Le deboli perturbazioni che hanno colpito le nostre zone nei giorni scorsi sono state caratterizzate da correnti di libeccio, da sud-ovest. Prendendo in considerazione il peggioramento del 3 novembre 2022, i modelli avevano previsto una distribuzione tipicamente da libeccio, con la classica ombra sulle pianure fra Cuneese e Astigiano:

❓Perché il libeccio crea tale distribuzione? Tutto è dovuto alle Alpi, le quali vanno a creare uno sbarramento orografico, cioè bloccano i contributi umidi che si scaricano nei primi tratti vallivi delle stesse (Marittime, Liguri, Cozie), mentre in pianura i fenomeni risultano deboli e discontinui, a causa di un blando effetto favonico in quota.

📈 La seconda foto mostra proprio gli accumuli rilevati il giorno 3/11 dalla nostra rete di stazioni meteo: i massimi pluviometrici sono sul Basso Alessandrino, dove i contributi umidi dalla Liguria sfondano maggiormente. Le differenze possono essere anche più marcate, in quanto su tali aree possono sconfinare temporali autorigeneranti dalla Liguria, come avvenuto nell’alluvione del 21 ottobre 2019:

🌦 Ancora più evidente diventa la differenza se consideriamo il periodo 1-10 novembre: sull’alessandrino ed estremo NW gli accumuli risultano tripli rispetto all’Albese, dove non si superano nemmeno i 10 mm:

🤝 Ti è piaciuta questa analisi dettagliata e vuoi contribuire al nostro progetto? Qui di seguito trovi il modulo in cui puoi richiedere di essere contattato, ti daremo tutte le info sul progetto, strumentazioni e costi! ⤵️

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Vai alla barra degli strumenti