Osservatorio meteorologico di Asti centro, Seminario Vescovile – 146 m s. l. m.

 

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Legenda dei dati consultabili nella pagina

I dati vengono aggiornati ogni 5 minuti, ma è necessario effettuare il refresh della pagina. Nella tabella con i dati giornalieri è possibile consultare l’ultima misurazione e gli estremi minimi e massimi nella giornata. Oltre ai parametri principali (temperatura, umidità, precipitazioni giornaliere, mensili ed annuali, intensità della pioggia, velocità e direzione del vento, pressione atmosferica) si trovano alcuni indici compositi, calcolati mediante l’utilizzo di più parametri: è il caso del Dew Point (o Punto di Rugiada), del Heat Index (o Indice di Calore) e del Wind Chill (o Indice di Raffreddamento).

Il Dew Point è la temperatura alla quale una massa d’aria umida raggiungerebbe la saturazione se venisse raffreddata senza subire variazioni di pressione o di contenuto di vapore acqueo, ogni ulteriore raffreddamento determinerebbe la condensazione del vapore acqueo in essa contenuto; l’Heat Index si calcola attraverso il dato di temperatura dell’aria e di umidità relativa, è una temperatura apparente e stima la sensazione di  caldo percepita dal corpo umano che, con condizioni calde e afose, è superiore rispetto alla temperatura reale dell’aria; il Wind Chill è un indice elaborato attraverso la temperatura reale dell’aria e la velocità del vento ed indica la sensazione di freddo percepita dal corpo umano in occasione di ventilazione sostenuta.

Nella pagina è possibile inoltre consultare un grafico con l’andamento dei vari parametri nelle ultime 24 ore: cliccando sui nomi dei diversi parametri misurati sarà possibile scegliere quali visualizzare sul grafico.

 

Una nuova stazione meteorologica nel centro storico di Asti

Dal 18 giugno 2021 è attiva ad Asti una nuova stazione meteorologica da noi installata secondo le norme WMO (World Meteorological Organization): si tratta di una Davis Vantage Pro 2 dotata di Meteobridge per l’archiviazione e la trasmissione online dei dati. Gli strumenti sono stati posizionati sull’antica torretta del Seminario Vescovile, già sede dal 1928 al 1959 dell’osservatorio meteorologico storico di riferimento per la città.

Si tratta di una posizione particolarmente privilegiata per la rilevazione delle condizioni meteorologiche in ambito urbano: ci troviamo a circa 23 metri dal suolo nel cuore del centro storico cittadino. Una stazione meteo nel centro città mancava da ormai 52 anni: era infatti il 1969 quando veniva dismesso l’osservatorio della Camera di Commercio, in funzione dall’inizio degli anni ’50. Questa nuova installazione ha l’obiettivo di studiare l’isola di calore urbana, fenomeno caratteristico delle grandi città metropolitane, ma ormai sempre più evidente anche in un centro di piccole-medie dimensioni come Asti. L’isola di calore determina una temperatura più elevata all’interno della città rispetto alle zone circostanti, differenza che si manifesta per lo più durante le ore notturne: ciò è dovuto ad una serie di concause quali la diffusa cementificazione, le superfici asfaltate che prevalgono nettamente rispetto alle aree verdi, le emissioni degli autoveicoli, degli impianti industriali e dei sistemi di riscaldamento e di aria condizionata ad uso domestico.

Per la città di Asti lo studio dell’isola di calore risulta particolarmente significativo perchè essendo in possesso di un’altra centralina in zona nord nei pressi dell’Ospedale Cardinal Massaia (clicca qui per i dati in tempo reale da zona Ospedale), in una zona che si trova appena al di fuori dell’isola di calore, il paragone con la stazione del Seminario sarà molto rappresentativo.

Ringraziamo il Vicario Generale della Diocesi di Asti Andina Don Marco, l’Economo del Seminario Diocesano Andrea Don Ferrero e la direttrice dell’Archivio Storico della Diocesi di Asti e responsabile della Biblioteca del Seminario Vescovile Debora Ferro, che hanno da subito condiviso il nostro progetto e ne hanno reso possibile la realizzazione permettendoci di utilizzare l’antica torretta-specola meteorologica del Seminario come luogo dove posizionare la strumentazione.

La stazione del Seminario di Asti entra a far parte di una più vasta rete di centraline meteorologiche da noi installate sul territorio di Langhe, Roero, Monferrato e province di Asti ed Alessandria. Siete appassionati o avete un’azienda agricola e siete interessati ad installare anche voi una stazione meteo? Potete contattarci alla mail “[email protected]”, vi illustreremo il nostro progetto consigliandovi gli strumenti da acquistare e vi guideremo passo dopo passo nell’installazione della centralina meteorologica.

La stazione meteorologica Davis Vantage Pro 2 installata a norma WMO sull’antica specola del Seminario Vescovile di Asti: secondo le misurazioni dell’epoca la torretta si trova a 19.6 metri dal suolo, la cui altezza sul livello del mare è pari a 128 m; essendo i sensori distanziati di 3.2 metri dalla superficie della torretta stessa, gli strumenti si trovano a circa 23 metri dal suolo (151 m s. l. m.). Fa eccezione il barometro (a cui fa riferimento la quota della stazione) posizionato nei locali sottostanti a 146 m s. l. m.

Dalla torretta del Seminario Vescovile si può ammirare una rara vista a 360° sul centro storico di Asti: in questo scatto è ben visibile il complesso della Cattedrale di Asti.

Nonostante molti degli strumenti d’epoca siano andati persi, in torretta è ancora presente la parte di un vecchio anemografo ripreso qui in contrasto con gli strumenti moderni ed automatici.

 

 

Don Michele Gallo (1868-1940) e l’osservatorio meteorologico storico del Seminario Vescovile (1928-1959)

Non è la prima volta che la torretta del Seminario ospita strumenti per il rilevamento delle condizioni meteorologiche. Fino a 62 anni fa infatti, era presente un osservatorio che funzionò dal lontano 1928: nacque per il volere di Don Michele Gallo, sacerdote appassionato di meteorologia, che donò gli strumenti in suo possesso al Seminario. Sui muri all’interno della torretta meteorologica si può ancora oggi leggere una targa datata 1 maggio 1928, che ringrazia il canonico per l’impegno nella realizzazione della specola: “Osservatorio Meteorologico Geodinamico dono del fondatore Cav. D. Michele Gallo in omaggio del Giubileo di S. E. Mons. L. Spandre. Il Seminario riconoscente a ricordo”. La strumentazione, all’avanguardia per l’epoca, fu trasferita dall’abitazione del sacerdote nei pressi del cimitero della città: qui aveva funzionato dal 1900 al 1928 nel periodo in cui Don Gallo fu il cappellano-direttore del cimitero.

Questa è la targa marmorea visibile ancora oggi nei locali interni della specola meteorologica fatta erigere da Don Gallo dietro sue spese e sotto la propria guida: per l’impegno e la generosità mostrati il Seminario volle ringraziarlo così.

La specola del Seminario diventò così nel 1928 l’osservatorio di riferimento per la città di Asti sostituendosi al precedente che era in funzione dal lontano 1881 sulla torretta del Palazzo Civico. Sulla “Gazzetta d’Asti” dell’epoca possiamo leggere un trafiletto che descrive nel dettaglio la cerimonia di inaugurazione del nuovo osservatorio avvenuta il 23 maggio 1928:

“Fu una cerimonia privatissima, è vero, quella di mercoledì scorso; ma, tuttavia, assai eloquente nella sua grande semplicità. Si trattava di inaugurare l’osservatorio meteorico trasportato testè nel febbricato del nostro Seminario Vescovile e di assistere alla benedizione della nuova Specola da impartirsi dal nostro amatissimo Vescovo Mons. Spandre.

Il Rev. Cav. D. Michele Gallo, che con grandissimo amore dirige l’Osservatorio meteorico astigiano, impiantato ultimamente negli Uffici del Camposanto urbano, per assicurare la perpetua continuità delle regolari Osservazioni giornaliere, ebbe il provvido pensiero di trasportare stabilmente la sede nel Seminario dei Chierici, ed ottenutone il pieno assenso dalle locali Autorità ecclesiastiche, fece eseguire a proprie spese e sotto la sua abile direzione i convenienti locali per la nuova Specola, fornendola, pure a sue spese, di tutti i più importanti apparecchi per le segnalazioni e registrazioni grafiche dei fenomeni meteorici e geodinamici.

Alle ore 16 di mercoledì 23 corr., in questi nuovi locali dell’Osservatorio, convennero S. E. Rev.ma Mons. Luigi Spandre, il cav. D. Gallo ed alcuni egregi cittadini. L’ill.mo nostro Podestà sig. comm. prof. Guido Mancini, impedito per imprescindibili ragioni, dall’intervenirvi, si fece rappresentare dall’Ill.mo Vice Podestà sig. Cav. Ing. Ferdinando Mussa accompagnato dal Segretario Capo del Comune sig. cav. uff. Alberto Nosenzo. Fra gli altri intervenuti ricordiamo il Rev.mo Vicario Gen. Mons. Vergano Teol. Prof. D. Carlo, il Rettore del Seminario Rev. Can. Prof. Agostino Marocco, il Console della Milizia Colonnello cav. Cantamessa, l’uff. Sanitario Dott. cav. Boffa, il prof. avv. Maurizio Oggero, il comm. Niccola Gabiani, il prof. can. Monticone, il prof. D. Mezzadonna, il prof. D. Antonio Marocco ed i Chierici Franco e Demaria, incaricati, questi ultimi, delle osservazioni quotidiane.

Al momento dell’ingresso nalla prima sala delle Osservazioni, vediamo che il volto del Rev. can. D. Gallo è impressionato da una inaspettata sorpresa, perchè proprio sulla parete di fronte è stata murata a sua insaputa una lapide marmorea recante questa iscrizione: “Osservatorio – Meteorologico e Geodinamico – dono del fondatore – Cav. D. Michele Gallo – in omaggio del giubileo – di S. E. Mons. Spandre – Il Seminario riconoscente a ricordo – 1° maggio 1928”.

Tutti i presenti si congratulano col donatore sacerdote D. Gallo, e S. E. Mons. Vescovo procede alla benedizione di rito dei nuovi locali e degli apparecchi meteorici e sismici posti sotto l’egida di Sant’Emidio.

Il chierico sig. Franco, ad invito del cav. D. Gallo fa una dettagliata descrizione dei numerosi strumenti d’osservazione collocati in questa sala, spiegando chiaramente il funzionamento di ciascuno di essi: descrizione e spiegazione che hanno soddisfatto grandemente tutti i presenti.

Non stiamo ad enumerare tutti gli apparecchi che costituiscono il patrimonio scientifico di questa nuova Specola; ci limitiamo a dire che esso è assai ricco di tutto il materiale moderno più opportuno per assicurare la migliore precisione nella constatazione dei varii fenomeni atmosferici e tellurici – dalle varie segnalazioni termometriche e barometriche, a quella dell’umidità relativa e della tensione del vapore acqueo – dalla quantità dell’acqua caduta e dell’ora e della durata di essa, alla direzione e alla velocità dei venti – dalle segnalazioni elettriche a quelle geodinamiche, ecc.

Il cav. D. Gallo prende la parola per chiarire succintamente il concetto che lo indusse ad effettuare la costruzione del nuovo Osservatorio in questo luogo di studii, dove la continuità regolare delle osservazioni meteoriche darà un valido contributo alla Meteorologia italiana in continuo progresso nel suo vasto campo scientifico; e termina ringraziando gli intervenuti.

Il Vice Podestà cav. ing. Mussa e S. E. Mons. Vescovo Spandre hanno per il Rev. e munifico cav. D. Gallo le più calde e sincere parole di compiacimento.

Dopo un’ultima sosta sulla terrazza della Specola – ove sono collocati altri strumenti meteorici – ed ove viene offerto, sempre a cura del Rev. D. Gallo, un servizio di Asti spumante, ha termine la cerimonia inaugurale della Specola del Seminario con replicati evviva all’indirizzo del cortese fondatore del nuovo Osservatorio”.

Cartolina d’epoca gentilmente concessa dalla Biblioteca del Seminario Vescovile in cui è possibile apprezzare una ripresa fotografica dal porticato del cortile interno del Seminario: in alto a sinistra è visibile la specola meteorologica con gli strumenti d’epoca. Con due frecce abbiamo indicato l’anemografo (per la misura della velocità e della direzione del vento, ancora oggi presente sulla torretta ma in disuso) e la capannina meteorologica (al cui interno si trovavano gli strumenti per la misurazione della temperatura e dell’umidità relativa dell’aria), proprio sul lato dove oggi si trova la nuova stazione meteorologica automatica Davis Vantage Pro 2.

Scatto d’epoca ripreso direttamente dalla sommità della specola meteorologica con vista sul cortile interno del Seminario: in primo piano sulla destra è possibile osservare parte della strumentazione presente sulla torretta, ovvero l’anemografo ed il pluviometro. Sulla sinistra, non visibile, si trova la capannina meteorologica, nel punto dove oggi è stata installata la moderna Davis Vantage Pro 2.

A confronto la torretta meteorologica oggi, ripresa sempre dal cortile interno del Seminario, con la Davis Vantage Pro 2 ben visibile sulla sommità, proprio sul lato dove una volta si trovava la vecchia capannina, seppur più bassa di 1/1.5 metri rispetto all’altezza degli strumenti moderni.

La figura di Don Gallo nell’ambito della meteorologia astigiana ebbe enorme rilievo: possiamo leggerne un’autobiografia presente nel suo Annuario d’Asti, pubblicazione che per diversi anni all’inizio del Novecento raccoglieva informazioni di natura storica, politica, militare, amministrativa, civile, giudiziaria, ecclesiastica, scolastica, sanitaria, industriale, agricola, commerciale ed artistica per tutto il circondario di Asti. Così parla di sè stesso per quanto riguarda i primi 32 anni della sua vita: “Nato a Carrù (Mondovì) il 1 luglio 1868, entrò nel piccolo Seminario di Vicoforte (Santuario) ove percorse le scuole ginnasiali (1880), indossò la talare clericale (1881), passò al Grande Seminario di Mondovì (Piazza) nel 1883 ove seguì i corsi di retorica, di liceo, (conseguendo il diploma di normale inferiore); di 2° filosofia e di 1° Teologia a Torino Valsalice (1888-89), nel 1890 fu inviato assistente nel nobile collegio dei Padri Scolopi a Carcare e nel 1891 passò nelle file dei Missionari Francesi a Parigi, ove terminati gli studi teologici ed addestratosi nelle lingue straniere nelle Case di Chevilly, indi di Grignon, ebbe la tonsura da Mons. Duboin il 17 luglio 1892, il suddiaconato il 28 ottobre da Mons. A. Le Roy Vic. Ap. del Gabon, il diaconato il 27 ott. dal medesimo ed il Sacerdozio da Mons. Thomas (Lazarista) Vic. Ap. in Persia, il 17 dic. dell’anno medesimo.

Nel 1893-94 e 95 Missionario nelle Antille e Direttore dell’importantissimo Osservatorio meteorologico, astronomico e geodinamico di Port-au Prince Haiti, fondatore dell’Osservatorio Meteorologico di Montecristi (S. Domingo). Fe’ ritorno in Italia nel 1896 in seguito alla febbre gialla ed alla insurrezione di Cuba, s’incorporò alla Diocesi di Asti e, da S. E. Mons. Ronco, lasciatogli la libera scelta di parecchie cappellanie vacanti, scelse Tigliole (Valperosa) ove restò dal 1896 al 1899, ereggendo un Osservatorio Meteorologico, ed il 30 dic. 1899 fu nominato Cappellano-Direttore del Cimitero Urbano di Asti, con voti 17 contro 5 nella seduta consigliare segreta, ivi iniziò il suo Annuario Guida ed impiantò l’Osservatorio Meteorologico del Cimitero”.

Stralcio di una pagina dell’Annuario d’Asti, dove si può apprezzare una stampa in cui viene raffigurato Don Michele Gallo in età adulta.

Don Gallo morì il 2 aprile 1940 all’età di 72 anni. A seguito della sua scomparsa venne probabilmente meno l’interesse e la passione verso la scienza e la meteorologia, così l’Osservatorio del Seminario ebbe vita breve: gli ultimi dati completi risalgono al 1959, anno dopo il quale probabilmente fu dismesso. Nel periodo di 32 anni di misure (1928-59) furono rilevati alcuni valori degni di nota: fra tutti ricordiamo la temperatura più bassa mai registrata in città, pari a -19.5°C misurata il 15 febbraio 1956, durante un’eccezionale ondata di gelo e neve. 

 

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