PEGGIORAMENTO 30 APRILE – 2 MAGGIO 2023: OLTRE 200 MM NEL CUNEESE E FINO A 70 MM SULLE LANGHE, MA ALTROVE COM’È ANDATA?

Si è concluso questa notte uno dei peggioramenti più “chiacchierati” degli ultimi anni. Ma alla fine quanta acqua è caduta? Vediamo insieme un po’ di dati con una breve analisi dell’evento.

Il peggioramento ha contribuito ad alleviare le gravi condizioni di siccità sul Piemonte occidentale e sulle Langhe, ma alcune zone del Piemonte centro-orientale, specie tra Astigiano ed Alessandrino, sono rimaste per l’ennesima volta escluse da precipitazioni abbondanti. 

Come da previsione a ricevere i maggiori quantitativi di pioggia (fino a 150-200 mm) sono stati i settori pedemontani e di medio-bassa valle tra Torinese e Cuneese: qui la catena alpina ha fatto da sbarramento orografico alle correnti orientali generando quello che in gergo viene chiamato “effetto stau”.

In regione spicca il dato di Chiusa di Pesio, Borgata Tetto Caban (CN) in Valle Pesio con ben 236 mm, stazione presente anche sulla nostra rete.

Da rete ARPA Piemonte questi gli accumuli più elevati:

  • 216 mm a Pradeboni (CN)
  • 194 mm a Roccaforte Mondovì (CN)
  • 188 mm a Boves (CN)
  • 162 mm a Cuneo Cascina Vecchia
  • 153 mm a Corio, Piano Audi (TO)

SULL’ALESSANDRINO registriamo dai 5 ai 15 mm, questi gli accumuli più bassi secondo le stazioni della nostra rete: 2,8 mm a Mongiardino Ligure, 5,1 mm ad Alessandria San Michele e 5,4 mm a Cuccaro Monferrato.

SULL’ASTIGIANO sono caduti dai 10 ai 20 mm, SUL ROERO dai 25 ai 45 mm e SULLE LANGHE dai 40 ai 70 mm con valori inferiori verso i settori confinali dell’Astigiano. Questi gli accumuli più elevati secondo le stazioni della nostra rete: 74,2 mm a dalla Serralunga d’Alba, 68,8 mm a Roddino e 67,6 mm a Dogliani.

Seppur con tempistiche in parte diverse da quelle previste, nel complesso gli accumuli registrati hanno più o meno confermato le aspettative su Langhe, Roero ed Alessandrino, mentre sono stati inferiori sull’Astigiano.

Facciamo un “mea culpa” consapevoli di essere stati imprecisi nell’individuare correttamente le fasi piovose di questo peggioramento e di essere stati inizialmente per alcune zone un po’ generosi sugli accumuli previsti, tuttavia anche a ridosso dell’evento l’evoluzione prevista dai modelli ad area locale evidenziava un maggiore coinvolgimento del Piemonte centrale rispetto a quanto poi si è verificato.

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