La seconda decade del mese di novembre è stata caratterizzata da condizioni di reiterato maltempo: la causa va ricercata in frequenti depressioni atlantiche che a più riprese hanno richiamato sull’Italia correnti meridionali umide ed instabili. Gran parte della penisola italiana è stata interessata da abbondanti piogge e forti venti con conseguenti mareggiate (un’eccezionale episodio di acqua alta ha messo in ginocchio Venezia e la sua laguna), mentre straordinarie nevicate hanno colpito le Alpi di Nord-Est e l’Appennino Ligure, con i primi fiocchi della stagione che si sono spinti fino a quote molto basse al Nord-Ovest in più occasioni. Il 14 novembre una nevicata precoce, come non si vedeva da diversi decenni, ha imbiancato alcune zone di pianura del Basso Piemonte ed ha portato ingenti accumuli sulle Langhe. Solo pochi giorni dopo, il 17, i fiocchi sono scesi a fondovalle tra Genovesato e Basso Alessandrino e la neve è caduta copiosa in Appennino. Ma ecco che già a partire dalla sera successiva un nuovo marcato peggioramento ha portato piogge intense in pianura ed altre abbondanti nevicate sulle Langhe con qualche imbiancata fino a fondovalle tra Cuneese ed entroterra ligure, mentre sull’Appennino il manto nevoso ha raggiunto l’eccezionale spessore di un metro. Con gli opportuni confronti in questo articolo cercheremo di definire l’entità di tali eventi che in alcuni casi risultano straordinari, seppur già registrati nel passato durante lo scorso secolo.

 

14/15 novembre: precoce nevicata fino in pianura tra Cuneese, medio-basso Astigiano e basso Alessandrino come non avveniva dal 1979; fino a 40 cm in Alta Langa

Animazione delle carte dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al livello del mare tra le 00z del 14 e le 06z del 15 novembre 2019: è evidente una profonda saccatura atlantica in discesa dalla Francia verso il Golfo del Leone che attiva intense correnti meridionali in grado di scaricare sul Basso Piemonte 30/40 mm in appena 6/8 ore di precipitazioni che risultano nevose fino a quote di pianura tra Langhe, Roero e Monferrato.

Il 13 ed il 14 novembre vengono rilevate le prime minime negative della stagione sulle pianure piemontesi, in ritardo di circa due settimane rispetto alla media degli ultimi trent’anni. I valori più bassi si riscontrano sui fondovalle tra Langhe, Roero e Monferrato: -3.1°C a Saliceto in loc. Bergalli (CN, 385 m) nei pressi del fiume Bormida, -2.1°C a Castell’Alfero (AT, 140 m) lungo il torrente Versa e -2.0°C a Cortandone (AT, 200 m). Nel frattempo gli strati medio-bassi dell’atmosfera registrano un netto calo dei valori igrometrici grazie alla momentanea attivazione di un debole effetto favonico sul versante meridionale delle Alpi. Questa circostanza, unita alla presenza di cieli sereni durante la notte precedente l’evento, permette alle temperature di scendere su valori intorno allo zero o poco inferiori. La colonna d’aria risulta perciò ottima per garantire la discesa del fiocco di neve fino a quote molto basse: nonostante le temperature a 850 hPa (circa 1450 m in libera atmosfera) siano di -1/-2°C appena, le intense precipitazioni rovesciano l’aria fredda in quota fino al suolo instaurando una forte omotermia negli strati più bassi dell’atmosfera. Nella tarda serata del 13 novembre nevica con temperature di -1/-1.5°C intorno ai 6/800 m e di 0/-0.5°C tra 150 e 500 m.

Modello Moloch (CNR-ISAC), carta di previsione dell’umidità relativa alla quota di 850 hPa (circa 1450 m in libera atmosfera) alle ore 12 UTC del 13 novembre 2019, 24 ore prima dell’evento: il colore viola/rosso indica valori igrometrici inferiori al 30% sul Nord-Ovest.

Tra la sera del 14 e le prime ore della notte del 15 novembre la neve imbianca tutto il Cuneese e si spinge fin sul Basso Torinese (fiocchi a Carmagnola e Pralormo). Nevica anche sui fondovalle di Belbo, Bormida e Stura tra basso Astigiano ed Alessandrino: vengono imbiancate da pochi centimetri di neve umida Canelli, Nizza Monferrato, Acqui Terme ed Ovada. Il limite della neve si è fermato pochi chilometri a sud/sud-ovest rispetto alla città di Asti: i fiocchi sono scesi in pianura con accumulo tra Val Borbore, Tanaro e Tiglione (fino a 120/130 m di quota), mentre ad Asti per diverse ore ha piovuto misto a neve con una temperatura di 1°C, fatta eccezione per qualche breve momento di neve umida nei quartieri meridionali della città.

Scatto radar ARPA Piemonte nella tarda serata del 14 novembre 2019: i colori definiscono il limite tra pioggia (verde/giallo) e neve (viola/blu). Abbiamo tracciato una linea bianca che stima la massima estensione delle nevicate durante l’evento. Si può notare come il capoluogo astigiano ne sia rimasto al di fuori per pochi chilometri: la neve si è spinta con accumulo fin sul fondovalle del Tanaro 1 km a sud della città (0,5/1 cm a San Marzanotto Piana, quota 130 m).

In Alta Langa la nevicata è stata copiosa ed accompagnata da tuoni e fulmini: in poche ore cadono 30/40 cm di neve oltre i 5/600 m di quota. Si registrano diverse criticità per la caduta di alberi ancora fogliati a causa del peso del manto nevoso: fino al giorno successivo molti comuni delle Langhe Cuneesi rimangono senza elettricità e con alcune strade interrotte.

Di seguito un elenco degli accumuli di neve rilevati in alcune località del Basso Piemonte di pianura e collina:

  • Feisoglio (CN, 770 m): 41 cm
  • Arguello (CN, 660 m): 35 cm circa
  • Roccaverano (AT, 759 m): 30 cm circa
  • Priero (CN, 610 m): 27 cm
  • La Morra (CN, 513 m): 25 cm circa
  • Castiglione Tinella (CN, 450 m): 23 cm
  • Costigliole d’Asti, loc. Annunziata (AT, 340 m): 15/18 cm
  • Cuneo (550 m): 15 cm circa
  • Roddi (CN, 260 m): 12 cm
  • Guarene (CN, 360 m): 10/12 cm
  • Cassinasco (AT, 447 m): 12 cm
  • Bra (CN, 290 m): 11 cm
  • Ponzone, Bric Berton (AL, 773 m): 10 cm
  • Alba (CN, 172 m): 5/7 cm
  • Ovada (AL, 186 m): 3/4 cm
  • Canelli (AT, 157 m): 3 cm
  • Cavallermaggiore (CN, 285 m): 3 cm
  • Acqui Terme (AL, 156 m): 1/2 cm
  • Nizza Monferrato (AT, 138 m): 0,5/1 cm

Grafico dell’incremento del manto nevoso a Feisoglio (770 m) sull’Alta Langa Cuneese: tra le ore 17 del 14/11 e le 3 del 15/11 il nivometro dell’ARPA Piemonte rileva 41 cm di neve fresca. Nelle ore serali la nevicata risulta particolarmente intensa con un picco di 8 cm in un’ora.

Una nevicata così precoce sul Basso Piemonte di pianura non si registrava da 40 anni: dal 1982 ad Ovada, all’epoca il 5 novembre caddero 5 cm nella città alessandrina. Addirittura sulla pianura cuneese Bra non veniva imbiancata tanto in anticipo dal 1979: in quel caso nevicò il 27 ottobre in un episodio eccezionale che portò la neve più precoce degli ultimi 200/250 anni tra Torinese, Cuneese, Astigiano ed Alessandrino.

Cadono mediamente dai 30 ai 40 mm tra Langhe, Roero e Monferrato, ma gli acmi precipitativi (intorno ai 100 mm) si rilevano tra l’entroterra ligure ed il Basso Alessandrino dove si riscontrano nuovi fenomeni di dissesto idro-geologico a causa dei terreni molto saturi dopo le eccezionali piogge degli ultimi trenta giorni.

I terreni saturi d’acqua per le piogge dell’ultimo mese ed i nuovi apporti pluviometrici contribuiscono ad attivare nuove frane in quei territori del Basso Alessandrino già duramente colpiti nell’alluvione di ottobre (foto Protezione Civile di Alessandria).

Numerose e suggestive sono le foto che ci giungono dalle Langhe e dal Roero, la neve unita ai colori tardo autunnali e alle case caratteristiche dei paesini crea un’atmosfera magica e spettacolare, abbiamo selezionato le più rappresentative, sia dal punto di vista del paesaggio, sia per gli accumuli.

Monforte d’Alba (CN) 480 m con le sue case colorate visibile da due posizioni diverse, foto di Ibrahim Osmani.

Contrasti nelle vigne a Borgomale (CN), foto di Gabriele Ferrero.

Le vigne nei dintorni di Barolo (CN) a 500 m di quota, il manto sfiora i 30 cm (foto di Alessandro Marengo).

Spettacolari contrasti fra autunno e inverno da Calosso (AT) verso Castiglione Tinella (CN), raccontati nello scatto di Debora Branda.

Lo spessore della neve a Bossolasco a 750 m (CN, foto di Barbara Friedrich) e Feisoglio (CN, foto di Alessandro Marengo), presso quest’ultima il nivometro Arpa raggiunge un’altezza di 41 cm al suolo a 770 m.

Dogliani (CN) si risveglia con 25 cm di neve a 350 m la mattina del 15 novembre, foto di Anna Maria Abbona.

Barolo (CN) e La Morra (CN) negli scatti di Adriano Lompi.

Anche il Roero non è da meno: splendido scatto di Vezza d’Alba (CN) con sullo sfondo il Monviso a cura di RoheroAir.

Due splendide foto di Stefano Salvatore realizzate da frazione San Carlo a Castiglione Tinella (CN).

Simmetrie perfette dei vigneti a Neive (CN, foto di Gianluca Vacca) e a Coazzolo (AT, foto di Piero Boella).

 

16-17 novembre: neve a fondovalle tra Valle Scrivia e Borbera e fino a 40/50 cm in Appennino

Animazione delle carte dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al livello del mare tra le 12z del 16 e le 12z del 17 novembre 2019: un nuovo peggioramento è causato da un minimo di bassa pressione al suolo in risalita dalla Tunisia verso il Nord-Italia. Il percorso della depressione rimane troppo orientale per coinvolgere l’interno Nord-Ovest, tuttavia le precipitazioni risultano intense tra Alessandrino, Alto Piemonte, Lombardia Occidentale e Liguria di Levante.

I primi fenomeni hanno inizio sui rilievi nel pomeriggio del 16, con la neve che cade in Appennino oltre 800/1000 m. Nelle ore successive avviene un’intensificazione delle precipitazioni che, accompagnate da qualche tuono per la risalita di temporali dal Mar Ligure, rovesciano l’aria fredda in quota (-1/-2°C a 850 hPa, 1450 m circa il libera atmosfera): così durante il mattino del 17 si registra un abbassamento del limite della neve che raggiunge il fondovalle tra Valle Borbera e medio-alta Valle Scrivia. Fiocchi scendono fino a Serravalle Scrivia (AL, 250 m) senza fermarsi al suolo, mentre i primi irrisori depositi di neve si segnalano ad Isola del Cantone (GE, 298 m), ultimo comune ligure della Valle Scrivia prima di entrare in territorio alessandrino. Sull’Appennino alessandrino in Alta Valle Borbera un nivometro dell’ARPA Piemonte rileva 33 cm ai Piani di Carrega (comune di Carrega Ligure, 1245 m), mentre cadono fino a 40/50 cm oltre i 1400 m sui crinali al confine con Pavese, Piacentino e Genovesato.

Previsione del modello ad area locale Meteotitano: 24 ore prima dell’evento il LAM evidenzia una temperatura intorno agli 0°C a 925 hPa (circa 1100 m in libera atmosfera) ed uno zero termico compreso tra 400 e 600 m in una ristretta zona compresa tra l’entroterra ligure ed il Basso Alessandrino in corrispondenza della Valle Scrivia. Con estrema precisione individua l’area dove meglio resiste una sacca d’aria fredda nei bassi strati tale da permettere ai fiocchi di neve di spingersi fino a quote di fondovalle.

Ecco come si presentava nel pomeriggio del 17 novembre dopo due giorni di nevicate la frazione di Capanne di Cosola (AL, Cabella Ligure) a 1450 m in Alta Val Borbera: il manto nevoso raggiunge il mezzo metro (foto di Meteo Tortona).

Scatto della webcam di Bruggi (AL, Fabbrica Curone) a 1023 m in Alta Val Curone ed il paese Vobbia (GE) a 477 m in Alta Valle Scrivia sotto una fitta nevicata.

Intensa nevicata ripresa dalla webcam di Caldirola (AL, 1000 m) in Alta Val Curone, circa 30 cm di neve al suolo.

Fiocchi sul fondovalle della Val Borbera, qui ripresi dalla webcam di Cantalupo Ligure (AL, 453 m).

Anche sul versante Ligure la neve cade abbondante: nelle foto la situazione al Rifugio Casermette del Monte Penna (GE, 1400 m) in Val d’Aveto e Foppiano di Rovegno (GE, 957 m) in Alta Val Trebbia.

Piste battute a Pian del Poggio sull’Appennino Pavese a 1500 m il pomeriggio del 17 novembre: la stagione partirà il week-end successivo, come non accadeva da anni.

 

18-19 novembre: neve fin sui fondovalle tra Cuneese ed entroterra ligure, 35/50 cm in Alta Langa ed in Appennino il manto nevoso raggiunge l’eccezionale spessore di 1 metro

Animazione delle carte dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al livello del mare tra le 06z del 18 e le 00z del 20 novembre 2019: l’ennesima depressione atlantica sprofonda nel Mediterraneo e convoglia masse d’aria foriere di precipitazioni sul Nord-Ovest, grazie alla formazione di un minimo di bassa pressione al suolo in risalita dalle Isole Baleari verso il Mar Ligure. La presenza di un effimero strato di aria fredda nei bassi strati permette la discesa della neve fino a 350/400 m nel Cebano ed in alcuni fondovalle appenninici.

Nonostante le temperature alla quota di 850 hPa (circa 1450 m in libera atmosfera) siano simili all’evento del 14/15 novembre, negli strati dell’atmosfera prossimi al suolo il freddo è più effimero dopo diversi giorni con temperature sopra lo zero, cieli coperti e piogge. La colonna d’aria è satura, a differenza di quanto avvenuto nell’episodio di pochi giorni prima. Questa circostanza non permetterà alla neve di scendere in maniera estesa fino in pianura nonostante le precipitazioni moderate, ma i fiocchi si limiteranno a raggiungere i fondovalle tra Langa Cebana ed entroterra ligure.

Confronto delle temperature a 850 hPa tra gli eventi del 14/15 (a sinistra) e 18/19 novembre (a destra): si può notare come i valori termici siano del tutto simili, addirittura l’isoterma degli 0°C (colore azzurro chiaro) è più estesa il 19/11 e coinvolge completamente Astigiano ed Alessandrino. Nonostante questo, il freddo nei bassi strati è più effimero, tale da non permettere alla neve di scendere fino in pianura come avvenuto nell’episodio di metà mese (elaborazione modello AROME).

Confronto tra le altezze dello zero termico il 15 (a sinistra) ed il 19 novembre (a destra): si può notare il maggiore freddo nell’evento del 15/11 con lo zero termico a 3/400 m (colore viola) sulle Langhe tra Astigiano ed Alessandrino, mentre il 19/11 i valori si attestano tra 5/700 m (colore blu scuro) in una ristretta area tra il Cebano e l’entroterra del Savonese (elaborazione modello AROME).

La neve nella notte tra il 18 ed il 19 novembre imbianca la città di Ceva (CN, 386 m) e scende localmente fin sul fondovalle della Bormida tra Saliceto, Millesimo ed Altare. Il mattino successivo pochi centimetri di neve umida cadono anche a Masone (GE, 403 m) sul fondovalle dello Stura di Ovada e fiocchi raggiungono Rossiglione (GE, 297 m), ultimo comune ligure prima di entrare in territorio alessandrino. Ma è in Valle Erro dove resiste maggiormente una sacca d’aria fredda incastrata tra i rilievi appenninici e la nevicata risulta abbondante fino a fondovalle: a Giusvalla (SV, 475 m) cadono 15/20 cm e a Sassello (SV, 405 m) 8 cm.

Scatto della webcam di Giusvalla (SV, 475 m) in Valle Erro, al mattino del 19 novembre imbiancata da un manto di 15/20 cm dopo l’intensa nevicata delle ore notturne.

La nevicata risulta di nuovo abbondante in Alta Langa con ulteriori disagi dovuti alla rottura di alcuni alberi per il peso della neve: cadono 36 cm a Feisoglio (CN, 770 m), ma è nel Cebano dove si riscontrano gli accumuli più elevati. A Priero (CN, 610 m) un nivometro dell’ARPA Piemonte rileva 39 cm di neve fresca e poco più in alto a Montezemolo (CN, 734 m) il manto raggiunge il mezzo metro. 

Il paese di Montezemolo (CN, 734 m) nell’Alta Langa Cebana imbiancato da oltre mezzo metro di neve: si tratta delle zone a quote collinari maggiormente colpite durante questo peggioramento.

Difficoltà nella pulizia della strade in Langa nel comune di Feisoglio (CN) a causa di diversi alberi caduti per il peso della neve (foto di Simone Gallo).

Intensa nevicata a Roccaverano (AT, 759 m) nell’Alta Langa Astigiana la mattina del 18 novembre (foto di Federica Zaffore e Massimo Sperati).

Mombarcaro (CN, 896 m, foto di Giulia Morena) e Roccaverano (AT, 759 m) con circa 35/40 cm di neve fresca.

Accumulo prossimo ai 30 cm a Feisoglio (CN,  foto di Andrea Pia).

Un auto ricoperta dalla neve a Feisoglio (CN, foto di Andrea Pia) e un muro crollato a Incisa Scapaccino a causa delle forti piogge (fonte:  gruppo facebook ”sei di Incisa se”).

A Feisoglio (CN, 770 m) sommando i due eventi del 14/15 e 18/19 novembre cadono in totale 77 cm di neve fresca. Con ogni probabilità era dal 1933 che non nevicava tanto a novembre oltre i 600 m sulle Langhe: all’epoca in tutto il mese si totalizzarono 84 cm a Belvedere Langhe (CN) e 75 cm a Roccaverano (AT) e fu preludio di un inverno freddo e molto nevoso.

A Feisoglio (CN, 770 m) grazie ai dati provenienti dal nivometro dell’ARPA Piemonte possiamo affermare che dal 1999 ad oggi in nessuna occasione era nevicato tanto a novembre e mai si era raggiunta una tale altezza del manto nevoso. Cadono in totale 77 cm (41 il 14/15 e 36 il 18/19) ed il 15 novembre viene rilevata un’altezza massima al suolo di 41 cm. I dati che più si avvicinano all’evento di quest’anno sono quelli misurati nel 2008: undici anni fa negli ultimi giorni del mese erano caduti 33 cm con un’altezza massima di 25 cm. 

Registro del novembre 1933 dell’osservatorio meteorologico di Roccaverano (AT, 759 m), all’epoca appartenente all’Ufficio Idrografico del Po: in tre diversi eventi cadono in totale 75 cm di neve fresca in paese (25 + 35 + 15 cm sommando i valori delle altezze massime), dato molto simile ai 65/70 cm caduti questo mese.

Totali di neve fresca caduta a novembre a Roccaverano (AT, 759 m) dal 1913 al 1943: in questo breve intervallo di trent’anni, seppur collocato nella prima metà del secolo scorso in un periodo più nevoso rispetto agli ultimi decenni, solo in altre tre occasioni si sono misurati valori superiori rispetto ai 65/70 cm caduti quest’anno. Oltre al 1933 già citato, il 1919 con 71 cm e l’eccezionale 1920 con addirittura 105 cm (peraltro caduti quasi totalmente in un episodio ad inizio mese).

In Appennino prima che i venti miti di scirocco fossero responsabili del rialzo della quota neve fino a 1500/1700 m, la nevicata accumula dai 50 ai 70 cm oltre i 1200 m di quota. Vengono misurati 56 cm ai Piani di Carrega (Carrega Ligure, AL) a 1275 m in Alta Valle Borbera e 54 cm al Monte Settepani (Calizzano, SV) a 1375 m sulla testata di bacino del Bormida. Ma è il manto nevoso al suolo che raggiunge spessori eccezionali che non hanno alcun riscontro in questo mese dell’anno almeno negli ultimi decenni: sul Monte Settepani si è misurata un’altezza massima di 95 cm, mentre ai Piani di Carrega lo spessore di 71 cm è ancor più straordinario perché non ha precedenti in nessun mese dell’anno dal 2002 ad oggi.

Consistenti accumuli in Appennino: a Capanne di Cosola (AL, Cabella Ligure – 1450 m) lo spessore supera mediamente il metro e il vento crea accumuli eolici fino a 3 metri.

Qui siamo a Pian dell’Armà (PV, Santa Margherita di Staffora – 1470 m) sul versante pavese dell’Appennino: in loco lo spessore di neve al suolo supera il metro.

Dal 2002 ad oggi ai 1245 m dei Piani di Carrega (AL, Carrega Ligure) in Alta Valle Borbera in tutti i mesi dell’anno mai si era misurato uno spessore al suolo di 71 cm (il primato precedente era detenuto dai 69 cm del 7/1/2009). Allo stesso modo, il totale mensile di neve fresca (91 cm) risulta il più elevato in tutti i mesi dell’anno nello stesso periodo, alla pari con il marzo 2013.

Si tratta di nuovi primati per novembre dal 2003 ad oggi anche al Monte Settepani (SV, Calizzano – 1375 m) sia per quanto riguarda lo spessore del manto nevoso (95 cm) che per il totale di neve fresca (120 cm).

Durante il pomeriggio del 19 novembre ancora una volta le precipitazioni più intense insistono in particolar modo sul medio-basso Alessandrino e sull’entroterra ligure a causa di una linea di convergenza che si estende dal Mar Ligure sul Basso Piemonte. I terreni saturi per le piogge abbondanti degli ultimi trenta giorni contribuiscono ad attivare alcune frane e sono causa di estesi allagamenti sulla pianura alessandrina per l’esondazione di rogge e canali ai lati delle carreggiate.

Il terreno è ormai saturo e non riesce più a drenare la pioggia caduta: allagamenti a Sale (AL, foto di Massimo La Terra) e tra Francavilla (AL) e Gavi (AL).

Numerose sono le frane che si attivano, specie nell’alessandrino: una frana danneggia la carreggiata in frazione Corti a Borghetto Borbera (AL), una seconda di dimensioni maggiori ostruisce la SP157 fra Pasturana (AL) e Basaluzzo (AL).

 

Luca Leucci & Paolo Faggella

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