seconda di 43.3 cm. Questa sottostima è estesa quantomeno anche agli anni ’80 e quindi all’intero trentennio 1981-10, di questo perciò ne risente, seppur in maniera minore, anche la media degli altri due trentenni, ’61-90 e ’71-00.

Media storica -> 1862-63 / 2009-10 (148 anni): 55.3 cm

Media 1961-2010: 38.6 cm

Media 1961-90: 41.6 cm 

Media 1971-00: 41.9 cm

Media 1981-10: 34.1 cm

Bra – Serie neve fresca 1863-2010 (cliccare sulla scritta)
Totali annuali di neve fresca a Bra dal 1862-63 al 1990-91 con la media mobile di ordine 9. Si noti il notevole 1985-86 che chiudendo a 159 cm è il secondo più nevoso del ‘900 solo dopo il 1916-17 con 162 cm; notevole è anche l’incostanza degli inverni dell”800 con anni i cui apporti superavano i 150 cm alternati ad altri con meno di 50 cm. (Elaborazione SMI, “Pioggia e neve a Bra 130 anni di osservazioni”).

 

Vercelli – 134 m
L’osservatorio si è spostato per tre volte dal 1871. Da quest’anno sono iniziate le rilevazioni all’Ospedale Maggiore (150 m) recanti qualche lacuna fino al 1909 quando si sono interrotte per poi riprendere nel 1932 a Villarboit (175 m) per un breve periodo fino al 1939, mentre dal 1940 furono rilevate a Cascina Boraso (134 m) dove proseguono tutt’ora. Nella foto sopra vediamo proprio la strumentazione alla Cascina: al centro la grande capannina in stile inglese, che ospita il termoigrografo; a sinistra la capannina tradizionale, dove sono collocati i termometri a massima e minima. In primo piano, a sinistra il piranografo per la misura della radiazione globale, a destra l’eliofanografo per la misura dell’eliofania. In altro a destra dell’immagine il pluviografo SIAP. (Foto Daniele CAT BERRO, 22/7/2004, “Il clima di Vercelli dal 1871”).

L’inverno più nevoso come anche per Torino e Moncalieri è stato il 1882-83 con 132 cm e 7 sono state le stagioni fredde chiuse a 0 cm. Il mese più nevoso è il gennaio 1895 con 85 cm, invece la nevicata più intensa in un giorno corrisponde al 5 gennaio 1954 (carta 500 hPa) con 45 cm in 24 ore. Gli episodi nevosi più precoci e più tardivi con almeno 1 cm di accumulo sono rispettivamente il 15 novembre 1968 (1 cm; carta 500 hPa) ed il 20 aprile 1954 (5 cm; carta 500 hPa).

Media storica -> 1874-75 / 2011-12 (112 anni): 35.7 cm

Media 1961-2010: 29.4 cm

Media 1961-90: 35.0 cm

Media 1971-00: 26.0 cm

Media 1981-10: 27.1 cm

Vercelli – Serie neve fresca 1874-2012 (cliccare sulla scritta)
Totali annui di neve fresca dal 1874 al 2004 con quale lacuna nei primi anni della serie che non permette di calcare i valori annuali, più in rosso la media mobile di ordine 5. Si noti il recente periodo nevoso negli anni ’80 grazie ai tre inverni ’84-85, ’85-86 e ’86-87 con rispettivamente 91, 90 e 70 cm seguito da un profondo deficit iniziato nel 1988 con tre inverni consecutivi chiusi a 0 cm. (Elaborazione SMI, “Il clima di Vercelli dal 1871”).

 

Casale Monferrato (AL) – 110 m
Negli anni recenti i dati sono misurati all’Istituto di Pioppicoltura. La serie che inizia dal 1926 presenta qualche lacuna solo tra il 1935-38 e più recentemente agli inizi del 2008.

Il mese più nevoso è risultato il gennaio 1954 con 70 cm, l’inverno 1953-54 chiuderà a 110 cm posizionandosi al secondo posto come più nevoso dopo il 1977-78, che, presentando un totale di 126 cm, è l’inverno con il maggior accumulo dell’intera serie. Ben 8 sono gli inverni chiusi a 0 cm, 7 dei quali nell’ultimo trentennio e 3 di questi sono stati consecutivi tra il 1987-88 al 1989-90.

Guardando agli altri massimi mensili notiamo che il febbraio con il maggior accumulo è stato il 1978 con 60 cm, i marzo più nevosi sono stati il 2005 e 2010 con 25 cm, l’aprile il 1954 con 5 cm, il novembre il recente 2008 con 25 cm ed il dicembre il 1933 con 59 cm, ottobre non presenta alcuna nevicata con accumulo.

Media storica -> 1926-27 / 2010-11 (79 anni): 34.0 cm

Media 1961-2010: 33.5 cm

Media 1961-90: 37.2 cm

Media 1971-00: 30.6 cm

Media 1981-10: 28.6 cm

Spostiamoci per un momento nella vicina Valle d’Aosta, dove andiamo ad analizzare i dati del capoluogo aostano situato nel fondovalle, scavato dalla Dora Baltea.

Aosta, Saint Christophe – 544 m

Nella foto la stazione meteo di Aosta situata all’aeroporto di Saint-Christophe (544 m, periferia est del capoluogo valdostano) in funzione dal 1974. Da tale data qui vengono rilevati tutti i dati mentre in precedenza  venivano osservati ad Aosta città. (Foto da “Atlante climatico della Valle d’Aosta”).

Difficile fare un paragone tra Cuneo ed Aosta che, pur trovandosi alla medesima quota ed avendo una nivometria simile, seppur ad Aosta minore, differiscono totalmente, anche nelle nevicate, trovandosi in un contesto orografico molto differente. Uno fra i pochi eventi nevosi a metterle d’accordo fu quello già citato in precedenza del 9 dicembre 1990, storico in entrambi i capoluoghi. Anche qui si registrò il maggior accumulo nevoso in 24 ore dall’inizio delle rilevazioni con 100 cm di neve fresca (il precedente record apparteneva all’8/12/1944 con 80 cm in 24 ore). Rispetto a Cuneo, ad Aosta, oltre ad aver nevicato poco più nel mese di maggio (l’ultimo episodio con accumulo, che è anche il più abbondante della serie, risale al 4 maggio 1975 con 12 cm), la neve ha fatto la sua comparsa in modo più tardivo. Un recente episodio, alquanto notevole, è quello dell’1 giugno 2011 (carta 850 hPa), quando in città al mattino nevicò misto a pioggia con accumuli dai 700 m.

Il capoluogo aostano ha come estremi di nevicate con almeno 1 cm il 26 ottobre 1939 (5 cm; carta 500 hPa) ed il 5 maggio 1945 (5 cm; carta 500 hPa), ma ben più tardivi sono gli episodi di neve che fonde a contatto con il suolo i quali arrivano fino all’ultima decade di maggio/primi giorni di giugno come abbiamo visto anche poche righe sopra. Il mese più nevoso è stato il dicembre 1916, con 181 cm, inverno che è risultato essere il più nevoso della serie 1916-17 con 292 cm, seguito subito dal più recente 1977-78 con ben 283 cm, mentre il meno nevoso è stato il 2006-07, con appena 2 cm.

Media storica -> 1891-92 / 2011-12: 95.1 cm

Media 1961-2010: 87.2 cm

Media 1961-90: 92.4 cm

Media 1971-00: 92.1 cm

Media 1981-10: 78.6 cm


Serie dei totali annui di neve fresca dal 1892 al 2002 con qualche lacuna tra gli anni ’40 e ’60. Si noti il pronunciato deficit del 1987-1995. (Elaborazione SMI, fonte “Atlante climatico della Valle d’Aosta”).

Concludiamo dando un’occhiata alle uniche due serie del NW rilevate da amatoriali che dispongono di oltre 30 anni di dati.

Urbe, Monte Poggio (SV) – 820 m

Immagine della webcam (in funzione dal 2010) del Monte Poggio nel comune di Urbe in Alta Valle Orba il 25 maggio 2013: è in corso un rovescio di neve che per la temperatura positiva non riesce ad attecchire al suolo. Si tratta della nevicata, seppur senza accumulo, più tardiva da quando si operano rilevazioni (1982); l’unica nevicata con accumulo nel mese di maggio risale al 7 maggio 1991 con 22 cm.

Dati rilevati da Massimo Z. (Forum MontePoggio – Discussioni di meteorologia e altro tra amici). Il Monte Poggio che si trova nell’Appennino Ligure in provincia di Savona è un bricco nel comunque di Urbe in alta Valle Orba, che raggiunge gli 821 m ed è a soli 4 chilometri dal confine alessandrino, con cui condivide peculiarità climatiche uniche, essendo tale versante esposto verso il catino padano e riparato a sud dalla dorsale del Beigua. Sull’ultimo trentennio con i suoi 300 cm (sicuramente ancor maggiori sulla ’71-00 e ’61-90) ha una media che si può definire “spaventosa”, considerando la quota altimetrica e la distanza dal mare di appena una decina di chilometri: difficilmente si può trovare un posto simile altrove in Italia. Per non parlare della notevolissima tenuta del manto nevoso in relazione alla latitudine e sempre alla distanza dal mare: da quando si dispongono misurazioni per questa località (inverno 1981-82) il periodo con la maggior permanenza della neve al suolo è stato di 124 giorni (circa) nel recente inverno 2008-09, dal 28 novembre 2008 fin intorno al 31 marzo 2009.

L’inverno più nevoso è stato il 1985-86 con 716 cm, ma ricordiamo anche l’ultima stagione (2012-13) che, chiudendo a 666 cm, è la seconda più nevosa della serie, mentre quella che ha ricevuto il minor apporto è stata la 1989-90, con appena 27 cm.

Media 1981-82 / 2012-13 (32 anni): 300.1 cm

Monte Poggio – Serie neve fresca 1982-2012  (cliccare sulla scritta)


Pinerolo (TO) – 380 m
Dati rilevati da Paolo Jannin al termine di ogni nevicata; anche negli ultimi anni è stata mantenuta la stessa modalità di rilevazione (quindi NON su tavoletta con pulizia ogni 6/8 ore) per mantenere omogenea la serie.

Pinerolo ha come estremi di nevicate il 27 ottobre 1979 (2 cm) ed il 28 aprile 1989 (0 cm; carta 500 hPa). Il maggior accumulo in un giorno è rappresentato dai 50 cm in 24 ore del 14 gennaio 1987, quello di un evento dai 99 cm totali del periodo 13-16 gennaio 1987. Il mese più nevoso è ancora il gennaio 1987 con 104 cm; l’anno più nevoso della serie è il 1985-86 con 150 cm, mentre il meno nevoso è il 2006-07 con 0 cm.

Media 1978-79 / 2011-12 (34 anni): 37.7 cm

Media 1981-10: 37.4 cm

Pinerolo – Serie neve fresca 1978-2012 (cliccare sulla scritta)
Grafico dei totali annui di neve fresca a Pinerolo dal 1978-79 al 2007-08. (Fonte: “Le nevi di Pinerolo”).

Analizzando queste serie (fatta eccezione per le ultime due dove non possiamo avere un andamento storico) possiamo affermare che dovunque al NW la nevosità è in costante diminuzione ed un po’ dovunque i recenti 2008-09 e 2009-10 sono stati del tutto eccezionali per questo trentennio poco nevoso, in particolare sul Basso Piemonte dove a basse-medie quote in alcune zone gli accumuli sono stati ancor maggiori rispetto al 1985-86 e 1977-78.

 

Note: Si ringraziano Marco Pifferetti e Daniele Cat Berro (Società Meteorologica Italiana, SMI) per la loro disponibilità nell’inviare alcuni dati che hanno reso possibile il completamento delle serie nivometriche e le relative medie.

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